Cronaca

La Corte d’Appello ribalta la sentenza del gup e assolve il tabaccaio

Venezia Corte AppelloNel 2012 uccise il ladro che stava rubando.

Roma, 14 marzo 2017 – Il 25 aprile del 2012, F.B., tabaccaio di Civè di Correzzola (Padova) venne svegliato nella notte dai rumori provocati da 4 ladri che stavano saccheggiando  la sua tabaccheria, caricando i tabacchi su un’auto rubata una settimana prima. L’uomo sparò e colpì  un 20enne ladro moldavo che morì subito dopo. Un complice è stato arrestato. Gli altri due mai identificati.
Il 28 gennaio 2016, nonostante la pubblica accusa avesse chiesto l’assoluzione per legittima difesa,  il Gup di Padova aveva condannato il tabaccaio per eccesso di legittima difesa, infliggendogli una pena  a due anni e otto mesi di carcere nonchè al pagamento di un risarcimento di 225 mila euro a favore della madre e 100 mila a favore della sorella del morto.
 
Nacque una querelle con il Vescovo di Chioggia che, come ha espressamente chiarito,  da uomo criticò la severità della sentenza, scrivendo «Mi permetta un’ironia, signora giudice: quello che non era riuscito forse a rubare il ladro da vivo, glielo ha dato il giudice, completando il furto alla famiglia, un bel vitalizio ottenuto per i suoi familiari, con l’incidente accadutogli nel suo “lavoro di ladro”!» Dall’altra, le dichiarazioni del referente per il Veneto dell’Anm, che non ha escluso la possibilità di querelare il presule, per le sue dichiarazioni.
 
Ieri, la terza sezione Corte d’Appello di Venezia, accogliendo sia la richiesta del difensore avv. Luigi Martellato che del sostituto procuratore generale della Corte d’Appello,  hanno assolto F.B..
 
Quasi che, prima di difendersi e difendere il frutto di una vita del proprio lavoro, la vittima deve chiedere al suo carnefice quali sono le sue reali intenzioni e poi, dopo essere stato rassicurato delle loro intenzioni criminali, proporzionare la difesa all’offesa. Ovviamente, è da escludere da parte dei delinquenti, lo scontro uno a uno. La proporzione, per il nostro legislatore (non sono i giudici a fare queste strane leggi!) e falsi buonisti se riguardano gli altri,  vale solo nella difesa e non nell’offesa…
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