Tematiche etico-sociali

Ancora sulla micidiale terra dei fuochi – L’operato  dei Carabinieri del Noe con la magistratura valido  presidio di legalità nel difficile settore..

Roma, 02 marzo 2019  – Sul giornale online ‘In Terris’ la giornalista Milena Castigli  ha ieri pubblicato un articolo.. “Nuovi controlli nella cosiddetta Terra dei Fuochi. È infatti in corso dalle prime ore di questa mattina una nuova operazione congiunta di Polizia Metropolitana ed Esercito nella vasta zona che si estende in Campania, all’incirca a cavallo tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. L’espressione apparve per la prima volta nel 2003, quando fu usata nel ‘Rapporto Ecomafie’ di quell’anno, curato da Legambiente, e si riferiva alla pratica diffusa per anni di interramento di rifiuti tossici e rifiuti speciali, e  di innesco di numerosi roghi di rifiuti, circostanze con un potenziale impatto negativo sulla salute della popolazione locale…”

Su ‘Il FattoQuotidiano.it ‘del 18 gennaio scorso, toccando ambiti più importanti ma inerenti la stessa materia, invece, l’interessante inchiesta di Luisiana Gaita sugli esiti di un grande processo alle ecomafie.. “Terra dei Fuochi, 18 anni in appello all’inventore delle ecomafie Chianese. Ma il reato di avvelenamento è prescritto”. Una sentenza storica, anche se è arrivata tardi e non assicura alla giustizia tutti i colpevoli dello scempio che si è consumato nella Terra dei fuochi. Nel processo sulla discarica Resit di Giugliano in Campania la Corte d’Appello di Napoli ha condannato l’avvocato e imprenditore Cipriano Chianese, ritenuto l’inventore delle ecomafie per conto del clan dei casalesi, a 18 anni di carcere, due in meno rispetto ai venti inflitti in primo grado per disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti con l’aggravante mafiosa. Assolti, però, molti altri imputati. Tra questi l’allora sub commissario all’emergenza rifiuti in Campania Giulio Facchi e altri imprenditori casertani.. Cipriano Chianese aveva gestito a lungo l’impianto nel quale vennero fatti confluire rifiuti di provenienza lecita e illecita che, in assenza di controlli adeguati, hanno trasformato quella discarica in una bomba ecologica. Era stato già arrestato nel 1993 (in operazione che ricordo e poi assolto – nda), ma aveva continuato a gestire il traffico illecito dei rifiuti e, l’anno dopo, si era candidato alla Camera con Forza Italia (elezioni perse per pochi voti). Un altro arresto nel 2006 e infine nel 2013, nell’ambito di un’indagine sulla cessione delle quote di una società di trasporti al fratello Francesco, che sarebbe avvenuta attraverso una estorsione aggravata dal metodo mafioso..

“Oggi è un giorno importante per lo Stato e principalmente per i cittadini e tutti i giornalisti che hanno lottato e combattuto ogni giorno per arrivare a questa sentenza. Un grazie agli investigatori e alla Magistratura napoletana”. Così il Ministro dell’Ambiente  Sergio Costa ha commentato la sentenza della Corte di Appello di Napoli, ricordando la legge ‘Terramia’ “per la quale siamo alle battute finali e che prevede proprio una parte ad hoc per la bonifica dei siti contaminati”. Ma nella Terra dei fuochi, per bonificare l’ambiente, ci vorranno anni.

“Intanto, però, cominciamo a liberarla anche dai criminali che l’hanno avvelenata. Chi inquina deve pagare”, ha commentato il Presidente della Commissione Ecomafie, Stefano Vignaroli..””

Bene, ora, come di consueto, ulteriori notizie, nostre riflessioni e considerazioni..

Su questo giornale, in altro articolo, citammo il libro di Tommaso Sodano, “La Peste” (ed. Rizzoli 2010, riedito a luglio 2015 per “Il Sole 24 Ore”, euro 8,90), scritto con Nello Trocchia, giornalista de “Il Fatto”..  È la storia del disastro ambientale degli ultimi vent’anni che ha avvelenato la Campania e non solo. La camorra “signoreggia” la questione grazie a intermediari con giacca, colletto bianco e gilet, organici al sistema a cui le imprese e le amministrazioni del Nord affidano la spazzatura anche velenosa che veniva avviata in Campania per le cave e venduto come concime. C’è tanta camorra nella storia familiare di Nicola Cosentino (pag.81), nella sua ascesa al gotha della politica nazionale, al vertice del PDL regionale, fino a Sottosegretario di Stato all’Economia (Ministro Tremonti) nel Governo Berlusconi… L’indagine che ha portato Tommaso Sodano a dover vivere sotto scorta ha mostrato infatti un sottobosco in cui si trovavano criminali e politici, imprenditori e faccendieri. Formidabile il “Sistema Chianese” (pag 51) che racconta che l’Avv. Cipriano Chianese era titolare di una società, la Resit, e di tre discariche con un’autorizzazione TAR Campania che gli consentiva di ricevere rifiuti solo dal territorio regionale. Nulla tuttavia consentiva a Chianese di avere limiti territoriali. Racconta il pentito Bidognetti che fu proprio l’Avvocato a prospettare l’affare rifiuti….A capo della piramide c’era il vertice criminale (con Francesco Schiavone “Sandokan”) e quindi altri personaggi unitamente al professionista…Ovviamente, in tale ambito di colossali affari, la massoneria non poteva esimersi tanto che (pag 55) quando nel 1993 con l’indagine Adelphi spuntò il nome di Licio Gelli, gli affiliati del clan si insospettirono…per il ruolo che  Gelli aveva assunto nell’organizzazione..

Certamente non ricordiamo, rimanendo ovviamente nel tema, che nella trasmissione “Vieni Via Con Me” con Fazio e Saviano, nel lontano 2010, di aver sentito citate, da Saviano,  le più significative operazioni di Polizia Giudiziaria svolte in quegli anni, e con sorpresa constatai che quelle elencate in un mega tabellone erano effettivamente le operazioni effettuate dal mio Reparto ( COMANDO CC TUTELA PER L’AMBIENTE), proprio negli anni 2003-2006, periodo in cui ebbi l’onore del Comando di quella splendida Unità Specializzata, con l’autorevole e indimenticato Ministro Altero Matteoli..

Chi mi conosce, sa bene che non mi piace prendere meriti che non mi spettano, ma  certamente non mi  sono messo d’accordo con Saviano per autocelebrarci, nè sarà un caso che le importanti operazioni citate erano proprio quelle del mio periodo. Che dire? Nulla; solo un rinnovato ennesimo  BRAVO a tutti i componenti dello storico Reparto ..

Gli elementi acquisiti dal Comando Carabinieri Tutela dell’Ambiente, durante il mio periodo (agosto 2003-settembre 2006), confermano la grande attenzione della criminalità organizzata e non, nei confronti del sistema del ciclo integrato dei rifiuti. In particolare, all’ epoca, era emerso come nessuna Regione d’Italia poteva considerarsi fuori dalle rotte del traffico illecito di rifiuti, sia urbani che speciali. Se fino a qualche anno prima, si diceva, e certamente a ragione, che la Campania ed in genere le Regioni meridionali erano le tappe ultime dei traffici illeciti,  si poteva allora affermare, proprio grazie alle importanti operazioni di PG ambientale citate da Saviano,  che si era di fronte ad un fenomeno dalle dimensioni nazionali e transnazionali. A tal proposito, è emblematica l’indagine  “Eldorado “, coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Milano, che ha svelato l’illecito operare di una organizzazione criminale dedita all’illecito trasporto nelle province di Varese, Como e Milano dei rifiuti provenienti dagli impianti di tritovagliatura di Giffoni Valle Piana (SA) e di Paolisi (BN), durante la cosiddetta emergenza verificatasi in Campania nel 2003. In particolare, i rifiuti in questione, invece di essere smaltiti presso siti autorizzati, venivano inviati  “tal quali”  in impianti per la produzione di compost per l’agricoltura o, addirittura, venivano  “tombati”  in buche realizzate presso cantieri edili o all’interno di insediamenti produttivi.  La contaminazione di zone, tradizionalmente esenti da presenze criminali, organizzate e non, venne confermata dall’indagine  “Mosca “, coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Larino (CB), nei confronti di un sodalizio criminale, operante tra Campania e Molise, nel settore del traffico illecito di rifiuti. Le indagini  consentirono di documentare come l’organizzazione gestisse quantitativi elevatissimi di rifiuti speciali pericolosi, provenienti dal nord Italia, in particolare dal sito industriale di Porto Marghera (VE), che venivano smaltiti abusivamente in aree situate a ridosso del litorale molisano, in prossimità di greti di fiumi e torrenti, nonchè in terreni coltivati, grazie anche alla complicità di locali aziende agricole, che impiegavano i fanghi contaminati come fertilizzanti. L’indagine  “Cassiopea“, della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (CE), accertò che ben un milione di tonnellate di rifiuti anche pericolosi furono sversati o tombati nel cosiddetto “Triangolo della morte”: Acerra; Santa Maria la Fossa; Casal di Principe. Di particolare significato,ancora, l’operazione  “Terra Mia” , coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola. Gli accertamenti  riguardarono lo smaltimento illecito di olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, nonchè polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni: il tutto veniva disperso su centoventi ettari di terreno, ai confini di campi coltivati o di zone sottoposte a bonifica come i Regi Lagni. Una sorta di  “triangolo dei veleni”  tra i Comuni di Nola, Marigliano e Acerra, dove sono state sequestrate 25 discariche. Altra importante operazione in quegli anni fu il sequestro di una riserva di caccia abusiva di circa 100 ettari in provincia di Caserta conclusa con la sottrazione di un vasto territorio acquitrinoso a personaggi ritenuti collegati alla criminalità organizzata. Qui gli ecomafiosi avevano deviato il corso di fiumi, creato laghetti artificiali, costruito bunker in ferro e cemento da cui i cacciatori di frodo potevano sparare agli uccelli migratori, in gran parte esemplari protetti. Quei bunker venivano fittati a cacciatori senza scrupoli per somme oscillanti tra i 7500 e i 15000 euro mensili. E le aree erano nelle disponibilità di circa 200 persone cui non era consentito di accedere ai propri terreni per la presenza di cancelli e recinzioni.

L’operazione in questione fu da me affidata e condotta egregiamente a termine dal Ten.Col. De Caprio, il ben noto “Capitano Ultimo”…all’epoca Capo Sezione Analisi del Reparto..”Ha vinto la legalità e ha vinto l’ambiente..”,  commentò soddisfatto il grande Ministro Altero Matteoli durante una conferenza stampa nel noto Castello di Ottaviano, già dimora del capo della Nuova Camorra Organizzata, Raffaele Cutolo.

Concludendo la disamina, c’è da dire che sullo sfondo di quelle che possono definirsi delle vere e proprie holding criminali, c’era spesso una “Pubblica Amministrazione  (Comuni; Province; Regioni) disattenta ” nell’attività di rilascio delle autorizzazioni ambientali ed inefficiente nelle successive fasi di controllo amministrativo, se non, in alcuni casi, collusa con gli eco-criminali. Bene, dopo tanti anni, siamo fiduciosi che la politica abbia preso finalmente conoscenza e coscienza di quel che è accaduto in quei territori martoriati dove, oltre ai roghi tossici, sono sempre più forti le proteste di comitati, di Parroci e cittadini.. Certamente  avvertono, loro, i politici di oggi, la necessità della doverosa informazione sul rapporto tra tumori e discariche illegali.. Sentono, nella loro coscienza, che costituisce obbligo valutare le ricerche scientifiche che riguardano mortalità e incidenza delle patologie oncologiche in talune aree della Campania..? Siamo certi che cesseranno di favorire senza sosta camorre e mafie varie, sulla pelle dei cittadini per garantirsi rielezioni nefaste, vero cancro di questa società malata…sin troppo paziente..E pensare che ampi ambiti della  politica, da decenni, mira a mettere sotto controllo politico la Magistratura…unico presidio di legalità..con le benemerite Forze dell’ordine..!

 

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