
La telenovela legata al possibile clamoroso ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio si arricchisce di un capitolo, riaccendendo improvvisamente le flebili speranze dei tifosi azzurri. Con l’avvicinarsi del calcio d’inizio del torneo, la federazione dell’Iran si trova ad affrontare una pesantissima crisi interna e diplomatica che rischia di compromettere definitivamente la sua partecipazione. La nazionale di Teheran ha stabilito il proprio quartier generale temporaneo a Istanbul, in Turchia, nel tentativo disperato di risolvere le gravissime problematiche logistiche e burocratiche sorte con i paesi ospitanti, ma la situazione sta precipitando.
Italia ai Mondiali di Calcio
Italia ai Mondiali e guerra: cosa c’entra
Il nodo è rappresentato dal rigido muro diplomatico eretto dagli Stati Uniti. L’amministrazione americana ha infatti negato i visti d’ingresso a numerosi membri della delegazione iraniana, tra cui calciatori chiave e componenti dello staff tecnico. Senza i documenti ufficiali per l’espatrio e l’ingresso negli USA, la squadra si trova nell’impossibilità fisica di raggiungere le sedi di gara e disputare i match in programma. Questo “schiaffo di Trump” ha congelato la preparazione e costretto i dirigenti asiatici a un vertice d’urgenza a Istanbul con i massimi rappresentanti della FIFA per cercare una mediazione diplomatica che, al momento, appare quanto mai complessa. Teheran ha lanciato un ultimatum, fissando la data del 20 maggio come termine ultimo e decisivo per sbloccare la situazione.
C’è pure il caso Azmoun: quale legame con l’Italia ai Mondiali
A complicare ulteriormente il quadro, spaccando lo spogliatoio e l’ambiente a pochi giorni dal debutto, è scoppiato un clamoroso caso interno che coinvolge la stella più lucente della squadra: Sardar Azmoun. L’attaccante è stato ufficialmente escluso dai convocati per i Mondiali con l’infamante accusa di “tradimento”. Le ragioni esatte del provvedimento riflettono profonde divergenze politiche e personali con il regime e i vertici della federazione calcistica locale. Questa epurazione eccellente priva la nazionale del suo punto di riferimento offensivo, destabilizzando l’intero gruppo squadra e riducendo ai minimi termini il morale dei giocatori bloccati in Turchia.
Niente visto? Situazione tesa per l’Iran
Se l’Iran non dovesse ottenere i visti mancanti entro l’ultimatum stabilito o decidesse di ritirarsi per protesta contro le sanzioni e le restrizioni americane, la FIFA si troverebbe costretta a decretare l’esclusione della compagine asiatica. In quel caso, il posto vacante verrebbe riassegnato d’ufficio e i vertici di Zurigo potrebbero guardare proprio all’Italia. La FIGC e i tifosi azzurri seguono l’evoluzione del meeting di Istanbul con il fiato sospeso: sebbene le regole FIFA non garantiscano un ripescaggio automatico in base al ranking, l’appeal commerciale e la storia calcistica della Nazionale italiana rappresentano la carta più forte sul tavolo del Comitato organizzatore. Per non parlare del business colossale che l’Italia al Mondiale di calcio genera. Ci sono tv che hanno speso un patrimonio in diritti, e ora si ritrovano senza la Nazionale azzurra. Probabilità che il sogno si avveri? Meno dell’1%.
