Tematiche etico-sociali

BENEDETTO XVI PREGA PER L’INCONTRO INTERRELIGIOSO DI ASSISI

All’ udienza generale di mercoledi’ 26 ottobre, Benedetto XVI  ha pregato per la pace alla vigilia dell’incontro con i rappresentati di tutte le religioni ad Assisi del 27 ottobre.
AULA_PAOLO_VI
 

Mercoledì 26 ottobre u.s. il Papa Benedetto XVI ha tenuto la consueta udienza nella forma della liturgia della Parola.
L’Aula Paolo VI si è riempita di una grande parte dei presenti all’incontro, ben trentamila persone, che sarebbero state accolte in Piazza San Pietro se la pioggia non avesse interferito con il programma. Coloro che non sono riusciti a trovare posto nell’Aula sono stati salutati dal Papa nella basilica Vaticana e un numeroso gruppo di fedeli ha assistito all’udienza in Piazza San Pietro, attraverso un maxi schermo.
Alle ore 13.00, per grazia di Dio, il sole è tornato a splendere sulla città.
Nel corso dell’udienza il Papa ha voluto anticipare i contenuti di fondo della preghiera per la pace, convocata per l’indomani ad Assisi. È questo infatti il motivo del grande afflusso di fedeli e non credenti all’udienza: l’invito del Papa a partecipare alla giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, a venticinque anni dalla prima convocazione, indetta dal suo predecessore, il beato Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986.
All’appuntamento nella città di San Francesco sono stati invitati i rappresentati delle religioni mondiali, perché si sentano incoraggiati a compiere ogni sforzo per promuovere la pace e la solidarietà fra i popoli. Non solo, all’incontro di Assisi Benedetto XVI ha invitato anche tutti coloro che non professano alcuna fede religiosa, in rappresentanza di quanti sono alla ricerca della verità e animati dal desiderio di pace e giustizia, presente in ogni cuore umano.
Durante la liturgia della Parola, la prima lettura è stata tratta dal libro del profeta Zaccaria, in cui viene annunciata la “pace alle nazioni”, così le altre letture hanno permesso di riflettere e far risuonare il mandato di Dio all’uomo ad essere “costruttore di pace” in ogni ambito di vita.
Dopo l’omelia del Papa la liturgia è proseguita in diverse lingue, un gesto che ha testimoniato la volontà del Papa di creare unità e dialogo tra i numerosi rappresentati delle religioni mondiali presenti all’udienza.
In particolare, in lingua tedesca sono stati ricordati “i pensieri e i progetti di pace” che Dio ha sempre affidato all’uomo, perché li realizzasse; in polacco è stata fatta memoria della venuta del Salvatore, mentre in francese si è fatto memoria della sua morte e risurrezione. In lingua portoghese si è pregato perché gli uomini accolgano i doni dello Spirito Santo, in swahili perché vengano messi da parte egoismi e violenza. Ancora, in spagnolo si è pregato per la Chiesa e per l’unità dei cristiani, infine l’ultima preghiera di affidamento al Padre è stata formulata in cinese.
 
In occasione dell’udienza, la scrittrice Aurora Massimi, nostra collaboratrice, ha avuto il grande onore di consegnare con emozione, direttamente nelle mani del Pontefice, la sua ultima fatica letteraria, il libro “Giovanni Paolo II il mio Santo in terra”, una testimonianza di affetto e grande stima nei confronti del beato Papa e del suo Successore alla Cattedra di Pietro.
 

                                                                                                                     

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