Una gita a ...

Una gita a … Anghiari e Sansepolcro

gita AnghiariTre giorni in Toscana, nell’alta Val Tiberina, alla scoperta di due cittadine distanti tra loro una decina di chilometri e della loro storia, arte e cultura culinaria.

Roma, 1 settembre – Stavolta vi proponiamo un fine settimana tutto da godere e da gustare sulla direttrice dell’E45, la Superstrada di collegamento che (sia che veniate da nord, sia che veniate da sud) vi porta in questi luoghi.

La provincia è quella di Arezzo, il territorio è quel cuneo di Toscana che si insinua tra Marche e Umbria meglio noto come “la terra di Piero”, perché qui visse, soggiornò e creò Piero Della Francesca, uno dei più grandi geni della nostra storia. A Sansepolcro si può visitare ancora la sua casa natia e il Museo con le sue opere, oltre a quel Duomo bellissimo pur nella sua semplicità che ospita Il celebre “Volto Santo”. Un  crocefisso ligneo di fattura siriana (almeno così narra la leggenda) che sarebbe stato portato da queste parti addirittura dai Templari. Rinchiusa nella sua cerchia muraria, Sansepolcro è la classica cittadina toscana con case basse e profumi di cucina che, specie nelle ore canoniche di pranzo e cena, ti entrano nelle narici e ti attraggono in uno dei tanti ristoranti del posto.

Poco più in là, sulla strada che porta ad Arezzo, c’è Anghiari, alta e maestosa sul suo colle, che sembra fosse abitato già dagli etruschi e che lo fu sicuramente dai romani. Una cittadina dalle vie strette e attorcigliate a gomitolo intorno alla sommità del colle, dove sorgono i palazzi e le chiese più belle. Un luogo della memoria (ricordate la famosa Battaglia di Anghiari studiata sui libri di scuola e oggi oggetto di un Museo?) e dello spirito, con la vista che da qui spazia su tutta l’alta valle del Tevere rasserenando l’anima e lo spirito.

La stessa sensazione che si prova sedendosi sul muretto dell’Eremo di Monte Casale (8 chilometri più in alto di Sansepolcro, in montagna), dal quale si ammira la distesa sottostante pensando a questo enorme Santo della nostra storia, Francesco, che qui arrivò per fondarlo.

Un’altra eccellenza della nostra bella Italia che in pochi conoscono e che, invece, merita di essere vista tutta. Da cima a fondo.

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