Tematiche etico-sociali

Il Capitano Straullu, l’Appuntato di Roma e tanti altri Caduti della Polizia nella lotta al terrorismo negli anni di piombo

Capitano StraulluIl 21 ottobre di ogni anno il Questore di Roma depone una corona di alloro sulla Lapide collocata in località Ponte Ladrone, ad Acilia, in memoria del Capitano del disciolto Corpo delle Guardie di P.S.(oggi Polizia di Stato) Francesco Straullu e dell’ Appuntato Ciriaco Di Roma (nelle foto).

Furono barbaramente trucidati da un commando composto da quattro giovani appartenenti al gruppo eversivo dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), d’ispirazione neofascista. Le indagini consentirono di individuare e catturare tutti i componenti del gruppo criminale, che vennero poi condannati all’ergastolo. Così fu ucciso il Capitano di Polizia Straullu, un ragazzo nuorese di nome Francesco, di appena ventisei anni, “aggregato”, fatto inedito all’epoca (in quanto Ufficiale del disciolto “benemerito” Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, prima della riforma del 1981 che smilitarizzò la Polizia), alla Digos della Questura di Roma. Il suo superiore diretto era il Commissario Capo Minozzi, che trattava il terrorismo di destra, autore di un importante rapporto all’Autorità Giudiziaria del novembre 1979 sull’eversione nera romana, ma vanno ricordati anche altri funzionari di quell’Ufficio, quali il valoroso Nicola Simone, nel 1982 scampato, benchè gravemente ferito, ad agguato di elementi delle BR, presentatisi come “postini” nella sua abitazione romana di Piazza Bologna; Ansuino Andreassi, figura di grande prestigio nell’ambito della Polizia Politica di quegli anni; ma soprattutto lo stesso Dirigente della  Digos, l’irpino Vice Questore Alfredo Lazzarini. La lotta al Terrorismo di destra, sino alla Strage di Bologna del 2 agosto 1980, nel panorama dei terrorismi nazionali, era stato colpevolmente trascurato. E dire che segnali inquietanti esistevano già da lunghi anni; ad iniziare dal Magistrato Vittorio Occorsio, che  era stato trucidato, la mattina del 10 giugno 1976, a Roma, da Pierluigi Concutelli e Gianfranco Ferro,  militanti dell’ormai disciolto (dal Ministro dell’Interno Taviani, nel 1974) Movimento Politico “Ordine Nuovo”, proprio per le importantissime inchieste nelle quali già si intravedevano, sullo sfondo,  presenze non cristalline di personaggi legati a centri di potere occulto; poi, due mesi prima della ricordata strage di Bologna, si era verificato l’assassinio del Magistrato Mario Amato, unico e solo titolare, nella Procura della Repubblica di Roma, nonostante le sue proteste indirizzate al Procuratore Capo De Matteo per ottenere maggiore collaborazione e sostegno nelle indagini sulla Destra Eversiva. Era atteso dai NAR sotto casa (come Occorsio), in Viale Jonio, alla fermata dell’ autobus, Mario Amato, perchè era senza auto blindata e senza alcuna tutela da parte dello Stato; pensare che venne fotografato a terra, morto ammazzato, Lui, Magistrato della Repubblica, con le suole delle scarpe bucate; sì, davvero, bucate! Questo la dice lunga sull’ onestà Sua e di molti Magistrati, solitari, incompresi, integerrimi e modesti per costume e stile di vita, ma eccelsi per dedizione al servizio di difesa dell’ordinamento dello Stato, alla stregua di tanti e tanti appartenenti alle Forze dell’Ordine! Solo a Roma, in quel periodo, le BR avevano ucciso i Magistrati del Dicastero della Giustizia Riccardo Palma, il 14 febbraio 1978; Girolamo Tartaglione, il 10 ottobre dello stesso anno e Girolamo Minervini, il 18 marzo 1980. Proseguendo questa cronaca di morte che merita il massimo rispetto, soprattutto dalla Politica ingrata, parolaia ma anche capziosa, come non ricordare, ancora, quel che accadde il 3 maggio 1979 quando un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse assalì “more militari” a Piazza Nicosia gli uffici regionali della Democrazia Cristiana, in cui perirono il Brigadiere Antonio Mea e l’ Agente Pierino Ollanu, mentre un terzo Agente, Vincenzo Ammirato, rimase ferito? Erano tutti del 1° Distretto di Polizia di Piazza del Collegio Romano. Come non ricordare, ancora, quel tragico 13 luglio 1979, quando le famigerate BR uccisero il valorosissimo Ten. Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, Comandante del Reparto Servizi Magistratura, e successivamente, a seguire,  i Marescialli Romiti, Traversa e l’ Agente Granato, tutti della  Polizia romana; mentre i neofascisti dei NAR l’Agente di PS Arnesano e gli Appuntato della Polfer Rapesta, alla Stazione ferroviaria di San Pietro? Tornando a Straullu, la scena che si vide subito dopo l’attentato, nei pressi di  Acilia, fu certamente impressionante. Il povero “ragazzo” aveva il cranio letteralmente esploso da proiettili di FAL cal.7,62 NATO, arma in dotazione alle Forze Armate, sparati a distanza ravvicinata, proprio nel momento in cui l’auto, guidata dall’ Agente Di Roma, rallentava per immettersi nel tunnel denominato Ponte Ladrone. Quale la colpa? Aver collaborato il PM Mario Amato e, successivamente,  dopo l’assassinio di questi, il pool di Pubblici Ministeri (finalmente costituito, all’italiana maniera, “post mortem”!) capeggiato dal Magistrato Loris D’Ambrosio, divenuto molti anni dopo Consigliere Giuridico del Presidente della Repubblica Napolitano. Tra gli autori dell’attentato a Straullu, anche Francesca Mambro; lei, figlia di un bravo Maresciallo di Polizia; lei, Francesca Mambro, che aveva visto la Divisa del Padre chissà quante volte, e avrà sentito discorsi sulla legalità e il rispetto dell’ altrui bene, proprio lei uccise un rappresentante della stessa Polizia nella quale aveva, per lunghi anni, militato il Padre! Ma la Mambro, non solo su Straullu levò la mano assassina e fratricida, ma anche contro l’appena ventenne Agente  Arnesano e l’Appuntato Evangelista, detto “Serpico”, del Commissariato PS Porta Pia, davanti al Liceo “Giulio Cesare”, in complicità di un’altro personaggio, anch’esso appartenente alla Famiglia della Polizia di Stato, il terrorista appena diciassettenne Luigi Ciavardini, figlio di Maresciallo e fratello di un giovane e promettente Capitano di PS, dello stesso Corso d’ Accademia del povero Straullu! Nella Scienza della devianza non credo che tali situazioni aberranti, forse perchè non molto diffuse, siano state ben approfondite e studiate. In effetti, l’odio contro lo Stato può portare, in linea generale, anche a forme di  singolare brutalità. Ma, per gli episodi in esame,  attingendo a principi di psicologia, penso si possa fare riferimento al processo di “Proiezione Identificazione”, vale a dire a quel processo mentale che porta la persona patologica a calarsi talmente nel ruolo (in questo caso in quello del rivoluzionario), tanto da fargli perdere la sua personale identità e i propri riferimenti, consentendogli così di impugnare le armi contro le Divise che avrebbero dovute essere se non amiche, quantomeno non nemiche. Chissa….! Concludendo, va fatta una seria riflessione non  solo sulla Mambro, la “Pasionaria” che oggi invoca la “Grazia” per la Strage di Bologna, perchè condannata all’ergastolo dalla Cassazione, alla stregua del suo complice di ribalderie e rapine, come di plurimi e reiterati  omicidi, di nome “Giusva” Fioravanti, condannato complessivamente a 8 ergastoli, ma libero grazie ai benefici di legge dell’ ordinamento longanime italiano;non solo, tale riflessione va rivolta anche sul terrorista Luigi Ciavardini, ma un’attenta analisi sociologica va effettuata su un’intera generazione ubriacata in quegli anni dalla follia ideologica dei cosiddetti cattivi maestri, spesso stimolati da ambiti politici endogeni ed esterni all’Italia. E tutto questo, con un esame analitico e globale per tentare di capire le aberrazioni della violenza, soprattutto quando “colorata” di ideologia. Ma il discorso è lungo…..Ma va affrontato una volta per tutte, proprio per non cadere negli errori di allora!Tutti sostengono che i giovani sono da sempre un bene incommensurabile per la società, per cui dovrebbero, in primis, essere seguiti e aiutati dalle Famiglie, oggi sempre più disastrate da separazioni di Genitori e intolleranze nel loro ambito, ma contestualmente e progressivamente nel tempo anche dalla Politica, con fatti concreti per scuola, università, formazione, lavoro, casa….; una Politica virtuosa, certamente, giammai “becera” oltre misura come quella italiana, che promette tutto e nulla mantiene! Il 31 Marzo 2005, il Capitano STRAULLU e la Guardia di P.S DI ROMA sono stati insigniti della Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla Memoria”. ONORE A LORO, VERI COMBATTENTI EROICI DELLA LEGALITA’!!

 

Raffaele Vacca

 

Per la mia vita professionale, ho conosciuto il S. Procuratore Dott. Mario Amato,  che abitava a Monte Sacro. Transitavo per viale Jonio proprio dopo pochi minuti dal Suo assassinio,  trovandolo a terra, privo di vita e, per primo, avviai le indagini che vennero poi avocate dai Reparti preposti. Sul luogo dell’omicidio, due anni fa, a Suo ricordo, è stata collocata una stele, alla presenza dell’allora Presidente della Corte d’Appello di Roma Dott. Giorgio Santacroce (ora Primo Presidente di Cassazione) e del Procuratore Generale della Corte d’Appello di Roma Dr. Luigi Ciampoli, all’epoca ambedue Sostituti Procuratori con Mario Amato. Che dire del Colonnello Antonio Varisco? Persona squisita, di grande umanità anche  con i detenuti che lo apprezzavano e rispettavano così come i Magistrati ed i rappresentanti delle Forze dell’Ordine della Capitale, massacrato a pochi giorni dal suo congedamento. Anche con il Maresciallo Romiti, collaborai quando comandavo la Polizia Giudiziaria alla Compagnia Casilina. Era un Grande Maresciallo, investigatore ed uomo d’azione, così come era attento operatore di giustizia l’Appuntato Evangelista, a tutti noto come “Serpico”. Con il permesso dell’articolista, Generale Raffaele Vacca, mi associo – unitamente ai nostri collaboratori – al ricordo di questi veri Eroi della Patria, altrimenti dimenticati dai nostri “moderni eroi” di cartapesta!

 

Salvatore Veltri

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