Spettacolo

Urbino – 49° Festival di Musica Antica

Urbino festivalI fasti delle antiche corti
Una kermesse di dieci giorni ( fino al 29 luglio ) in cui Urbino, la città del divino pittore Raffaello, dell’illuminato Duca Federico di Montefeltro, immortalato dal celebre ritratto di Piero della Francesca, si risveglia ai suoni e ai fasti rinascimentali, rivivendo memorie antiche e ricreando atmosfere del passato  che coinvolgono un pubblico di appassionati giunti da ogni dove.
Tutto questo  per merito della FIMA (Fondazione Italiana per la Musica Antica) che da ben 49 anni rallegra le estati della splendida città marchigiana, proponendo nel suo Festival Internazionale una serie di iniziative che nell’edizione 2017 si concentrano in tredici concerti nel Palazzo Ducale: una novità frutto della collaborazione  tra la FIMA e la Galleria Nazionale delle Marche che consentirà di ambientare i concerti nella splendida e unica cornice del Salone del Trono, uno dei più mastodontici del mondo, e nel Cortile d’Onore.
La proposta musicale si allarga a ventaglio se si includono la sorpresa messa a punto per i visitatori del Palazzo Ducale che potranno usufruire di due appuntamenti giornalieri di pregio durante le ore di apertura del museo.
Il festival, diretto da Marcello Gatti, si è aperto quest’anno sulle note di ‘Il clavicembalo ben temperato’ di Bach, di cui verrà eseguita una selezione dal Secondo Libro. Alla tastiera, uno dei più affermati cembalisti italiani: Enrico Baiano.
Il grande musicista tedesco tornerà poi  il 24 con Elisa Citterio al violino e Stefano Demicheli al clavicembalo con ‘Dialoghi bachiani’, un programma dedicato alle opere per violino e  tastiera che trasfigurano i due strumenti in una dimensione orchestrale nelle quali si esaltano la profondità di visione musicale, la varietà di colori strumentali, i virtuosismo negli allegri e la toccante espressività nei tempi lenti.
Uno dei fil rouge di quest’anno si articola sulle celebrazioni del 450° anniversario della nascita del compositore cremonese Monteverdi, affidate a due momenti, diretti dallo specialista Rinaldo Alessandrini da trent’anni con l’Ensemble ‘Concerto Italiano’ è un suo interprete di riferimento.
Il primo appuntamento, il 21 luglio, permetterà di ascoltare i madrigali del VII Libro,e insieme musiche vocali del suo grande contemporaneo Frescobaldi. Il secondo momento, a chiusura del Festival, il 29, proporrà ”Diversi tipi d’amore”, spettacolo in forma scenica con le pagine più belle della trilogia monteverdiana (da ‘La favola di Orfeo’, ‘Il ritorno di Ulisse in patria’, ‘L’incoronazione di Poppea’) accomunate dal tema dell’amore nelle sue infinite sfumature, arricchito dalle coreografie curate da Lieven Baert. E ancora, nell’ambito del centenario monteverdiano,  il programma propone musiche sacre degli autori a lui contemporanei e della generazione immediatamente successiva, come Alessandro Grandi, Giovanni Brunetti, Giovanni Rovetta, Giovan Battista Chinelli, Francesco Cavalli.
La full immersion continua negli omaggi al poliedrico Georg Ph. Telemann nel 250° anniversario della morte.
Anche per lui due appuntamenti previsti, il 20 luglio con un  doppio concerto dal titolo ‘Fughe e galanterie’, dedicato alle ‘Fantasie’ che impegnerà Marcello Gatti (flauto traversiere) e Teodoro Baù (viola da gamba). E il 27 con il concerto finale  dell’Orchestra Barocca FIMA diretta da Alfredo Bernardini che ha inserito nel programma momenti cameristici e sonorità orchestrali. Ospiti d’eccezione, le giovani promesse della danza del Bolschoi Ballet Academy. L’evento è realizzato in collaborazione con Lingua Ideale. Altro musicista protagonista delle scelte del direttore artistico del festival è certamente Boccherini. Luminosa figura di compositore, inventore di uno stile personalissimo in grado di competere coi suoi grandi contemporanei del periodo classico, Boccherini scrisse pagine bellissime per l’amato violoncello. In questo concerto, dal titolo ‘Sentimento e Virtuosismo’,  le “Sonate à violoncello solo col basso”, saranno eseguite da un duo d’eccezione Gaetano Nasillo e Sara Bennici. Un viaggio che parte da lontano, dagli esordi dell’antichità per arrivare alla polifonia del Rinascimento e poi al Barocco, dove canto e basso, privi del consueto sostegno del basso continuo, dialogheranno allo stesso livello di consapevolezza musicale, è quello proposto da Stefano Bragetti (flauto dolce) e Elena Bianchi (fagotto). A riprova dell’interesse per questo tipo di repertorio, un gruppo internazionale di giovani cantanti e strumentisti provenienti da cinque conservatori europei (Bucarest, Eisenstadt, L’Aia, Parma e Vicenza), si ritrovano uniti in un progetto (VoxearlyMusic) di vasto respiro dedicato alla vocalità antica e che comprende tra i partner anche la FIMA, nel ruolo di supervisore  e di consigliere in tutte le fasi che segnano il passaggio dallo stato di studente a quello di concertista professionista. Il progetto si inserisce nel novero delle ricche iniziative destinate alla formazione. Perché Urbino Musica Antica è sinonimo di masterclass, (anche per giovanissimi), di altissimo livello di canto, musica e danza medievali, rinascimentali e barocche frequentate da studenti di tutto il mondo affascinati anche dalla proposta che intreccia lingue e culture diverse nella città museo, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
A latere, si segnala la mostra degli strumenti antichi. La 49a edizione del festival ha ottenuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.
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