Politica

Referendum, elezioni regionali e stabilità del Governo. Cosa succede se vince il SI

Considerazioni politiche sul referendum ed elezioni provinciali, minacciata la stabilità del Governo? Cosa succede se vince il SI o il NO

Lussemburgo – Come è noto, il Presidente della Repubblica ha indetto il Referendum, che si svolgerà nei giorni 20 e 21 del corrente mese di settembre, al fine di approvare o di respingere la legge di revisione della Costituzione dal titolo ”Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei Parlamentari”.
Orbene, a prima vista, chiamare gli Italiani alle urne senza che nessuno sappia con quale legge elettorale si andrebbe poi a votare, suscita più di un dubbio di correttezza costituzionale.
L’elettore avrebbe certamente bisogno di certezze nel momento che viene chiamato a votare sulla riduzione del numero dei futuri componenti dei due rami del Parlamento. Non si tratterebbe infatti soltanto di decidere sulla riduzione del numero dei Parlamentari bensì di sapere come l’eventuale cambiamento inciderebbe – in prospettiva – alla luce della legge elettorale che verrebbe in seguito applicata.

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Cosa succede se vince il SI, sistema maggioritario e proporzionale

L’attuale legge elettorale è basata infatti sul sistema maggioritario, ma la legge che sta approntando la maggioranza di Governo è invece basata sul sistema proporzionale.
Con la vittoria del SI, con ogni probabilità si arriverà ormai al voto referendario senza una chiara indicazione agli elettori circa la legge in base alla quale verranno successivamente eletti i prossimi Parlamentari. Ne’ si sa se, quando e come verrà approvata tale nuova legge elettorale, indispensabile per un adeguamento al cambiamento della Costituzione.

Al momento, comunque, stando ai numerosi sondaggi svolti, appare ormai scontato il successo del “Si” al Referendum. Partiamo quindi da questo ipotetico quanto probabilissimo risultato: dovrebbe conseguentemente essere votata una nuova legge elettorale adeguata al risultato referendario.
Ma da quale maggioranza? Vediamo di rispondere a questo cruciale interrogativo.

Tenuta maggioranza del Governo?

Dopo il referendum che succederà alla maggioranza di Governo? Per dare una risposta è indispensabile fare un passo indietro per ricapitolare. Il programma originale di Governo, condiviso dai partiti dell’attuale maggioranza, contemplava il varo di una legge elettorale basata sul sistema proporzionale con sbarramento al 5%. Ma la successiva uscita dei Renziani dal Partito democratico, con relativa costituzione del nuovo partito Italia Viva, ha ben complicato le cose.

Chi scompare con la vittoria del SI

Stando ai recenti sondaggi, questo partito è infatti accreditato soltanto del 2-3% delle previste preferenze.
A ciò si aggiunga che l’altro alleato di maggioranza Liberi e Uguali è anch’esso accreditato di un’analoga percentuale di preferenze dagli stessi sondaggi.
Da quanto precede, si evince quindi che Italia Viva e Liberi e Uguali non possono allo stato attuale delle cose, votare con i loro alleati (PD e M5S) una nuova legge elettorale con sbarramento al 5% che determinerebbe di fatto la loro scomparsa dalla scena parlamentare!
In questo contesto si addensano quindi minacciose nuvole sul futuro della maggioranza di Governo.
Vediamo perché.
Stante l’impossibilità di varare la nuova legge elettorale così come era stata concepita dall’attuale maggioranza al momento della formazione del Governo Conte 2 (salvo modificare radicalmente gli accordi precedente sottoscritti ) rimarrebbe in vigore la legge elettorale attuale basata sul sistema maggioritario che avvantaggerebbe però, in base ai sondaggi, lo schieramento di centro-destra.

scheda referendum 2020

Elezioni regionali, rischio stabilità del Governo

Le prossime contemporanee elezioni regionali rischiano inoltre di mettere in serio pericolo la stabilità del Governo in caso di successo dei partiti di opposizione che non esiterebbero a chiedere le dimissioni dell’Esecutivo.
Registriamo infine la recente minacciosa iniziativa del PD di presentare comunque in Parlamento una nuova legge elettorale basata sul sistema proporzionale (che condannerebbe però i suoi stessi alleati!), sulla quale il Senatore Renzi si è dichiarato, non tanto sorprendentemente, disponibile a discutere nell’ambito dell’attuale maggioranza.

Cosa succede se vince il No al referendum 2020

Il Senato continuerà ad approvare leggi e a votare la fiducia. I senatori restano 320 e sono eletti su base regionale. Per votare bisogna avere almeno 25 anni mentre per essere eletti 40. Tutti gli ex presidenti della Repubblica sono di diritto senatori a vita e il Capo dello Stato in carica ne può nominare altri cinque.

Cosa succede se vince il SI al REFERENDUM

Se vince il SI, solo la Camera dei Deputati voterà la fiducia al Governo e approverà le leggi. Con alcune eccezioni: per le leggi costituzionali ci vorrà l’ok anche del Senato, quelle che riguardano minoranze linguistiche, referendum, trattati Ue, enti territoriali o l’elezione e la decadenza dei senatori.
Alle elezioni politiche si voterà solo per la Camera mentre il Senato rappresenterà le istituzioni territoriali e sarà composto da 100 membri, 95 scelti dalle Regioni (21 devono essere sindaci) e 5 dal Presidente della Repubblica ma solo per sette anni. Le modalità dell’elezione dei senatori verranno chiarite con una legge futura. I senatori a vita restano in carica (e gli ex presidenti continuano a diventarlo).Non è prevista indennità aggiuntiva per i senatori (non avranno due stipendi). Resta l’immunità parlamentare.
Scompare il limite di età per essere eletti (si può avere anche meno di 40 anni).

SI / NO Chi vincerà al referendum? Cosa cambia?

Dopo lo scontato “Si” al prossimo Referendum, continueremo comunque, come sempre, ad assistere alle ormai ricorrenti e tradizionali evoluzioni dei saltimbanchi della politica italiana incuranti del futuro dei rispettivi ignari elettori!

Machiavelli, nel frattempo, continua a rivoltarsi nel sepolcro!

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