Politica

Dalla Chiesa, solidarietà solo a parole

 
 
Da Castel Gandolfo, il Santo Padre ha esortato ancora una volta i Paesi europei, meta dei clandestini,   a sviluppare, di comune accordo,  iniziative e strutture sempre più adeguate per accogliere e provvedere alle necessità dei migranti irregolari.

Dopo l’Angelus, il Papa ha detto: “Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l’attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione. Il Signore ci accompagni e renda fecondi i nostri sforzi”
Il Pontefice, però, ha dimenticato di dire cosa intendesse con la frase “renda fecondi i nostri sforzi”, perché non ha precisato quali fossero gli sforzi della Chiesa nè quanti clandestini intende ospitare nelle loro immense proprietà o quanto intenda dimostrare la sua generosità donando parte di quei tesori inestimabili ricevuti in donazione per beneficenze e giacenti in Vaticano, onde consentire a quei poveri migranti, di vivere senza dover delinquere.

Speriamo che nelle prossime esternazioni, Benedetto XVI° o i Suoi rappresentanti, oltre alle parole possano dimostrare con i fatti la loro solidarietà a quelle persone  abbandonate dagli uomini (e mai da Dio!)

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