Politica

A Bari si ricorda Aldo Moro alla presenza di uno dei fondatori delle brigate rosse che lo uccisero..

Roma, 10 marzo 2019 – Sul Corriere della sera di oggi, 10 marzo, un breve articolo di Mario Denigris…La polemica a Bari. Alberto Franceschini, 71 anni, ex BR, invitato al convegno su Aldo Moro per le scuole.. “”Le proteste di Potito Peruggini, nipote del Brigadiere di Polizia Giuseppe Ciotta, (ucciso nel ’77 da Prima Linea a Torino, Medaglia d’Oro quale Vittima di terrorismo “Alla memoria”- nda), non hanno fatto cambiare idea agli organizzatori.
Il convegno di giovedì, promosso in collaborazione col MIUR, avrà come relatori anche il Presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo (PD), e l’ex Parlamentare Gero Grassi, già componente della Commissione d’inchiesta “MORO 2”. In chiusura, è prevista un’intervista all’ex BR. Cosa aspetta la Regione Puglia a ricordare tutti i pugliesi che sono stati uccisi dai killer degli anni di piombo?..”Capisco il dolore delle vittime del terrorismo – dice Loizzo -, domani le ricorderemo in una mostra fotografica, ma Franceschini ha pagato il suo debito scontando 18 anni e non ha mai ucciso. Incontrarlo vuole essere la testimonianza di un periodo buio e un messaggio alle nuove generazioni, perché costruiscano il futuro senza violenza””.

Ora noi, liberi Cittadini e liberi pensatori, con tutto il rispetto per le finalità dell’evento, rivolgiamo una sola domanda..
Come può un’istituzione pubblica promuovere un convegno in memoria della Vittima più illustre d’Italia e, in particolare, di Puglia, invitando ad una commemorazione per i giovani uno dei fondatori dell’associazione criminale che l’ha ucciso? Non avrebbe fatto meglio ad invitare un Combattente della Legalità di quei torbidi anni (Magistrato in primis, ma anche rappresentante delle FFOO dell’epoca, che combatterono la guerra, rischiando la vita, vincendola..?)
Ma non siamo comunque nuovi a tali iniziative..
Ricordiamo che proprio tre anni fa, addirittura, la Scuola della Magistratura decise di annullare l’incontro, nell’ambito di un corso di formazione per i Giudici, al quale avrebbero dovuto partecipare gli ex terroristi Adriana Faranda e Franco Bonisoli, a seguito della grandinata di critiche giunte da figli delle vittime del terrorismo, ma anche dagli stessi Magistrati. La polemica era diventata forte dopo l’intervento di Alessandra Galli, figlia del Giudice Guido ucciso da Prima Linea: “E’ inaccettabile il dialogo in una sede istituzionale come questa con chi ha ucciso per sovvertire lo Stato e la Costituzione alla quale noi, come Magistrati, abbiamo giurato fedeltà”. Dopo Alessandra Galli, anche Ambra Minervini, figlia del Magistrato Girolamo Minervini, ucciso dalle BR nel 1980, ha definito “oltraggioso” per la memoria del Padre che fosse invitata la Faranda peraltro vicino al carcere di Sollicciano (FI), che si trova lungo la strada intitolata proprio a Minervini e un’altra vicina che porta il nome di Girolamo Tartaglione (ucciso dalle BR nell’ottobre 1978).
Ora per allora, ci chiediamo cosa gli ex BR avrebbero potuto insegnare ai Magistrati della Repubblica; peraltro due dissociati e non pentiti, i quali proprio per questo hanno avuto gli sconti di pena senza fare nomi di complici nelle loro ribalderie criminal-terroristiche?
Certo, i tempi cambiano e tutto trova una ragione nel fatto che oggi predominano criteri di valutazione diversi da quelli del passato, certamente migliori e seri.
Figuriamoci, ora, se sui banchi della Scuola dei Magistrati si fosse trovato il Magistrato Bruno Caccia… un esempio per tutti i Giudici della Repubblica di rigore morale e serietà, per alto senso dello Stato, per sublime dedizione al dovere. Il lavoro di Caccia a Torino fece vacillare le basi del dominio ‘ndranghetista tra Torino e provincia tanto che il 26 giugno 1983 fu ucciso. Si, proprio a Torino, dove nei decenni successivi certa politica sosteneva che nel nord Italia la mafia non esisteva…Eccome esisteva!!

Concludendo, in questo strano mondo iniziato con l’11 settembre 2001, andato avanti con la cosiddetta “guerra asimmetrica” (cioè conflitto ad armi impari, non dichiarato, nel quale una delle parti è costretta a difendersi da un nemico non identificabile) e proseguita con i deliri terroristici dei decapitatori “religiosi”; in tutti questi anni di povertà culturale e politica ricca di narcisismo e “pompa” che fruttano fior di miliardi grazie ad agenzie di malaffare, Banche “libere” che creano addirittura crisi finanziarie, rendiamo certamente omaggio a tutti i Caduti per mano terroristica e mafiosa in lunghi decenni, piacendoci ricordare nella circostanza il grande drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, che scrisse: “Sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi. Ma ancora più sfortunato il popolo che ne disperde l’esempio e l’insegnamento…”.

Sì, proprio su questa strada è avviata l’Italia, da lungo tempo..!

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