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Dipendenti capitolini. Contratto unilaterale. Con chi stanno realmente i sindacati CGIL e CISL?

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Roma, 22 marzo – Dopo l’oscuramento della vergognosa vicenda di Mafia Capitale, sparita dalla stampa che è stata sapientemente  deviata sul concerto di capodanno e sulla “falsa diserzione” della Polizia Locale di Roma Capitale, ora si discute del contratto unilaterale scritto ed applicato dal 1° gennaio 2015 dalla Giunta Marino, con una successiva preintesa delle sigle sindacali CGIL  e CISL che, di fatto, hanno avallato l’operato della Giunta.

La domanda  allora sorge spontanea: con chi stanno i sindacati CGIL e CISL?

Pervenutoci, pubblichiamo il comunicato stampa della sigla sindacale USB, datato  20 marzo 2015.

“”SALARIO ACCESSORIO, USB: pronti a confronto per far conoscere verità!

“CGIL e CISL in queste ore stanno cercando di gettare fumo negli occhi dei dipendenti capitolini ed ora si appellano ai media per cercare di recuperare visibilità e soprattutto la faccia dopo che l’hanno persa con la sottoscrizione della preintesa del 6 febbraio scorso – dichiara Roberto Betti di USB -.

Di bugie ne abbiamo sentite tante e provengono tutte dalla campagna messa in campo da CGIL e CISL.

Hanno da prima voluto imporre un quesito referendario ingannevole, inserendo l’affermazione che la preintesa da modo DI SUPERARE L’ATTO UNILATERALE, eludendo la questione che i dipendenti capitolini sono chiamati ad esprimersi unicamente sui contenuti dell’accordo sottoscritto dalle sole due sigle sindacali. Poi si sono adoperati affinché la gestione e l’organizzazione del Referendum del 25 marzo fosse ad appannaggio di sole tre sigle, in barba allo Statuto dei Lavoratori dove è chiaro che tutte le sigle aziendali debbono essere presenti nel comitato referendario e non solo una parte.

Nel merito – prosegue Betti – con il NO alla preintesa si obbliga l’amministrazione a RITORNARE A TRATTARE SCRIVENDO UN NUOVO CONTRATTO CHE NASCA DALLE REALI RICHIESTE DEI LAVORATORI.”

“La preintesa conferma e rafforza i meccanismi Brunettiani introdotti dall’atto unilaterale affidando uno smisurato potere discrezionale alla dirigenza, di sottrarre reddito alle nostre buste paga, di stroncare qualsiasi prospettiva di lavoro per il precariato, di disporre completamente del tempo di vita e delle persone senza una reale ragione organizzativa e gestionale, di ridurre tutto il personale a una condizione di obbedienza.”

“Scegliere di votare NO costringerà i vertici capitolini e i sindacati che si sono prestati alla svendita dei diritti e della nostra dignità a dover fare un passo indietro e a ridiscutere completamente i contenuti dell’atto unilaterale.”

“Siamo e saremo sempre disponibili a qualsiasi confronto pubblico – conclude Betti – per far emergere la verità. Diamo la disponibilità fin da subito per il prossimo martedì, in tardo pomeriggio o in prima serata, attraverso una TV o uno o più media che si dicano disponibili ad ospitare il confronto tra le parti, con la certezza che la verità emerga e cancelli le pretestuose bugie di CGIL e CISL.” “”

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