Cronaca

A Napoli lo Stato non esiste!

padre Alex ZanotelliRoma 12 settembre –  Continua la guerra nel centro di Napoli.

Questa volta è toccato a un 17enne, Gennaro Cesarano, ucciso con due colpi di pistola alle 4.50 di tre giorni fa davanti alla Chiesa di Santa Maria alla Sanità.

Il ragazzo – che abitava nella stessa strada dove è nato Totò – sarebbe stato vittima dell’incursione dimostrativa che le baby gang della nuova camorra effettuano su moto sparando in modo folle.  

Padre Alex, il Parroco, all’omelia per i funerali: “A Napoli i ragazzini muoiono perché lo Stato non c’è e a “l’Espresso” (a Giovanni Tizian) spiega “come in mancanza di opportunità, i ragazzini finiscono nella rete della criminalità….In tutto e per tutto ci sono due città, quella ricca che sta bene e quella degradata dove si muore”,

Padre Alex Zanotelli è il missionario che da ormai 10 anni vive in quel pezzo di città fatto di futuro incerto e dilaniato dai clan e dalla criminalità. Il rione Sanità è centro ma è come se fosse una lontana periferia.

Prosegue il coraggioso Sacerdote: “La borghesia cittadina deve rendersi conto che ciò che accade qui e in altre zone li riguarda, non può restare indifferente, questi sono conflitti sociali che richiamano tutti quanti alle nostre responsabilità…Nessuno verrà a salvarci, alziamo la testa e liberiamoci…Non solo al rione Sanità, ma anche in altri quartieri cittadini. Ci sono bande di piccoli criminali dietro cui c’è la camorra che si contende l’affare lucroso della droga. L’uccisione di Gennaro è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Ora la gente, in particolare le donne, che sono madri e sorelle, ha deciso di reagire, di ribellarsi. Anche perché nessuno verrà a salvarle, spetta a loro farlo”.

Questa storia ci fa tornare alla mente una storia di 32 anni addietro, trattata su questo giornale, nella quale veniva ricordato un ambito difficile, quello in cui si trovò ad operare Domenico Celiento, il leggendario Brigadiere “Mimmo”, operante nel vasto territorio di competenza, quello della Compagnia Carabinieri di Napoli- Stella, con giurisdizione sui quartieri più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica, dalla Sanità a Forcella, passando per San Carlo all’Arena e Borgoloreto (con la Stazione Ferroviaria e l’attiguo Mercato della Duchesca), Secondigliano e il quartiere “167”, oggi denominato Scampia e reso noto dal film “GOMORRA”, per arrivare sino a San Pietro a Patierno. All’ epoca, la zona di Secondigliano era, secondo statistiche specializzate, ritenuta la più “criminogena” d’ Europa, e a ragione; ma tale è certamente rimasta dopo trent’anni, forse anche di più, superando chissà quale record!

Questo dovrebbe far considerare a ragione la necessità di rimodulare nel tempo le giurisdizioni dei presidi di Polizia nelle grandi città, per adeguarli alle nuove situazioni operative e sociali, ma soprattutto per incrementare la presenza dello Stato in aree delicate. Proprio nel 1984, in quest’ottica, fu attivata la Stazione dei Carabinieri nel quartiere “167”, in locali situati in prossimità delle famose Vele (gli enormi caseggiati di edilizia popolare conosciuti dal grande pubblico grazie al film prima citato).

Tornando a Celiento, sappiamo che conduceva indagini sulle estorsioni nel quartiere Sanità, e in tale contesto oltremodo difficile per il clima di omertà, aveva proceduto in appena tre mesi all’arresto di ben dieci delinquenti, mentre già si delineava il coinvolgimento di elementi di spicco del clan camorristico dominante di Forcella. Di carattere generoso ed espansivo, ma diffidente e riservato nelle cose di lavoro, sorretto da valida preparazione professionale ed animato dai migliori sentimenti di attaccamento al dovere, lavorava senza guardare l’orologio, mai sottraendosi ai servizi più gravosi e pericolosi.

Non passò molto tempo, purtroppo, che si arrivò a quel maledetto 28 aprile 1983, quando di prima mattina sulla Circonvallazione di Casoria ci fu l’agguato al valoroso Sottufficiale. Due autovetture, con killer a bordo, lo  fermarono per colpirlo a morte; morte che, per la sua forte fibra, sopravvenne il giorno dopo all’ Ospedale Nuovo Pellegrini.

Il giovane Carabiniere lasciava la moglie, Gaetana Fusco, che all’epoca aveva solo 27 anni, e due figlie, Maria di 4, e Lucia di appena un anno.

Ora un breve cenno sulla prima guerra di camorra, scaturita principalmente per la spartizione delle cospicue risorse finanziarie stanziate per la ricostruzione a seguito del devastante terremoto del 1980.

Nata la “Nuova Famiglia” (N.F.), che raggruppava il gotha dei clan di Napoli e provincia per contrastare la Nuova Camorra Organizzata (N.C.O.) di Raffaele Cutolo, ne facevano parte i Giuliano di Forcella, Michele Zaza, affiliato a Cosa Nostra, i Nuvoletta di Marano, anch’essi legati alla mafia di Corleone, i Gionta di Torre Annunziata, i Bardellino di San Cipriano d’Aversa e Casal di Principe (i famosi casalesi, anch’essi legati a Cosa Nostra), i D’Alessandro di Castellammare di Stabia, gli Alfieri di Nola, il clan di Pasquale Galasso da Poggiomarino, quello dei Vollaro di Portici e degli Ammaturo di Castellammare di Stabia.

Il conflitto tra la NCO e la NF fu una delle più sanguinose guerre di criminalità mai avvenute, con oltre 1250 morti ammazzati.

Ma la Camorra, oggi, com’è cambiata rispetto ai tempi in cui la combatteva il generoso e audace Brigadiere “Mimmo” Celiento? 

Beh, possiamo affermare che di strada ne ha fatta tanta, anche oltre Oceano, tanto che sappiamo che più di tre anni fa il Governo americano ha  inserito questa organizzazione mafiosa tra i principali problemi dell´economia statunitense definendola una delle quattro organizzazioni criminali più pericolose per l´interesse nazionale degli Stati Uniti. 

Tutto questo accade mentre i clan di ieri, quelli di sempre, si affidano ormai ai più giovani. Quindi, nuovi killer camorristi hanno dalle vecchie famiglie armi, futuro prestigio e potere criminale.

 clan storici comunque se alle strette non evitano di collaborare con la giustizia e a volte salvaguardano il proprio patrimonio grazie alle leggi inadeguate esistenti.

La conclusione è che le parole forti del Parroco del rione Sanità devono rendersi dirette a tutti gli Italiani, davvero stanchi di commemorare Difensori della Legge uccisi negli anni come di ascoltare  promesse della politica che mai saranno attuate per interessi non puliti…

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