Tematiche etico-sociali

Fuochi d’artificio – Perchè dover pagare gli autolesionisti? Sequestrati circa 8 tonnellate di fuochi d’artificio

Nonostante le gravi disgrazie di ogni anno, continua l’incivile uso dei botti

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Roma, 31 dicembre – L’offensiva delle Forze di Polizia contro la vendita di fuochi d’artificio illegali, ha portato al sequestro di circa 8 tonnellate di materiale esplodente custodito in negozi, garage o peggio ancora, nelle abitazioni.

Nello specifico, le Fiamme Gialle della Compagnia di Tivoli, alla periferia di Guidonia Montecelio, hanno individuato una serie di “depositi” situati nel centro abitato, nei quali vi erano centinaia di scatoloni sia di materiale pirico che di artifizi artigiani illegali, per un peso   complessivo di circa quattro tonnellate.

La Polizia Amministrativa della Questura di Roma, in località Fonte Nuova, nel corso di un controllo ad un deposito autorizzato, ha rinvenuto e sequestrato due tonnellate di fuochi d’artificio, un quantitativo ben 10 volte superiore a quello per il quale l’attività era autorizzata. Anche in questo caso, il materiale era custodito in un negozio  di  una palazzina con i piani superiori adibiti a civili abitazioni.

Di quasi  due tonnellate è il peso dei fuochi d’artificio sequestrati dai Carabinieri. In particolare, i Carabinieri di Subiaco hanno sequestrato circa un quintale di materiale pirotecnico, detenuto e posto in vendita in un negozio gestito da cinesi mentre a Ponzano Romano, in un locale condominiale, i militari dell’Arma hanno sequestrato 2 quintali di fuochi d’artificio. A Trastevere, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Trastevere ed i militari delle Stazione di Porta Portese hanno sequestrato quasi una tonnellata di materiale esplodente.

Le forze dell’Ordine, come sempre, invitano i cittadini a diffidare dall’acquisto di materiale pirotecnico non rispondente alle normative vigenti,  ed a segnalare ogni illecita detenzione al 112 o al 113.

Purtroppo, ci si dimentica e si tollera vedendolo, che la detenzione del materiale esplodente dentro attività commerciali, poste solitamente sotto civili abitazioni dimenticandosi di episodi gravissimi, dei quali, per ovvie ragioni, vogliamo citarne solo due avvenuti nella Capitale.

30 novembre 1972,  ore 3,29. Una tremenda esplosione scosse le borgate Prenestino, Gordiani, Torpignattara  e  Centocelle. Un deposito clandestino di fuochi d’artificio, costituito dal seminterrato di un’armeria al piano terra a Largo Telese, angolo via Prenestina, era esploso sventrando ben 5 dei 10 piani che costituivano il palazzo facendo esplodere, “per simpatia”, anche l’autovettura della moglie del titolare dell’armeria che era carica di altri giochi pirici, facendo così saltare in aria anche le auto parcheggiate nelle adiacenze. Prestando servizio a Torpignattara, fui fra i primi a giungere sul posto. Era uno scenario da guerra! Il palazzo completamente sventrato, ormai privo di scale, solai penzoloni con calcinacci e mobili in continua caduta. Dall’altra parte della via Prenestina, le abitazioni presentavano tutti i vetri rotti e la cortina di rivestimento “ferita” in centinaia di punti, a causa delle schegge di cemento ed altro, schizzato dal palazzo sventrato. Solo il rapido e massiccio intervento dei Vigili del Fuoco con rinforzi anche da Rieti e autoscale provenienti da tutti i distaccamenti e coadiuvati dalla Forze di Polizia intervenute,  hanno limitato le perdite in 15 morti, di cui 7 bambini, e 65 feriti.

Il 1 gennaio 2012, in via Gigliotti, nel quartiere San Basilio, per un’errata accensione di fuochi d’artificio illegali, esplodeva un appartamento che costava la vita al proprietario dell’abitazione nonchè il ferimento di 4 bambini. Nell’abitazione, venivano rinvenuti – inesplosi – altri fuochi illegali, proprio dello stesso tipo sequestrato, alcuni giorni prima, nello stesso palazzo.

Ora, purtroppo, come ogni anno, aspettiamo il bollettino di guerra per apprendere il numero di morti e feriti autolesionisti, causati dall’uso improprio dei fuochi di artificio.

Su questa testata, con il titolo “…. e continuiamo a pagare per gli autolesionisti…” “01.01.2013 – invitavano i parlamentari a regolare la materia dei botti di fine anno, intervenendo anche sul sistema sanitario. Se è vero che tutti hanno diritto alle cure, è altrettanto vero che nel caso specifico, le lesioni sono provocate da un’inosservanza di leggi e regolamenti.

Allora, perchè la comunità deve farsi carico dei danni fisici subiti da chi ha volutamente violato le leggi? Perché bisogna mantenere a vita, pagandogli una pensione di invalidità, chi è stato volutamente incosciente?

Chi sa quando i politici, anziché preoccuparsi esclusivamente dei fatti loro, decideranno di intervenire e regolare la materia con una specifica legge!

Riportiamo ora, queste brevi ma importantissime raccomandazioni fornite dalle Forze di Polizia, soprattutto nelle ore successive ai festeggiamenti:

§  Quando si trovano fuochi d’artificio che funzionano male e perciò non bruciano, non si deve mai cercare di riaccenderli ma bisogna allontanarsi dalla zona e segnalare la loro presenza alle forze di Polizia per la loro corretta inertizzazione, mediante l’intervento di personale specializzato.

§  Non cercare di accendere i fuochi trovati per terra: taluni impiegano ore (sino a 12) a bruciare il cartoncino pressato della spoletta. Il movimento del corpo nell’avvicinarsi ad un fuoco inesploso, a causa del piccolo movimento di aria che si crea, può alimentare la fiammella provocando l’esplosione.

§  Non provare a recuperare la miscela esplosiva od esplodente dai fuochi non esplosi e non provare a costruire fuochi d’artificio artigianali: delle semplici cause esterne tipo la pressione, l’urto, lo sfregamento ed il calore potrebbero determinare un’esplosione non controllata, con conseguenze anche gravi.

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