Politica

IDEE POCHE E CONFUSE

Sull’Italia al Fondo monetario internazionale (Fmi) non hanno le idee chiare.
 

Al vertice di Cannes del G -20 nel novembre scorso, nel periodo più acuto della nostra crisi economica, c’è stata l’offerta fantasma di un prestito, poi si è stabilito un compromesso, il monitoraggio, ossia un controllo più stringente sulla periodica sorveglianza che il Fondo esercita sui membri, con la motivazione che senza una pressione internazionale il nostro mondo politico difficilmente avrebbe prodotto risultati positivi.
In realtà, quella esercitata dai mercati è stata sicuramente più forte rispetto a quella degli ispettori internazionali favorendo un ricambio al Governo.
Il nuovo Esecutivo, libero dalla necessità di dover essere rieletto, ha cercato di mettere in atto le
classiche ricette proposte dall’Fmi: risanamento dei conti e riforme strutturali e sulla sorveglianza speciale è sceso il silenzio.
Si può dire che il monitoraggio sia morto e a chi spetta il potere di stabilirlo, al Governo italiano o al Fondo?
A questo punto, dato che è una questione di forma, l’Organismo internazionale renderebbe merito all’Italia (e indirettamente anche alla zona euro) degli sforzi che sta compiendo se invece del semplice sostegno verbale offerto dal direttore Christine Lagarde, chiarisse l’equivoco.
La debole fiducia che l’Italia sta faticosamente guadagnando verrebbe sicuramente rafforzata
con un chiaro comunicato che valuti positivamente le misure che stiamo adottando.
Se è vero, come afferma il direttore dell’Fmi, che l’Italia è ancora un Paese a rischio, lo è anche di più  il fatto che un firewall, una difesa anticrisi auspicabile per noi, può derivare più che da fondi salva – Stati europei, da parole ufficiali che pesano sui mercati.
Un comunicato esplicativo, inoltre, sarebbe più coerente con l’apprezzamento positivo espresso dal Fondo nell’ultima di una delle sue riviste più famose, il World Economic Outlook.
Ora che stiamo dimostrando di aver capito la lezione, possiamo chiedere a chi ci bacchetta
maggiore coerenza.
 
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