Tematiche etico-sociali

Candeloro Zamperini – Un altro vero Eroe!

Candeloro ZamperiniCandeloro Zamperini, Appuntato dei Carabinieri poco più che trentenne, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

Il 12 maggio 1997, in Merano (Bolzano), libero dal servizio, non in uniforme e disarmato, si trovò occasionalmente presente in una banca nella quale si stava consumando una rapina a mano armata da parte di un malfattore. Senza esitazione, attese la sua uscita per scongiurare pericoli ai danni delle persone presenti nell’istituto di credito, inseguendo il bandito per strada tanto che  raggiuntolo, coraggiosamente, lo bloccò ingaggiando con questi una violenta colluttazione, rimanendo purtroppo mortalmente ferito da un colpo di pistola. Lasciò la moglie e due bambini in tenera età. “……Fulgido esempio di  elette virtu’ militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio…”: così concludeva la motivazione della meritata concessione della “Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria” a questo Eroe positivo di un’ Italia ancor oggi dimentica di chi continua a servirla a tutela dell’ordinamento con fedeltà e gravi rischi personali. Florian Egger, il “Rambo di Lauregno”, com’era soprannominato il delinquente, dopo l’omicidio, si nascose nei boschi intorno a Bolzano ma venne catturato nel luglio dello stesso anno. Condannato a 25 anni di reclusione, grazie all’ultimo vergognoso Indulto del 2006 (Legge che estingue in tutto o in parte la pena, peraltro votata trasversalmente da quasi tutti i partiti delle cosiddette aree di destra e sinistra, che nulla hanno né di destra né di sinistra per nobili principi), usufruì dei benefici di Legge, e quindi del regime di semilibertà. Al riguardo, si impone ora una riflessione, quella che la Politica, allora, nel varo della Legge pro-delinquenti non considerò i danni che sarebbero stati arrecati alla società civile; una Legge, quella, che si aggiungeva ad altre  precedenti, similari per improvvidi intenti, che comunque andò ad incrementare il quadro di altre normative approvate sino ai nostri giorni, con il risultato di depotenziare la lotta alla criminalità, anziché inasprirla. Ma, quel che è più grave, è che la Politica agì ed agisce nel più totale disprezzo delle persone oneste e della generale, conclamata e legittima aspirazione ad uno Stato di Diritto in cui viga la certezza di una pena rieducativa, ma esemplare in quanto a severità da espiare sino all’ultimo giorno. Di quel provvedimento di Legge, non tutti ricordano che determinò la scarcerazione di 26.201 persone (16.158 Italiani e 10.043 stranieri) e, proprio per questo, già a maggio del 2007, un Rapporto del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, firmata dall’allora Capo della Polizia Gianni De Gennaro, mise in subbuglio i palazzi della Politica; nero su bianco, infatti, riportò i dati sulla criminalità antecedente e successiva all’indulto del 2006 e concludeva che: “Nel periodo agosto-ottobre 2006 si è registrato, rispetto all’anno precedente, un incremento di 1.952 rapine e di 28.830 furti”. Ed in virtù di ciò, l’assassino rapinatore, approfittando della semilibertà, si dette ben presto a nuova latitanza sino alla sua provvidenziale cattura dopo sette mesi, in quel di Ostia di Roma. Candeloro Zamperini era “figlio d’arte” in quanto il Padre, un bravo Appuntato dell’Arma, da tempo in congedo e recentemente scomparso, vissuto con il gran dolore del Figlio, prestò servizio alla Stazione Bravetta della Compagnia di Roma Trastevere, comandata negli anni ’70 dall’indimenticato Maresciallo Maggiore Eliggi. A Padova, nella storica Caserma di Prato della Valle, nell’androne di ingresso, sulla tavola marmorea commemorativa dove sono riportati i nomi dei Carabinieri Decorati al Valore di ogni tempo dell’intero Nord-Est d’Italia, figura anche il nome di Candeloro Zamperini, un Eroe della Patria che ha immolato la propria vita, alla stregua degli altri Caduti per un’Italia migliore. Nel concludere, c’è da aggiungere, in linea generale, che quando un rappresentante della Legge, sia esso Carabiniere, Agente di Polizia, Finanziere o Magistrato muore nell’adempimento del proprio dovere, ciò si inserisce nella lunga e continua guerra combattuta tra il bene e il male per l’affermazione della Legge contro la prevaricazione ed il sopruso e per assicurare ai Cittadini il diritto alla Legalità. C’ è da dire che, quella morte, che provoca  gran dolore per la Famiglia per la perdita di un Figlio, di un Padre, di un Marito o anche di un Amico, facendo mancare a quel figlio la tenera carezza del Genitore ed alla moglie la certezza di sicurezza e l’ affetto da parte del marito scomparso, per la Società tutta rappresenta una vera e propria sconfitta dello Stato. Ma sappiamo, ancora, che sebbene persa una battaglia, quella guerra lunga e difficile continuerà nel tempo ma sarà, infine, vinta grazie all’audacia e al leonino coraggio di Combattenti della Legalità come Candeloro Zamperini, un Eroe positivo del mondo d’ oggi, cui necessariamente si dovrà unire il sostegno convinto e partecipe della parte migliore del Popolo d’Italia!

 

 

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