L’Arena: leoni contro gladiatori disarmati!

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Roma, 11 gennaio – Nella trasmissione odierna di Rai 1, l’ “Arena”, condotta da Massimo Giletti, si è parlato,  anzi, sparlato, della vicenda  della Polizia Locale di Roma Capitale in relazione al concertone di Capodanno.

Si è trattato dell’ennesimo processo mediatico con la presenza di noti personaggi televisivi tutti contro i Vigili Urbani di Roma (escluso Piero Sansonetti)  e che ha solo visto la presenza di un sindacalista e di un agente incappucciato, perché non autorizzato a parlare dal Comando.

In collegamento esterno, è stato intervistato altro sindacalista il cui discorso è stato interrotto “per la pubblicità”, senza ridargli poi voce.

In studio, invece, ogni volta che Stefano Lulli, sindacalista del Csa Ospol,  provava a spiegare che la versione dei fatti era un’altra, gli veniva tolta la parola, provocando la giusta reazione di un Agente della Polizia Locale la quale gli ha inviato  una email che – in linea con il nostro principio di cercare di rappresentare sempre la verità vera, pubblichiamo:
“Caro Giletti, ho sempre seguito le sue trasmissioni e la reputo una persona molto intelligente, ma oggi non mi è piaciuto il suo modo di gestire la sua trasmissione. Mi presento, mi chiamo Monia Paoloemilio.  Sono iscritta all’albo dei pubblicisti dal 1993 e appartengo alla Polizia Locale di Roma Capitale dall’ottobre del 1999. Oggi nella sua trasmissione non ha concesso spazio al dirigente sindacale perché il suo intento, come quello di tutta la stampa è di infangare la Polizia Locale! Le piace vincere facile? Mi vergogno in questo momento di essere anche pubblicista, perché finora ho difeso i giornalisti dicendo che non è facile scrivere, si ricevono pressioni continue, ma ora come posso difendere chi non fa informazione ma disinformazione? Mi dispiace molto, ma lei e tutti quelli come lei che non vogliono sentire la verità non fanno informazione ma sono alle dipendenze della politica. Non volevo crederci ma è così! La ringrazio se ha letto il mio scritto, se non l’ha letto fino a questo punto non leggerà nemmeno che le dico che vado fiera perché io sono sempre stata libera di scrivere tutto quello che ho ritenuto corretto, soprattutto ho sempre cercato la verità, anche se spesso è la strada in salita! Grazie, Monia”


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