Roma

Carabinieri e Polizia arrestano gli autori di tre omicidi e di tre “gambizzazioni” a colpi d’arma da fuoco avvenuti tra il 2013 ed 2014 – VIDEO

autoradio cc psFatta piena luce su tre omicidi tre gambizzazioni.
Roma, 5 marzo – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma e gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di tre omicidi e tre gambizzazioni, fatti di sangue commessi a Roma e provincia nel 2013 e nel 2014.
La misura cautelare si basa sui riscontri investigativi acquisiti sulle dichiarazioni auto e etero accusatorie rese ai PM della Procura della Repubblica di Roma da Giancarlo Orsini, pluripregiudicato 48enne, romano, che il 15 luglio 2014, fu arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci in esecuzione di un’O.C.C. in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, in quanto ritenuto responsabile dell’omicidio di Roberto Musci [cl. 1980], consumato la mattina del 23.01.2014, all’interno del complesso residenziale “Colle Monastero”, sito in via Giuseppe Lazzati 185 a Roma – Casalotti, ove la vittima risiedeva in regime di arresti domiciliari. L’individuazione dell’orsini quale autore materiale dell’esecuzione del Musci, si basava fra l’altro, sulla prova scientifica acquisita dal RIS dei Carabinieri di Roma, poi confermata in sede di incidente probatorio, che ha consentito di rinvenire su un paio di occhiali sequestrati all’Orsini una traccia di sangue del Musci e di dimostrare che una pistola sequestrata all’indagato era stata utilizzata per commettere l’omicidio.
Dopo l’arresto per l’omicidio Musci, l’Orsini ha avviato un percorso di collaborazione con la Giustizia confessando di essere stato un killer di professione e accusandosi, fra l’altro, di avere partecipato ai seguenti sei efferati delitti contro la persona, e fornendo indicazioni sulle altre persone coinvolte nei gravi fatti di sangue che sono state oggetto di approfonditi riscontri a cura della polizia giudiziaria:
1.       gambizzazione” e successiva rapina in danno di Mirco Maccarinelli, attinto da due colpi d’arma da fuoco ai polpacci, agguato commesso da ignoti in Ardea – Marina di Tor San Lorenzo (RM), alle ore 04.15 circa del 22.06.2013;
2.        “gambizzazione” di Cinzia Pugliese, attinta da un colpo d’arma da fuoco al polpaccio, fatto commesso da ignoti alle ore 20.00 circa del 24.07.2013, in Roma, Piazzale Tosti n. 1, all’interno del centro estetico della vittima;
3.       omicidio in pregiudizio di Federico Di Meo, assassinato con n. 5 colpi d’arma da fuocoalla testa ed al torace, agguato commesso da ignoti alle ore 11.45 circa del 24.09.2013, in Velletri (RM),via Appia Nuova km. 48, mentre la vittima si trovava nelle vicinanze dell’abitazione dei genitori:
4.        omicidioin pregiudizio di Sesto Corvini, assassinato con 5 colpi d’arma da fuoco mentre si trovava alla guida del suo furgone, agguato commesso da ignoti alle ore 08.10 circa del 09.10.2013, in Roma – Casalpalocco, via Nicanore di Alessandria:
5.       tentata rapina con “gambizzazione” in danno di Giulio Morelli, ferito alle gambe con 5 colpi d’arma da fuoco, agguato commesso da ignoti alle ore 21.30 circa del 02.12.2013, in Roma, via Arcidosso 12, nei pressi dell’abitazione della vittima:
6.       omicidio di Roberto Musci, assassinato da un uomo poi identificato per Giancarlo Orsini, con 5 colpi d’arma da fuoco al capo, alle ore 11.15 circa del 23.01.2014 in Roma Casalotti:
A seguito delle dichiarazioni rese dal citato collaboratore di giustizia, la D.D.A. della Procura della Repubblica di Roma ha delegato i relativi riscontri al Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma e, per il solo omicidio di Federico Di Meo, alla Squadra Mobile della Questura di Roma.
1.       La “gambizzazione” di Mirco Maccarinelli.
In data 22.06.2013, alle ore 04:50 circa, Mirco Maccarinelli, 32 enne di Ardea, con precedenti di polizia, veniva ricoverato presso l’Ospedale di Pomezia in quanto ferito con due colpi di arma da fuoco a entrambi i polpacci. L’uomo dichiarava ai Carabinieri del posto di essere stato avvicinato e sparato da un uomo travisato da passamontagna, mentre stava parcheggiando la sua Fiat Panda all’interno del parcheggio condominiale e di essere stato quindi rapinato dell’orologio Rolex Daytona, di un borsello contenente il suo cellulare e dell’autovettura.
Le indagini svolte dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma a riscontro delle dichiarazioni di Giancarlo Orsini, corroborate dagli accertamenti tecnici eseguiti dalla Sezione Balistica del R.I.S. Carabinieri di Roma, hanno consentito di accertare che la rapina denunciata dal Maccarinelli, in realtà, fu una mirata azione intimidatoria, culminata in rapina, attuata materialmente da Giancarlo Orsini su mandato di Andrea Useli, pregiudicato di Torvaianica, il quale intendeva in tal modo acquisire il predominio sul traffico di sostanze stupefacenti nella zona del litorale nord di Roma. Inoltre, nel corso dello scontro a fuoco con il Maccarinelli, l’Orsini riusciva a disarmare l’avversario e a sottrargli una pistola calibro 38.
Le indagini del RIS CC di Roma hanno dimostrato come per il compimento dell’azione delittuosa, l’Orsini utilizzò la stessa pistola calibro 45 poi impiegata per commettere l’omicidio di Sesto Corvini e la “gambizzazione” di Cinzia Pugliese. L’arma era stata consegnata a Giancarlo Orsini dallo stesso Useli, a parziale remunerazione di unlavoro commissionatogli in precedenza. Per il compimento dell’agguato, l’Orsini riceveva dall’Useli una compenso in denaro di 3000 euro.
Gli accertamenti esperiti dai Carabinieri di Roma hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Andrea Useli per i reati di cui agli artt. 110, 582,583, 585 c.p. con l’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203/1991 nella sua duplice formulazione, per avere agito avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bisc.p., utilizzando il metodo mafioso, e per avere operato al fine di consentire al gruppo criminale dell’Useli di acquisire il predominio sul traffico di stupefacenti della zona del litorale nord di Roma.
2.       La “gambizzazione” di Cinzia Pugliese
In data 24.07.2013, alle ore 19.30 circa, Cinzia Pugliese, 61 enne romana, con precedenti di polizia, mentre si trovava all’interno del centro estetico da lei gestito, sito in Piazzale Tosti (quartiere Ardeatino), veniva attinta da un colpo di pistola al polpaccio della gamba destra, esplosogli contro da un ignoto individuo con il volto travisato da un casco integrale. Nella circostanza, la donna non fornì indicazioni utili alle indagini.
In sede di collaborazione, Giancarlo Orsini ha confessato di avere personalmente eseguito l’azione di fuoco in danno della Pugliese, su mandato di Massimiliano Alfano, aliasMazinga,33 enne di Battipaglia ma da tempo stabilitosi a Roma, con precedenti di polizia, che gli consegnò 3.500 € quale compenso per l’esecuzione del delitto.
Gli accertamenti tecnici del R.I.S. CC di Roma hanno consentito di accertare che contro la Pugliese, l’Orsini utilizzò la stessa arma impiegata per la gambizzazione di Mirco Maccarinelli e per l’omicidio di Sesto Corvini.
Le dichiarazioni del collaborante sono state riscontrate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma che hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Massimiliano Alfano quale mandante della gambizzazione per la quale l’uomo è indagato dei reati di cui agli artt. 110, 582,583, 585 c.p., con l’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203/1991, per avere agito avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bisc.p…
3.       L’Omicidio di Federico Di Meo
In data 24.09.2013, alle ore 11.45 circa, a Velletri (RM) in via Appia Nuova Km. 48, un uomo con il volto travisato da casco, qualificatosi come ufficiale giudiziario, sparava cinque colpi di pistola al torace ed alla testa di Federico Di Meo, cagionandone la morte, dandosi poi alla fuga a bordo di un motociclo. Le indagini sul caso furono assunte dalla Squadra Mobile della Questura di Roma.
In sede di collaborazione con la giustizia, Giancarlo Orsini ha confessato di avere personalmente assassinato il Di Meo su mandato di Elvis Demce, 29 enne di origini albanesi, residente a Velletri, il quale in tal modo intendeva rafforzare il suo predominio sulla piazza di spaccio di stupefacenti di Velletri. Per l’organizzazione dell’omicidio, l’Orsini si avvalse del supporto di Carlo Gentile che gli forniva le indicazioni sulle abitudini di vita della vittima e il motociclo e l’arma utilizzate durante l’azione delittuosa.
Il Demce ricompensava Orsini e Gentile per l’esecuzione dell’omicidio con le somme contanti di 17.000 € e 3.000 €.
Le dichiarazioni fornite dall’Orsini hanno consentito di corroborare le indagini già in atto a cura della Squadra Mobile della Questura di Roma sul grave fatto di sangue e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Elvis Demce e Carlo Gentile per la violazione degli artt. 110, 575, 577 c.p. con l’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203/1991 nella sua duplice formulazione, per avere agito avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bisc.p., utilizzando il metodo mafioso, e per avere operato al fine di consentire a Elvis Demce di acquisire il predominio sulla piazza di spaccio di Velletri.
Infatti, dalle attività tecniche poste in essere era emerso che il Demce veniva indicato come mandante dell’omicidio, malgrado sin dagli inizi si è avuta difficoltà nel cercare di ricostruire quanto accaduto ele motivazioni per cui il Di Meo fosse stato ammazzato a causa della reticenza dei testi che nel tempo venivano ascoltati, trovandosi di fronte ad un “muro di gomma” dovuto alla pericolosità del Demce, riconosciutagli diffusamente da tutte le persone interpellate, alcune delle quali avevano repentinamente abbandonato il territorio nazionale al fine di non essere escusse in merito a quanto accaduto.
4.       L’Omicidio di Sesto Corvini
In data 09.10.2013, alle ore 08:40 circa, in località Casalpalocco, via Nicanore di Alessandria altezza civico n. 9, due operai rinvenivano il cadavere di Sesto Corvini riverso al posto di guida del suo furgone e attinto da diversi colpi da arma da fuoco.
Le indagini sull’agguato ad opera di ignoti, furono assunte dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Ostia che acquisì rilevanti indizi circa il coinvolgimento di Giancarlo Orsini nell’episodio delittuoso. Nel frattempo l’Orsini era stato arrestato dai Carabinieri di via in Selci per l’omicidio Musci.
In sede di collaborazione con la Giustizia, Giancarlo Orsini ha confessato di avere partecipato all’omicidio avendo accompagnato sul luogo del delitto Carlo Gentile che materialmente eseguì l’azione di fuoco che portò al decesso del Corvini.
Il mandato di assassinare il Corvini fu impartito da Massimiliano Prosperi, 47enne romano il quale a sua volta lo aveva ricevuto da terze persone non note e che consegnò a Gentile e Orsini 25.000 € a titolo di compenso per l’omicidio, disposto per non meglio chiariti dissidi di natura economica.
Le indagini scientifiche svolte dalla Sezione Balistica del R.I.S. CC di Roma hanno consentito di stabile che l’omicidio Corvini è stato commesso con la medesima pistola calibro 45 GAP, utilizzata da Giancarlo Orsini per compiere le gambizzazionidi Mirco Maccarinelli e Cinzia Pugliese.
Le indagini di riscontro eseguite dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Carlo Gentile e Massimiliano Prosperi per la violazione degli artt. 110, 575, 577 c.p.
5.       La tentata rapina con “gambizzazione” di Giulio Morelli
Il 02.12.2013, alle 21.30 circa, a Roma in via Arcidosso 12, due sconosciuti, travisati e armati di pistola e taglierino, ferivano alle gambe Giulio Morelli, titolare di un’attività di vendita di alimenti della zona, mediante l’esplosione di cinque colpi d’arma da fuoco. La vittima riferiva che mentre stava rincasando dal lavoro, era stato avvicinato dai due individui in prossimità del portone d’ingresso del proprio condominio, i quali gli avevano intimato di consegnare l’incasso della giornata.
A seguito del suo rifiuto, il malvivente armato di pistola lo colpiva alla fronte con il calcio della pistola ed esplodeva nei suoi confronti cinque colpi d’arma da fuoco, attingendolo agli arti inferiori, per poi darsi a precipitosa fuga unitamente al suo complice che, nel frattempo, aveva provocato la caduta dalle scale della moglie del Morelli.
In sede di collaborazione con la Giustizia Giancarlo Orsini ha confessato di avere commesso il tentativo di rapina in concorso con Massimiliano Leoni, 46enne del Trullo; in particolare, la rapina era stata organizzata dal Leoni, mentre l’Orsini eseguì l’azione di fuoco contro la vittima.
Gli accertamenti tecnici compiuti dalle Sezioni Balistica e Biologia del R.I.S. Carabinieri di Roma, hanno consentito di individuare il DNA del Massimiliano Leoni su un taglierino usato per la rapina e abbandonato sulla scena del crimine e di riscontrare che i colpi che hanno attinto Morelli furono  esplosi da una pistola Glock 9×21, sequestrata a Giancarlo Orsini dai Carabinieri di Montespaccato in data 12.03.2014.
Le indagini sulla vicenda, eseguite dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Massimiliano Leoni per la violazione degli artt. 56 e 628 c.p.,582, 583 n.1, 576 nr.1 e 61 nr.2 oltre alla detenzione illegale dell’arma da fuoco.
6.       L’Omicidio di Roberto Musci
Il 23 gennaio 2014, Roberto Musci, che si trovava agli arresti domiciliari in una villetta sita in un complesso residenziale di via Lazzati a Roma Casalotti, fu assassinato a colpi di pistola da un individuo sconosciuto, travisato con un casco integrale e occhiali da sole il quale, presentatosi come ufficiale giudiziario, lo aveva attirato fuori di casa per poi freddarlo in strada con 6 colpi sparati in rapida successione alla testa e al torace. Il killer si era poi allontanato a bordo di uno scooter YamahaXcity,con cui era giunto sul posto.
Sebbene l’omicidio fosse avvenuto in assenza di testimoni, la scena veniva ripresa da una telecamera nascosta che il Musci aveva installato all’esterno dell’ abitazione, le cui immagini, seppure non utili per l’identificazione del sicario, ne documentano la notevole freddezza e la rapidità di esecuzione dell’azione di fuoco, tipiche di un killer professionista. Tali  efferate modalità di esecuzione dell’agguato e ilcurriculumcriminale della vittima inducevano sin da subito ad inquadrare il grave fatto di sangue come un regolamento di conti maturato in contesti di malavita organizzata.
Le indagini sull’omicidio registravano una svolta significativa nel marzo 2014, grazie all’arresto di Massimiliano Leoni, 46enne del Trullo, sorpreso a commettere una rapina in un supermercato con uno scooter YamahaXcity risultato rubato alcuni mesi prima. Tale dato veniva sviluppato dai Carabinieri di via in Selci, in quanto si trattava dell’unico scooter di quel modello denunciato rubato in Roma negli ultimi tempi e pertanto poteva trattarsi dello stesso mezzo utilizzato per l’omicidio Musci.
Tale approfondimento portava all’individuazione di Giancarlo Orsini, soggetto che in passato era stato controllato con Leoni e che nel marzo 2014 era stato arrestato dai Carabinieri di Monte Spaccato, in quanto trovato in possesso di due pistole semiautomatiche e vario munizionamento.
Orsini veniva quindi sottoposto ad un ulteriore perquisizione domiciliare nel corso della quale, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci gli sequestravano materiale vario, tra cui numerosi occhiali da sole. Le armi e il materiale sequestrato all’Orsini sono stati quindi sottoposti ad accertamenti tecnici nei laboratori del RIS dei Carabinieri di Roma, ove sono state rinvenute due tracce biologiche appartenenti a Roberto Musci su una pistola Taurus cal. 9 e su un paio di occhiali da sole.
Tale dato consente di sostenere che l’arma e gli occhiali in questione siano stati utilizzati dall’autore dell’omicidio che, avendo sparato a distanza ravvicinata, si è evidentemente sporcato con il sangue della vittima.
Le risultanze del RIS, sono state poi confermate nel corso di un incidente probatorio richiesto dall’indagato e disposto dal competente GIP. A seguito dei riscontri acquisiti, nel luglio 2014, Giancarlo Orsini veniva arrestato dai Carabinieri di via in Selci per l’omicidio di Roberto Musci.
In sede di collaborazione con la giustizia, l’Orsini ha ammesso di avere materialmente assassinato il Roberto Musci, riferendo che l’omicidio gli era stato commissionato da Massimiliano Leoni che intendeva, in tal modo, prevenire una possibile azione omicidiaria nei suoi confronti ad opera del Roberto Musci stesso, il quale lo riteneva coinvolto nell’omicidio di suo fratello, Musci Marco, avvenuto a Roma, quartiere Trullo, il 25.05.2009.
I riscontri acquisiti dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Massimiliano Leoni per la violazione degli artt. 110, 575, 577 c.p. con l’aggravante di cui all’art. 7 della legge 203/1991 nella sua duplice formulazione, per avere agito avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bisc.p., per aver utilizzato il metodo mafioso.
Nel corso della notte i Carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Ostia hanno arrestato Andrea Useli, Massimiliano Prosperi e Massimiliano Leoni (già detenuto per altra causa) e i poliziotti della Squadra Mobile di Roma hanno arrestato Elvis Demce. Sono al momento irreperibili Carlo Gentile e Massimiliano Alfano. Sono state inoltre eseguite numerose perquisizioni a carico di soggetti collegati con gli indagati.
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