Rugby

RUGBY: Torneo delle Sei Nazioni 2021. Scozia – Italia

L'ultima di Franco Smith?

Roma, 19 marzo 2021 – Domani pomeriggio alle ore 15,15 italiane la Nazionale Italiana di rugby affronterà allo Stadio Murrayfield di Edinburgo la Scozia, nella partita conclusiva del Torneo delle Sei Nazioni 2021.

Sfida che è anche la prima dell’era del nuovo Presidente federale Marzio Innocenzi nonchè, tutto lascia pensare, anche l’ultima del CT Franco Smith.

Come purtroppo, è risaputo, gli azzurri arrivano da una striscia di 31 sconfitte consecutive.

Fortunatamente si tratta di una sequenza negativa che riguarda soltanto il Torneo delle Sei Nazioni, non l’intera storia del rugby italiano a partire dal 2015.

In altri contesti, l’Italia ha vinto numerose volte, battendo anche corazzate quali il Sud Africa, che alla ultima Coppa del Mondo in Giappone ha conquistato il titolo iridato.

Non bisogna dimenticare che le cinque nazioni che l’Italia è chiamata ad affrontare nel trofeo europeo rappresentano la crema del rugby mondiale.

Inghilterra, Francia, Galles, Scozia ed Irlanda sono potenze ovali da sempre.

Il prestigioso Torneo ogni anno viene televisto a tutte le latitudini, secondo solo ai Giochi Olimpici.

Ciò premesso, al di là delle strisce e dei Cucchiai di legno guadagnati dall’Italia che non devono sorprendere più di tanto, è perfettamente umano e normale che l’Italia le prenda nel Regno Unito ed in Francia.

Non è, invece, accettabile che prenda legnate clamorose come è accaduto in queste due stagioni di Pandemia rugbystica.

Perdere sì, ma non partendo con l’handicap della gestione avventata della Nazionale da parte del CT, il sudafricano Franco Smith approdato in Italia come giocatore a Treviso, poi allenatore quindi dell’Italrugby dopo i Mondiali Giapponesi.

In uno sport che richiede esperienza e maturità il Signor Smith ha avuto la pretesa sperimentale di mandare allo sbaraglio nel Torneo, un’ammucchiata di imberbi ragazzini talentuosi che hanno inevitabilmente condotto a zero l’immagine del movimento.

Quella di domani è la prima partita che gli azzurri disputano sotto l’egida della nuova dirigenza uscita dalle recentissime elezioni del 6 marzo – lo stesso giorno della batosta 7-48 subita a Roma dal Galles. 

Il neo Presidente Marzio Innocenti – livornese già capitano azzurro e leader del Petrarca di Padova – ha immediatamente messo mano alla rivoluzione tecnica dell’ambiente.

Come primo atto ha liquidato, con tatto, l’inamovibile Responsabile Tecnico FIR, Franco Ascione, nominando ad Interim nel suo ruolo, Daniele Pacini brillante tecnico federale.

A pochi giorni dalla trasferta ad Edimburgo, Innocenti certamente non poteva tirar fuori dal cilindro un nuovo Capo Allenatore.

Però ha reso pubblico quali siano i suoi principi sulla problematica: in primo luogo più controllo italiano sulla impostazione politica della gestione operativa.

Insomma: che i tecnici non se ne vadano per conto proprio, a cominciare dalle due franchigie professionistiche federali di Parma e Treviso.

Secondo: occhi ai costi perchè il soldi federali servono alle strutture ed al rilancio delle basi periferiche e dei campionati.

Il problema più grosso per il Neo Presidente – toscano affermatosi rugbisticamente in veneto – sorge dai soldi impegnati per 4 anni nel contratto con Franco Smith, che lo lega fino a dopo i Mondiali francesi del 2023.

Non appaiono cifre che Innocenti sembrerebbe disposto a sprecare senza una contropartita. Per giunta abbinati all’ingaggio di un nuovo Capo Allenatore.

È più facile immaginare che il Presidente pensi di varare una sorta di doppia responsabilità condivisa fra Smith e Pacini, entrambi ottimi tecnici, dopo essere stati ottimi rugbisti nazionali.

Al di là della smania di voler stupire il mondo con affrettati ringiovanimenti, Franco Smith è un eccezionale allenatore di campo. Quella sua “ipotesi” di Italrugby, in propensione offensiva,
ha mostrato momenti di grande fluidità ed intensità.

Con un consigliere tecnico vicino accettato e la volontà di entrambi di collaborare, Smith e Pacini potrebbero realizzare una inedita accoppiata assolutamente valida.

I costi sarebbero decisamente contenuti visto che entrambi sono già sotto contratto con la Federugby.

Chissà che Innocenti non ci stia pensando seriamente?

Intanto per domani Smith ha varato una squadra assomigliante molto a quella contro il Galles dal primo minuto, pescando nella rosa dei convocati un XV che – fosse un tanto più esperto – potrebbe dire la sua ; aggiornato con qualche cambio dovuto a problematiche fisiche, come la sostituzione dell’estremo Trulla con Padovani (entrambi validi).

Di natura più tecnico-strategica, il cambio come centro trequarti di Canna con Mori (per ragioni di difesa) e di Sisi con Federico Ruzza in seconda linea.

In questo caso, ufficialmente per via di una contusione. In pratica per la scarsa mobilità difensiva dovuta alla propria conformazione atletica.

Al contrario il padovano Ruzza dispone di statura per saltare e mobilità da terza linea.

In realtà il problema numero uno di questo XV – a prescindere dall’esperienza – è quello della terza linea dove appare insostituibile il trio che ha disputato gli ultimi Mondiali: Parisse, Steyn e Polledri.

Infortuni tengono lontani ancora gli ultimi due, mentre Parisse è “dimenticato” e vincente a Tolosa, per raggiungi limiti di età sostituito da un fenomeno come Michele Lamaro che di anni ne ha la metà. Ma …..

Prepararsi ad una nuova batosta?

Assolutamente no. La Scozia ha molti limiti. L’abbiamo battuta ripetutamente anche a Murrayfield (ma non negli ultimi 5 anni).

È reduce da una vittoria a Firenze nella Autumn Cup a novembre (17-28).

All’inizio di questo Sei Nazioni la Scozia è riuscita nella storica impresa di sconfiggere l’lnghilterra a Twickenam (7-11).

Poi a raffreddare gli animi, è arrivato prima il rinvio del match contro la Francia per Covid quindi la doppia sconfitta casalinga in extremis contro Galles ed Irlanda.

Contro gli azzurri sta cambiando 7 giocatori. È in formazione sperimentale contro l’Italia. La snobba e potrebbe pagarla.

Potrebbe perciò accadere di tutto. È consigliabile non perdersi la partita in TV su DMAX ore 15.15 italiane.

In caso di vittoria, il destino di Franco Smith potrebbe prendere una direzione diversa. Perciò si tifi tutti per lui!

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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