Tematiche etico-sociali

Scherzi da Papa

papa francesco aereoOrmai  ci dobbiamo abituare:  non ci lascerà mai  tranquilli questo singolare Personaggio.  Come giustamente nota  “La Croce” sin dal suo primo numero in edicola, ci vuole sorprendere,  darci un pizzicotto, un “koan” (direbbe un buddista),  evidentemente al fine di scuoterci dal nostro torpore.  E bene sia, se questo serve  a risvegliare le menti di un occidente opulento e bolso. L ‘ultima, inutile dirlo, è la sparata sulla procreazione, che ha creato tanto scalpore, fatta, neanche a dirlo, sull’ aereo. Inevitabili gli strascichi mediatici, essendo Egli il personaggio mediatico, forse, ora,  più grande al mondo.  E qui è il punto. Fermo restando che Egli ha il pieno diritto  ed, in molti casi, il dovere di una netta  e chiara presa di posizione su tutti gli argomenti che possono riguardare la “salus animarum”, alla cui tutela la Chiesa intera (ed, ovviamente, il suo capo )  è preposta, spesso sembra che dimentichi, per così dire, di porre attenzione  al tempo  ed al luogo delle sue esternazioni. Nel viaggio di ritorno dalle Filippine, il Nostro si è lanciato in affermazioni  ed esortazioni che interrogano i credenti e non su temi profondamente privati e pervasivi della sfera intima della persona che Egli desume dalla dottrina cattolica.  Benvenuto , allora, chi viene nel nome del Signore? Ma certo, anzi, grazie assai che almeno c’è qualcuno che ha il coraggio di parlar chiaro anche alla gente comune, senza il linguaggio curiale e paludato di certi alti prelati.  Però, però, ci sono alcuni  però …ed  il primo  è questo.
Perché per  temi così delicati  e  profondi, in grado di orientare scelte che valgono la vita, propria e d’ altrui, il simpatico Pontefice trova sempre l‘ispirazione  quando è in aereo? E’ un pezzo che ce lo chiediamo. L’altro ieri ci ha parlato del numero ideale dei figli e giù le polemiche, le interpretazioni, i distinguo, le smentite, le rettifiche, chiacchiere (inutili) a non finire. Poco prima, aveva detto, guarda caso sempre in aereo, che qualcuno ti dice fije ‘ndrocchia, si deve aspettare un pugno, e transit anche questo.  Qualche tempo fa, sempre sull’ aereo, ci ricordò che Egli non ha il diritto di giudicare  i gay. Accipicchia, che bella sorpresa. Ma che dovere aveva (e chi, peraltro, ne ha, se di questo si deve parlare)  di farlo? Chi e quando mai  e perché si dovrebbe “giudicare “ un essere umano per i suoi gusti o inclinazione sessuali? Lo si giudicherà per il suo  lavoro, per i suoi fatti (o misfatti…) o per tutto quel che si vuole, ma perché lanciarsi senza paracadute in un argomento senza nessuna attinenza con il suo magistero petrino?
Altra volta, sempre in aereo, disse che un Paese aggredito  ha il diritto di difendersi ( ! ) ma non con la forza  (forse con la convinzione?) ed  il Paese aggressore ha (attenzione!)  il diritto ( ! ) di essere fermato. Fummo folgorati da tanto senso logico, ma sorvolammo, tanto per restare in aereo…..
Seconda riflessione. Pur apprezzando il suo essere così anticonvenzionale ed estemporaneo, ci siamo più volte domandati perché, troppo spesso,  dopo l ‘ennesima esternazione, qualcuno (sala stampa vaticana,  portavoce,  portaborse,  giornali,  televisioni ecc.) debbano correre ai ripari  rettificando, aggiustando e ritrattando quello che ha detto, essendo stato percepito in modo distorto dal pubblico. Ci domandiamo il perché di tanta fatica, che potrebbe  essere inutile sol che si avesse la pazienza di incanalare nelle rette vie le sue  (peraltro più volte condivisibili )  opinioni. Può essere che tutto  ciò lo renda simpatico, anzi, spesso ne siamo  convinti, ma forse è  lecito avanzare qualche dubbio sulla correttezza di un tale atteggiamento, che ci appare più da pampero che da capo della cristianità .
Abbiamo letto l’ esortazione apostolica “Evangelii gaudium” e ne abbiamo apprezzato moltissimo i suoi contenuti, specie la netta presa di posizione su alcuni aspetti della liturgia, ad esempio il segno di pace, tramutato, col tempo, quasi in occasione di copula,  come  la smisurata durata di certe omelie, bolsamente ed asetticamente ammannite da troppi celebranti. Fummo folgorati dalle sue prese di posizione, che da troppo tempo fortemente auspicavamo. Abbiamo ascoltato numerose sue omelie a Santa Marta  e ne conserviamo  il ricordo come di vere gemme preziose, in grado di far comprendere la Parola come raramente ci è accaduto. Ma  tutto questo non fa che acuire il nostro  rammarico nell’ assistere ad involontarie esibizioni, gratuite  e, peraltro, troppo spesso manipolabili  (e manipolate) da una stampa non sempre amica. Siamo dispiaciuti nel vedere come le sue comparsate vengano rivestite dall‘implacabile mezzo  televisivo da melenso  e fatuo buonismo, quando occorrerebbe, specie in questo tempo, un’ immagine di forte carisma per affermare la nostra identità cristiana.  Siamo del parere che ciò non possa giovare alla causa della cristianità, specie se tesa ad indebolirne la forza dei suoi principi.
In conclusione, non saremmo certo noi a dare consigli a tanto Personaggio.  Preferiamo, quindi, un low profile e ci rivolgeremo, pertanto, al suo archiatra:  dottore, visti i precedenti, almeno per evitare future gaffe in contesti extraterritoriali, faccia il piacere, prescriva al Santo Padre di non prendere l’ aereo!  Finora, gli è stato sempre fatale! Gli consigli la nave.  Lo faccia per Lui, per noi, per la cristianità , per  questo mondo  e per quell ‘altro.
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