Politica

Ho ucciso Giovanni Falcone: più coraggio a collaborare che a sparare

ho ucciso g falcone locandinaRoma, 12 agosto – Il 26/07/2013, nel quotidiano on line “Controlacrisi”, Francesco Fustaneo ha intervistato Saverio Lodato, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano in materia di mafia e di antimafia. È autore di un’ampia cronaca del fenomeno mafioso, continuamente aggiornata sin dal 1990; sostiene autorevolmente che la mafia italiana, secondo alcuni storici, datano dall’ Unità d’Italia, se non addirittura da epoche anteriori. Ciò significa che siamo in presenza di un’organizzazione criminale che, con alti e bassi – certamente più alti che bassi- per oltre un secolo e mezzo, ha impresso la sua traccia indelebile in tutte le vicende decisive della vita del nostro Paese. Ma la mafia è un animale jurassico che non si estingue. E non può estinguersi proprio perché  ha sempre avuto le spalle coperte dallo Stato….Oggi è accaduto qualcosa di peggiore: la mafia si è fatta Stato a tutti gli effetti. Faccio un esempio: di certi uomini che siedono in Parlamento avrebbe ancora senso oggi dire- come denunciava Falcone  all’inizio degli anni ’90- che ci sono “uomini d’onore prestati alla politica”? Credo di no. Oggi politica, mafia e affari si sono talmente fusi fra loro che le stesse istituzioni diventano inconcepibili come istituzioni che sono ”altro” dagli affari sporchi. Semmai sono strumenti – le istituzioni, dico- piegate al raggiungimento di scopi essenzialmente criminali. Poi, certo, ci sono lodevoli eccezioni….Sulla trattativa Stato-mafia, non dimentichiamo che tutte le forze politiche, pur se con gradazioni diverse fra loro, sull’argomento hanno tanto da nascondere e da farsi perdonare….Sull’argomento intercettazioni telefoniche, Napolitano chiede e ottiene la distruzione delle registrazioni effettuate dagli inquirenti intercorse tra lui e l’ex Ministro Mancino, attualmente indagato proprio nel processo relativo alla “trattativa”. Di fronte ad atti del genere cosa dovrebbe spingere i giovani a continuare a fidarsi delle istituzioni? I giovani hanno vent’anni, spesso anche meno. Tutto fa pensare che avranno diritto a un futuro in Italia in cui Napolitano non sarà più il Capo dello stato… Ci vuole pazienza, questo sì. Ma vedranno sicuramente altri Presidenti della Repubblica. Beata giovinezza … Fino ad ora abbiamo letto libri scritti per lo più da Magistrati che hanno cercato di combattere “Cosa Nostra”, ma leggere i pensieri e le svariate informazioni che fuoriescono dalla bocca di colui che è stato parte attiva del braccio armato dei corleonesi, è tutt’altra cosa. Alla fine, ho provato un senso quasi di compassione nei confronti di Giovanni Brusca ma mi sono subito destato e quasi incazzato con me stesso. Indipendentemente da tutto non si può aver compassione di una persona che ha sciolto nell’acido un bambino di 15 anni. Le sue dichiarazioni sono il minimo che possa fare per sentirsi un po’ meglio con se stesso. Quindi, da queste considerazioni, la pubblicazione del libro “Ho ucciso Giovanni Falcone. La confessione di Giovanni Brusca” (in questi giorni in edicola per il “Sole 24 Ore”-Mondadori Editore, giugno 2015) con bella prefazione di Roberto Galullo. Iniziamo, riportando quanto detto da Brusca.”Ho ucciso Falcone (da pag,13…)….ma non era la mia prima volta:avevo già usato l’autobomba per uccidere il Giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva 13 anni quando fu rapito e 15 quando fu ucciso. Ho commesso e ordinato oltre centocinquanta delitti…..Mi chiamo Giovanni Brusca…(Quando fui iniziato)….mi fecero uscire un po’ di sangue dal dito con un ago….a quel punto Riina diede fuoco (alla “Santina”) e me la fece tenere tra le mani mettendo le sue sopra le mie, a coppa….(e disse).. “Se tradisci Cosa Nostra , le tue carni bruceranno come brucia questa “Santina”….Erano le famose parole di rito…Il pugnale e la pistola poggiati sul tavolo sono ovviamente simboli di morte…..La morte violenta che potrebbe toccare all’affiliato in caso di rottura delle regole. Non ho mai avuto modo di conoscere il dottor Falcone. Il mio risentimento era identico a quello di tutti a quello di tutti gli affiliati: era il primo Magistrato, dopo Rocco Chinnici, che era riuscito a metterci seriamente in difficoltà, quello che aveva inaugurato la pagina del pentitismo, che aveva istruito, anche se non da solo, il primo maxi processo contro di noi. Era riuscito a entrare dentro Cosa Nostra, sia perché ne capiva le logiche, sia perché aveva trovato le chiavi giuste. Lo odiavamo, lo abbiamo sempre odiato. Cosa farà Riina?(da pag. 164)….Conoscendolo benissimo credo che non si pentirà mai, perché ha orgoglio da vendere…..Se negli ultimi venti anni lo Stato non fosse riuscito a mettere a segno dei colpi significativi, Cosa Nostra non avrebbe conosciuto il pentitismo…..Ci vuole molto più coraggio a collaborare che a sparare (pag.187)….Chiudiamo questo articolo cercando un vero raggio di speranza per la tutela dei Cittadini, cogliendolo da quanto autorevolmente scritto da Saverio Lodato sulla recente elezione del Presidente della Repubblica: “…. si è verificato un fatto sorprendente. Sergio Mattarella ha parlato di “mafia” e di “mafie”; e della lotta conseguente in quella direzione che, come ha osservato, è da considerarsi “priorità assoluta”. Un “cancro”, ha chiosato, cui va ad aggiungersene un altro, quello della corruzione. Il riferimento, poi, altamente simbolico a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha da intendersi come sottolineatura, non essendo quei nomi entrati nel pantheon di chi lo aveva preceduto al Colle. Infine, l’impegno a “incoraggiare la Magistratura e le Forze dell’Ordine”. Ora che le parole che in Italia furono impronunciabili sono state pronunciate, è partito l’applauso fragoroso e bipartisan degli smemorati di Collegno. È il primo piccolo grande risultato della Presidenza di questo nuovo piccolo grande Capo dello Stato: aver fatto tornare la memoria a chi aveva finto di averla perduta…..”

Ci uniamo, quindi, agli auspici di Saverio Lodato  nella irrinunciabile speranza di un’Italia davvero migliore sul piano della legalità…pur con qualche perplessità che la politica voglia cogliere appieno il messaggio presidenziale……pienamente condiviso dagli Italiani!

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