Calcio

Roma. Parla Garcia: “Per me siamo outsider, ma se ci danno favoriti va bene”.

Il tecnico della Roma non rifiuta il ruolo di favorito nella corsa al titolo. Poi parla di Benatia e Iturbe.

Dopo i proclami di Totti, dal ritiro austriaco della Roma arrivano le parole di Garcia, che sulla corsa al prossimo scudetto è chiaro: “Tutti ci danno per favoriti, ma per me siamo degli outsider. Poi, però, mi sta bene anche il ruolo di favorito. Anzi, faremo di tutto per esserlo, questo ci aiuterà a vedere quanto valiamo davvero. E’ un’opportunità fantastica per tutti e i giocatori lo sanno bene. Certo, l’allenatore si deve sempre rimettere in discussione, proprio come i giocatori, ma noi non dobbiamo mollare sulla cattiveria mentale, sulla voglia di vincere. So che è umano che quando le cose vanno bene, il gruppo si possa far portare verso l’acqua tranquilla, allora io farò in modo che ci sia un po’ di temporale per tenerli svegli”.

Poi il discorso scivola sulla squadra che sta costruendo e sul mercato, con l’arrivo di Iturbe e le continue voci di addio di Benatia. “Intanto abbiamo tenuto la rosa dello scorso anno e questa è già una cosa buona, perché questi giocatori sanno già quello che voglio. Ora dobbiamo inserire i nuovi ma non mi preoccupo. Quanto ai singoli ripeto che Benatia un giorno al 99% per cento è venduto, mentre un altro al 99% resta con noi e la cosa mi diverte: ieri cercavo un sostituto, oggi mi sono fermato perché ho letto che resta. Lui parlerà al momento giusto. A Iturbe dobbiamo lasciare tempo per migliorare sul piano fisico. Lui è attento, lavora e ascolta, ma non dobbiamo metterlo in gabbia. Destro, invece, non mi preoccupa. Quando la squadra porta palla ai suoi attaccanti è un segnale positivo. Poi si sa, per i bomber ci sono momenti in cui la palla tocca il palo ed esce, altri in cui entra, Meglio che entri nelle partite vere”.

Infine due parole su Totti: “Non ci saranno due squadre, a seconda se lui giochi o no. Quello che conta è tenerlo in forma, perché se lui sta bene fisicamente può fare di tutto. Lui ha sempre voglia di giocare e se Francesco c’è, la squadra si diverte di più”.

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