Politica

Napoli assediata dalla camorra!

NO CAMORRARoma, 21 maggio – Su “Il Fatto Quotidiano” del 18 maggio l’inchiesta di Maddalena Oliva dal titolo: “Gomorra: la Paranza dei bambini boss”….”Nel ventre molle di Napoli sta crescendo una nuova generazione di criminali: sono poveri, consumati dalla droga e disposti a tutto… Proprio ieri, la Procura Antimafia di Napoli ha emesso venti ordinanze di arresto a carico di altrettanti appartenenti ai clan. Sui muri delle vie scritte “F.S.” che significa Famiglia Sibilio. I 15enni della zona non hanno come idolo Ciro della fiction Gomorra, e si tatuano il numero 17 che, nel gergo criminale, sta per la S del clan Sibilio”.

In altro articolo di Micaela Farrocco, sul tema nuova criminalità partenopea, nello stesso quotidiano, dal titolo “Rolex, champagne e baci d’onore: patti criminali in rete”, leggiamo…”Su face book anche le minacce ai clan rivali….Le pagine dei social network degli affiliati sono piene di pistole e bombe…I nuovi camorristi si mostrano con la barba lunga  e mostrano il totale disprezzo per la vita. In questo sono simili agli estremisti islamici”.

Nei giorni scorsi, apprendiamo sempre dai media, si è conclusa con la decisione di inviare un documento ai Ministri dell’Interno e della Giustizia e al Csm l’assemblea dei Magistrati della Procura di Napoli indetta sul tema della sicurezza in seguito alla scoperta di un piano per attentare alla vita del Procuratore Giovanni Colangelo e alle notizie su minacce rivolte a Magistrati impegnati nelle indagini e nei processi contro la camorra. I PM hanno anche invitato le autorità di Governo a farsi carico ”della situazione segnalata, superando un approccio burocratico al tema della sicurezza dei Magistrati e, nel contempo, impegnandosi per stanziare nell’immediato i necessari fondi”.

Ora ricordiamo che il Parroco, all’omelia per i funerali di un ragazzo (Gennaro), ucciso l’anno scorso nel quartiere Sanità, disse: “A Napoli i ragazzini muoiono perché lo Stato non c’è e a “l’Espresso”, a Giovanni Tizian, spiega “come in mancanza di opportunità, i ragazzini finiscono nella rete della criminalità….In tutto e per tutto ci sono due città, quella ricca che sta bene e quella degradata dove si muore. Don Alex Zanotelli è il Parroco missionario che da ormai 10 anni vive in quella zona. Il rione Sanità è centro ma è come se fosse una lontana periferia… Ci sono bande di piccoli criminali dietro cui c’è la camorra che si contende l’affare lucroso della droga. L’uccisione di Gennaro è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Ora la gente, in particolare le donne, che sono madri e sorelle, ha deciso di reagire, di ribellarsi. Anche perché nessuno verrà a salvarle, spetta a loro farlo”.

Questa tragica vicenda ci fa tornare alla mente una storia di 33 anni addietro, trattata su questo giornale, riguardante sempre il quartiere Sanità, nella quale veniva ricordato un ambito difficile, quello in cui si trovò ad operare Domenico Celiento, il leggendario Brigadiere “Mimmo”, operante nel vasto territorio di competenza, quello della Compagnia Carabinieri di Napoli-Stella, con giurisdizione sui quartieri più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica, dalla Sanità a Forcella, passando per San Carlo all’Arena e Borgoloreto (con la Stazione Ferroviaria e l’attiguo Mercato della Duchesca), Secondigliano e il quartiere “167”, oggi denominato Scampia e reso noto dal film “Gomorra”, per arrivare sino a San Pietro a Patierno. All’ epoca, la zona di Secondigliano era, secondo statistiche specializzate, ritenuta la più “criminogena” d’ Europa, e a ragione; ma tale è certamente rimasta dopo oltre trent’anni, forse anche di più, superando chissà quale record! Tornando a Celiento, sappiamo che conduceva indagini sulle estorsioni nel quartiere Sanità, e in tale contesto oltremodo difficile per il clima di omertà, aveva proceduto in appena tre mesi all’arresto di ben dieci delinquenti, mentre già si delineava il coinvolgimento di elementi di spicco del clan camorristico dominante di Sanità – Forcella. Non passò molto tempo, purtroppo, che si arrivò a quel maledetto 28 aprile 1983, quando, di prima mattina, sulla Circonvallazione di Casoria ci fu l’agguato al valoroso Sottufficiale. Ma la Camorra, oggi, com’è cambiata rispetto ai tempi in cui la combatteva il generoso e audace Brigadiere “Mimmo” Celiento? 

Sappiamo che i clan di ieri, quelli di sempre, si sono affidate  ai più giovani. Quindi, nuovi  killer camorristi hanno dalle vecchie famiglie armi, futuro prestigio e potere criminale.

La conclusione è che le parole forti del Parroco del rione Sanità devono rendersi dirette a tutti gli Italiani, davvero stanchi di commemorare Difensori della Legge uccisi negli anni come di ascoltare  le vane promesse di sicurezza della politica in campagna elettorale ormai perenne….

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