Scienza

Internet e TV, insieme per forza!

Il servizio pubblico europeo lancia nuove piattaforme che mettono insieme il broadcasting tradizionale e l’on-demand. Un assaggio di quello che sta già accadendo nei nostri salotti. L’Europa potrebbe però essere troppo lenta rispetto all’andamento americano che si trova già più avanti in modo rilevante.

 

 

Non c’è pace sul divano di casa! Il televisore lì di fronte forse è già da buttare. Non c’è tregua alla scrivania! Il desktop che usiamo è già vecchio. Quel doppio o triplo telecomando che abbiamo frequentemente tra le mani per governare tv digitale, tv analogica e vari satelliti, crescerà e si trasformerà in un oggetto unico: una tastiera da computer, moderna e compatta, da collegare in wireless al nuovo televisore/computer!

La televisione, pertanto, sta per fare un nuovo salto, questa volta seguendo una linea evolutiva che molti di noi a casa hanno già individuato e sperimentato, il processo di integrazione con internet che risulta ormai già avviato. Continuerà l’offerta di canali tv tradizionali, serviti in casa da emittenti tradizionali, ma a questi si affiancherà in un’unica piattaforma tutto quando possa offrire la Internet TV. Il concetto è semplice: unificare su un solo video quello che arriva dalla TV e quello che entra in casa col cavo di internet. Già oggi la nostra esperienza ci dice che per vedere un telegiornale, un vecchio film, una partita già giocata, ci colleghiamo al computer e rimaniamo incollati lì per goderci il nostro spettacolo.

Sul mercato televisivo in Europa, la Gran Bretagna è leggermente più avanti rispetto agli altri paesi. Da febbraio 2010 a febbraio 2012 il consumo di titoli video fruiti attraverso i siti web BBC, incluso il famoso I-player, è cresciuto del 156%. Nel paese sono stati visti 5,5 miliardi di video da Internet nello scorso mese di dicembre, mentre negli Usa nello scorso mese di settembre ne sono stati scaricati 31,2 miliardi!

I tempi con cui si muove la CEE, e soprattutto il tipo di offerta potrebbero essere già in ritardo rispetto a quanto sta per arrivare anche in Europa: Google TV, il sistema operativo che il gigante americano ha annunciato ai primi di settembre e che prossimamente inizierà a girare sul mercato Usa. I produttori di televisori già da mesi sono in contatto con Google, che anche in questo caso prova ad imporre la sua filosofia e il suo metodo al mercato mondiale. “La Sony sta per vendere in America un televisore dotato di Google Tv, che non solo ha le porte per le connessioni con Internet e pc vari, ma ha il sistema operativo di Google Tv e quindi permette di accedere direttamente ai contenuti TV organizzati e indicizzati da Google”.

L’approccio di Google è un uso fuori controllo della tecnologia per scuotere questo settore industriale; per il consumatore forse è una modalità troppo caotica. Sicuramente usare una tastiera al buio, di fronte al televisore, per navigare senza limiti, è troppo dispersivo, c’è spazio però anche per altri progetti fra lo stretto settore del video-on-demand a pagamento e il modello di Internet totalmente aperto. Come dire, meglio che a monte rimanga un broadcaster che organizza e seleziona la televisione per i telespettatori, anche se con la tastiera ormai si può già fare tutto da soli.

Questo atteggiamento è stato intrapreso anche dai produttori di console di nuova generazione (Sony Playstation, Nintendo Wii, Microsoft Xbox) che stanno arricchendo l’offerta di contenuti e di servizi delle piattaforme collegate on-line.

E’ assodato, dovremo rassegnarci! Non ci sarà più solo televisione nei nostri salotti e il web sarà sempre più presente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana!

 

 

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