Politica

SOTTO MENTITE SPOGLIE CATTOLICHE, RICOMPARE FAMIGLIA COMUNISTA ITALIANA

Anziché preoccuparsi della pedofilia che dilaga nella Chiesa, tanto da dover far intervenire personalmente prima il Santo Padre e poi il presidente della CEI, Bagnasco, “Famiglia Cristiana”, nel suo sito, si occupa della presenza di Berlusconi in tv, definendola “arroganza a reti unificate”.
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Strano, pensavamo che “famiglia Cristiana si occupasse di carità, invece di preoccupa solo se Berlusconi va a letto con le donne (qualcuno preferirebbe lo stesso sesso, allora le critiche forse sarebbero minori); pensavamo che si occupasse di accoglienza agli immigrati ed ai rom, ma se ne parla solo per attaccare la Moratti a Milano. Chissa se i componenti di Famiglia cristiana vivono nel Vaticano o fuori e quanti loro ne ospitano!
 
Certo, fa venire il voltastomaco pensare che, solo dopo l’occupazione della Basilica di San Paolo a Roma, dove LE LORO GUARDIE SVIZZERE, HANNO SEPARATO GENITORI DAI FIGLI, e solo in seguito alle vergognose scene viste in televisione, sono stati costretti a dare la disponibilità di luoghi di accoglienza vuoti  già esistenti ed imboscati!
 
Di questo “Famiglia Cristiana non ne parla!
 
“Famiglia Cristiana”, facendo finta di accennare alle trasmissioni televisive contro il premier Berlusconi e la sua completa assenza dal video, contesta un’intervista dello stesso Premier definendola “Arroganza” ed offendendo così i giornalisti e lavoratori!
 
Questa falsa asserzione, si può capire se proviene da un giornale di partito, ma non da un giornale che dovrebbe essere di Chiesa.
 
Come se i lettori di quel giornale siano tutti …. e bevono ancora queste panzane!
 
Il comunismo, è finito proprio per questo. Il popolo ha finito di bere le utopie raccontate dai comunisti ma anche dai preti e democristiani che asserivano che i comunisti erano “mangiapreti, contro la casa, la famiglia e la Chiesa” ed ora invece inzuppano nello stesso piatto!
 
Forse prima di occuparsi di queste cose,  bisognerebbe ricordarsi“Non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioé renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità é un sogno, la probità é un dovere” (Gaetano Salvemini, 1953).
 
Ma questo non è il caso di citarlo: Gaetano Salvemini non era un comunista!
 
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