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Golf car a Roma: sicurezza stradale, vietato scherzare

La Regione Lazio vuole trovare una soluzione al problema della golf car a Roma: ma esiste davvero una via d’uscita?

Golf car protagoniste della mobilità a Roma: spesso usate dagli hotel e dalle agenzie di viaggio, questi quadricicli elettrici scarrozzano i turisti. Navette che operano in virtù do anomale e discutibili a deroghe o interpretazioni particolari del Codice della Strada.

Siccome da tempo si parla di problemi in merito alla sicurezza stradale di tali mezzi, allora la Regione Lazio cerca una soluzione. Quale? Forse, una stretta normativa per regolamentarne la circolazione.

Golf car a Roma: occhio alle conseguenze dei sinistri

Il primo problema è l’incolumità di passeggeri e guidatore in caso di incidente: i mezzi non offrono certo la protezione data dal Noleggio con Conducente Uber e dai tax.

Il secondo guaio è che a Roma già circola una quantità abnorme di bus turistici, auto, monopattini elettrici e bici elettriche. Il Governo sta cercando di regolamentare i monopattini, fonte di grande caos. Cui si somma la confusione creata dalle navette elettriche, che viaggiano in corsie preferenziali o in zone stracolme di pedoni.

Zero portiere rigide né airbag, nessuna struttura di rinforzo laterale. Appena i sanpietrini si fanno sentire, le debolezze delle golf car emergono.

Navette: fenomeno esploso in mano

Il fenomeno delle golf car è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, ma si scontra oggi con un vuoto normativo a livello nazionale che lascia spazio a zone d’ombra giuridiche e a un utilizzo spesso incontrollato di questi veicoli leggeri sulle strade della Capitale.

Il fulcro della criticità risiede nella facilità con cui gli operatori economici possono avviare l’attività. Attualmente, per iniziare il servizio di trasporto turistico con le golf car, è sufficiente la presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Le istanze vengono ripresentate ciclicamente, finendo per sovraccaricare gli uffici comunali e consentendo di fatto a chiunque di operare sul territorio.

Per uscire da questa situazione di stallo, l’amministrazione regionale guarda con interesse a quanto fatto da altre realtà italiane. La Toscana ha rappresentato un apripista in tal senso, emanando una legge specifica. Sulla falsariga di quel modello, l’intenzione del Lazio è quella di impostare un percorso condiviso attraverso un tavolo di consultazione che coinvolga tutte le categorie interessate, dai rappresentanti degli NCC (Uber) e dei tassisti, fino agli albergatori e alle agenzie di viaggio.

L’accelerazione impressa dall’esecutivo regionale risponde alla necessità di tempi rapidi. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, avrebbe infatti l’intenzione di inserire le nuove disposizioni direttamente all’interno della prossima legge di bilancio regionale, la cui approvazione è fissata entro la scadenza del 31 luglio. Resta tuttavia da capire se la futura norma riuscirà a trovare un equilibrio tra le esigenze della mobilità urbana, la sicurezza stradale e le istanze degli operatori turistici.

Infine, attenzione alle licenze

Senza considerare un punto chiave: operatori NCC Uber e tassisti sono professionisti totali, perché hanno studiato a fondo per conseguire il CAP KB e l’iscrizione a ruolo dopo esami duri. Perché mai i conducenti delle golf car non devono avere quei requisiti?

Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. Divulgatore. La mia carriera giornalistica è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto sul portale newsauto.it e successivamente nella sfera più ampia dell'attualità.