Spettacolo

Il Cinema Italiano ad Hollywood con Cinema Italian Style

Claudia GeriniSi è concluso a Los Angeles  il Cinema Italian Style organizzato e prodotto da  Luce Cinecittà e l’American Cinematheque. Le due organizzazioni collaborano insieme dal 1995.

 

Il programma di quest’anno ha incluso la presentazione  per il festeggiamento del film italiano di Paolo Sorrentino “La Grande Bellezza”,  scelto per  partecipare alla selezione dei film in lingua straniera per l’Academy Awards del 2014, le proiezioni al “The Aereo Theatre” in Santa Monica dell’indimenticabile film  di Fellini “La Dolce Vita” e, dedicato al Maestro, “ How Strange to by name Federico Fellini” di Ettore Scola  per ricordare il 20 anno dalla morte del grande regista italiano ed  inoltre la programmazione di film atti a promuovere il cinema italiano a Los Angeles.

Alla conferenza stampa  organizzata al Sunset Tower Hotel  con la presenza speciale di Bernardo Bertolucci, sono intervenuti : Paolo Sorrentino, Claudia Gerini, Jasmine Trinca, Kasia Smutniak e Maria Sole Tognazzi. Bernardo Bertolucci  ha parlato della presentazione all’AFI FEST in Hollywood del suo film “L’Ultimo Imperatore” in 3D.

La curatrice artistica del Cinema Italian Style, la giornalista e scrittrice Laura Delli Colli, ha risposto alla nostra domanda “Si è notato un miglioramento negli ultimi anni sia del Cinema Italian Style come nella selezione dei film presentati. Lo dobbiamo a lei?” “Se lo si dice, io posso aggiungere che mi è stato chiesto d’occuparmi della selezione dei film da presentare a Los Angeles, essendo presidente  dei giornalisti che si occupano di cinema in Italia, non dei critici,  vuol dire avere un occhio più attento alla scelta dei film italiani da presentare, considerando  i gusti americani. Ogni anno ho cercato di creare, nel bene o nel male, la migliore  ricetta possibile del cinema italiano, mischiando un pò di tutto. Non offriamo la visione di film tutti a 5 stelle, ossia di  primissima uscita in Italia e neppure con lo stesso successo,  ma lo scopo è far vedere i film giusti che il pubblico italiano e americano, a Los Angles, si aspetta. Si è inserito anche Tornatore, ed  è stato difficile, abbiamo dovuto corteggiarlo fino all’ultimo avendo il film delle uscite garantite in America, quindi, una proiezione anticipata con sbigliettamento, rendeva l’anticipazione più complicata. Comunque abbiamo presentato il meglio della nostra produzione: Paolo Sorrentino con  “The Great Beauty”; “Honey” di Valeria Golino; “A Perfect Family” di Paolo Genovese; “Welcome Mr. President” di Riccardo Milani; “ A Five Star Life” di Maria Sole Tognazzi; “Those Happy Years” di Daniele e Giuseppe  Luchetti  e Tornatore con “The Best Offer”.

Un red Carpet degno di Hollywood ha salutato l’apertura del Cinema Italian Style al mitico Egyptian Theatre ad Hollywood con la proiezione del film di Paolo Sorrentino “ The Great Beauty” dove abbiamo intervistato il regista dal look post-moderno chiedendogli “Si sente più a suo agio?  Ieri alla conferenza stampa sembrava quasi nervoso, lei è timido…?” “No, no.. non sono timido, faccio finta….” “Lei ha girato un documentario dopo il terremoto all’Aquila, ha verso gli altri una spiccata  sensibilità” “Ho girato in quella occasione un piccolo cortometraggio, ma  sono proiettato verso gli altri con moderazione,  interesse  ma moderazione, al netto da qualsiasi retorica.” “C’è una domanda che avrebbe voluto Le venisse fatta riguardo al suo film?” “No, penso proprio che di domande me ne abbiano fatte moltissime ,non è rimasto nulla da chiedere.” “Io ho visto il suo film,  a me non ha convinto la parte inerente al sacro rappresentata dalla Santa ed il cardinale.” “Ora non la voglio convincere, ma nella storia il percorso di deterioramento della vita del protagonista, quando la crisi diventa erosiva e prende piede, solitamente sfocia poi nel sacro ed è qui che vediamo la suora e il cardinale.” “Bene,  le auguriamo il meglio per il suo film” “Grazie”.

Il presidente di Cinecittà Luce Rodrigo Cipriani Foresio ci ha detto “Cinecittà compie 90 anni, ma non li dimostra! E lo capiamo  dalla delegazione che rappresenta il nostro cinema a Los Angeles in questa occasione!” “Come si può promuovere la produzione cinematografica italiana in America?” “Ho una bella notizia. Considerando che da un ricerca di mercato  è risultato come  il nostro cinema in America piaccia più di quello francese o altro , siamo ora i primi a livello internazionale ad aprire uno spazio dove proiettare i nostri film a Los Angeles.  La sala si chiamerà Cinecittà,  dove finalmente si potranno vedere i film italiani”.

A Maria Sole Tognazzi vestita di nero, spartana e diretta, regista del film “ Viaggio Sola” interpretato da Margherita Buy abbiamo chiesto, “Nelle caratteristiche della sua personalità riconosce maggiormente suo padre o sua madre” “Mi dicono un pò di entrambi, però io sento d’aver preso quel senso dell’umorismo di mio padre. Nei personaggi interpretati, lui ha sempre iniettato il suo carattere con quel sarcasmo particolare proprio dei  grandi attori della sua epoca che proiettavano nei loro personaggi se stessi. Io trovo in me quel tipo di sarcasmo, fatto di curiosità e di libertà d’espressione che spesso si ha paura d’esprimere.” “Trova difficile, come regista donna lavorare in cinema?” “Direi, purtroppo, come donna o uomo è difficile comunque montare un film nel nostro Paese. L’essere donna in un mondo o in un ambiente maschilista è faticoso. Sono soddisfatta del mio film perchè essendo un  soggetto internazionale, è piaciuto agli americani e ne vorrebbero comprare i diritti”.

Claudia Gerini, in bianco e nero con i capelli raccolti sembra meno sbarazzina di come l’abbiamo incontrata alla conferenza stampa,  è l’interprete di “Una Famiglia Perfetta”, bella ed energetica risponde sorridente alla domanda “Non sapevo lei fosse nella vita così simpatica, si sente tale? Ieri ha animato la conferenza stampa” “Grazie. Ieri ho rotto il ghiaccio. Per carattere sono socievole, ma la mia  vera vena di simpatia e comicità sullo schermo  è riuscito Carlo Verdone,  in ben tre film. a farmela uscire.  Verdone per me è stato l’inizio di una grande avventura  dove la mia vena brillante ha trovato uno spazio.” “Lei parla bene l’inglese, questo dovrebbe agevolarla come attrice?” “Parlo inglese, francese e anche spagnolo. Certamente sono lingue che aiutano   un’attrice ad avere la possibilità di lavorare con registi diversi ed esprimersi in esperienze cinematografiche interessanti.”

Jasmine Trinca, con abito nero e lungo ravvivato da un girocollo lucente che le rallegra il viso, è spontanea, forse un pò timida.  Nonostante i premi ricevuti, colpisce  la sua  semplicità, quasi si meravigliasse della carriera in salita d’attrice. “Lei ha lavorato con lo stesso regista Pierre Morel con cui ha girato un film anche Kasia Smutniak.  È una combinazione?” “Forse. Comunque  ho chiesto a Kasia un consiglio prima di iniziare a lavorare con lo stesso regista. Mi sono trovata molto bene, anche se per noi europei ad Hollywood troviamo un sistema lavorativo un pò difficile da assorbire. Alla fine, dimensionando il tutto, trovando persone di cuore si risolve ogni problema . Pensavo inoltre, in “The Gunman”,  di girare un film d’azione invece è stato l’opposto.” “Sei timida, o meglio, lo sembri, l’ho notato ieri. Come superi te stessa nel tuo lavoro d’attrice?” “Nel cinema mi sono trovata per caso, però credo che in qualche modo il cinema e la finzione siano una forma di patto che ti permettono di far uscire  cose molto personali senza la vergogna di farlo.”

Kasia Smutniak, con i capelli raccolti, che le donano molto, ha scelto un abito lungo velato impreziosito dal verde tenue dei ricami. “ Puoi ripetere bene il tuo cognome, per favore” “Si, capisco, non è semplice da pronunciare il mio nome e cognome” “Sei nata in Polonia, come sei capitata in Italia?’ “Ci sono venuta da ragazza, avevo 16 anni, per cui ho imparato l’italiano e non mi pare d’avere un accento. Ho iniziato la carriera di modella, poi dopo tre anni mi sono stancata ed è capitato il cinema. Non ho scelto mai ruoli facili, dai miei sbagli mi sono fatta le ossa.” “Ho letto che sia tu che Jasmine avete lavorato con Pierre Morel” “Si, che strano, è proprio un caso, ma sono contenta per lei perchè Morel è una persona stupenda e ci si lavora bene.” “Il tuo ultimo progetto?” “Ho lavorato nel film di Ozpetek  “Allacciate le Cinture” e mi sono divertita molto, uscirà il 6  Marzo.” “Avete avuto la consueta scena a tavola?” “Si, ma abbiamo mangiato più fuori che sul set…….”

Andy Garcia, sostenitore del cinema italiano ed amante dell’Italia ci ha detto :” Mi piace il cinema italiano e specialmente il cibo italiano, è sempre un piacere per me poter tornare in Italia” “Lei sa  cucinare” “Si, la pasta alla carbonara e altre ricette, ma la qualità del cibo in Italia è migliore che altrove.”

dalla nostra corrispondente da Los Angeles, Maristella Santambrogio

 

{gallery}cinemaitalianstyle{/gallery}

Guarda anche
Close
Back to top button
Close