Roma

Monterotondo – Siriano tenta di violentare marocchina. Alla sua ribellione, la rapina

cc arrestatoL’uomo è rifugiato politico.

Monterotondo (Rm), 3 agosto – Erano l’1,45 di ieri quando telefonicamente giungeva una richiesta di intervento al “112”. Immediatamente si portavano sul posto i Carabinieri del Nucleo Operativo della  Compagnia di Monterotondo comandato dal Luogotenente Carlo Giannini, i quali trovavano una donna, tremante ed impaurita, che denunciava che, poco prima in viale dello Stadio, era stata picchiata e rapinata della sua borsa contente un telefono cellulare, la somma di 100 euro e le chiavi di casa. La vittima, M.S., marocchina 37enne, madre di tre figli,   in Italia è ospite – con altre donne –  di una associazione umanitaria in attesa che il marito, un cittadino del Camerum residente in Marocco ottenga  il ricongiungimento familiare. M.S.  forniva la descrizione del rapinatore e, poichè presentava evidenti ferite escoriate al volto e agli arti, veniva accompagnata all’ospedale di Monterotondo dove veniva medicata e giudicata guaribile in 10 giorni, s.c..

Immediate le ricerche dei Carabinieri che, sulla base dei connotati forniti dalla donna, in un locale in via Piave, rintracciavano il presunto autore della rapina, mentre era intento a bere una birra, trovandolo in possesso   del cellulare rapinato  e di parte del denaro.

L’individuo, identificato per A.S., 35 enne Siriano, in Italia quale rifugiato politico, veniva accompagnato in Caserma per le  ulteriori indagini.

 Dagli accertamenti svolti dai Carabinieri, emergeva che i due si conoscevano ed il vero motivo dell’aggressione non era la rapina, ma una prestazione sessuale che l’uomo voleva avere dalla donna non consenziente.

Per tale motivo, A.S. aveva  costretto M.S a trascorrere con lui, tra Roma e Monterotondo, tutta la giornata. La donna però, per precauzione e tranquillità, aveva portato con se il figlio di anni 3.

Ritornati a Monterotondo, lei era rientrata nell’abitazione quando, verso le ore 01,15 il siriano  iniziava a suonare al citofono. Per non disturbare le altre donne presenti nella casa, M.S. era costretta a scendere e l’uomo la portava nei vicini giardinetti di via dello Stadio ove cercava di avere un rapporto sessuale. La donna iniziava a gridare e A.S., dopo averla colpita con pugni e calci, la rapinava della borsa.

Alla luce di quanto emerso, A.S. veniva arrestato per rispondere dei reati di “rapina, lesioni e atti persecutori” e trasferito nel carcere di Roma Rebibbia, a disposizione della Magistratura di Tivoli. 

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