Tematiche etico-sociali

È volato Giuseppe Palagi, classe 1915, ultimo combattente dei Carabinieri Reali Paracadutisti ad Eluet El Asel

Roma, 1 maggio 2020 – È morto a Lammari, Lucca, l’Appuntato dei Carabinieri Reali Paracadutisti Giuseppe Palagi. Un uomo sconosciuto ai più, ma che è un pezzo della storia d’Italia, oltre che dell’Arma dei Carabinieri.
… e se n’è andato, l’ultimo testimone della Battaglia di Eluet El Asel: questa volta non è sceso ma salito in cielo… in silenzio, senza clamore e senza disturbare, eroe anche lui dimenticato ma fiero e custode silenzioso di quel dramma celato nella sua anima di cui malvolentieri ne parlava perché la guerra non può mai essere un bel momento da ricordare.
Giuseppe Palagi rappresenta per me quell’ultimo granello della clessidra sceso giù.
Una clessidra che racchiude la storia del Grande, Immenso, Eroico I° Battaglione Paracadutisti Reali Carabinieri, comandati dal Maggiore Edoardo Alessi, che in terra d’Africa Orientale scrisse con il sangue dei suoi effettivi, la I^ pagina eroica del Paracadutismo Italiano, quando su ordine del Generale Rommel, fermarono l’avanzata inglese per consentire la ritirata alle truppe dell’Asse.

Ricordiamo un passo dell’intervista fattagli insieme ai colleghi Michele Maurino e Salvatore Veltri, ad aprile 2016 nella sua abitazione quando andammo a trovarlo nella sua casa a Lammari dove viveva coccolato dalla famiglia del figlio Giovan Guido e dal nipote Marco.
Ci racconta:Quando abbiamo ricevuto l’ordine di fermare gli inglesi, preparammo le armi e quel poco che avevamo. Sapevamo che avremmo dovuto fermarli per consentire il ripiegamento dei nostri. E lo facemmo. Avevamo preparato anche delle bombe artigianali, fatte con delle scatole di pomodoro piene di esplosivo, un pezzo di legno e una bomba mano”. “Bloccati gli inglesi, costretti ad abbandonare i loro mezzi e fuggire davanti a quello che loro ritenevano un imponente spiegamento di uomini ed avendo già le nostre truppe guadagnato la ritirata, prima di tentare di ripiegare anche il Battaglione Carabinieri Reali Paracadutisti , bisognava distruggere le armi pesanti per non farle cadere integre in mano al nemico. Rimanevano in retroguardia un drappello di Carabinieri Reali, salutati uno per uno, dal Comandante, Maggiore Alessi. Fra quelli rimasti, c’ero anche io. Fu quella, l’ultima volta che lo vidi. I ragazzi sfondarono l’accerchiamento mentre noi portavamo a compimento quest’ultima missione. Un ultimo attacco inglese, decimò il nostro numero. Alcuni colleghi riuscirono comunque a passare le linee nemiche e confondersi con la popolazione. Io ed altri Carabinieri, venimmo fatti prigionieri”.

Gli chiedemmo:Come è stata la prigionia? Vi hanno tolto tutto?“. Un momento di vuoto nei suoi occhi… poi “Si, ci hanno tolto tutto ma GLI ALAMARI NO, QUELLI NON SI SONO AZZARDATI A TOCCARCELI” proseguendo poi “Noi Carabinieri eravamo rispettati. Continuavamo a svolgere la Polizia Militare. Scoprii che in un altro campo di prigionia inglese, ce n’erano cinque, c’era mio fratello. Riuscii a farlo trasferire li dove ero prigioniero io e, nelle nostre schede, scrissero che dovevamo stare insieme”.

Gli allora nemici rispettosi, gli Inglesi, dissero che i Nostri avevano combattuto come Leoni e Giuseppe è stato un vero Leone. E di essere un vero Leone, ce ne diede un’ulteriore prova. In quella circostanza, portammo un quadro che raffigura il T.Col. Edoardo Alessi. Appena scoperta la tela , il già centenario leone Giuseppe fece un sobbalzo e si alzò dalla sedia e salutando militarmente esclamó “il Comandante Alessi!!!” ...dimostrando il mai sopito senso del dovere e rispetto per quell’amato Comandante.
Il I° Battaglione Reali Carabinieri Paracadutisti è ora schierato al completo in cielo. L’ultimo vuoto tra le fila è stato riempito , nessuno lassù aveva fretta ma quel posto era suo… la vita non è eterna mentre lo sarà il Suo ed il Loro ricordo.
Ora quella clessidra ha cessato definitivamente di segnare il tempo e non potrà più essere rigirata ma essa rappresenta e testimonierà per sempre qualcosa di immortale in tutti noi e nelle generazioni future. Grazie ad uomini come Giuseppe Palagi, si può essere orgogliosi e fieri di essere Italiani! Grazie Giuseppe, con il dispiacere più profondo.
Ora allineato e coperto, proteggi i tuoi cari da lassù.

Onori Appuntato Giuseppe Palagi e grazie, grazie per quanto mi hai dato ed hai dato all’Arma dei Carabinieri e all’Italia.

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