La Grande Guerra non ha Eroi! I protagonisti non sono Re, Imperatori, Generali. Sono Fanti contadini, i nostri nonni. Ma in quella guerra ci furono anche grandi Eroi, pur concordando che non furono Eroi Re, Imperatori e soprattutto Generali (storia a parte l’Alpino Generale Cantore). Sì, Cantore, il mitico Generale Combattente che ha voluto sempre e per primo dare l’esempio; non un Generale comune, un burocrate, a chilometri dal fronte, ma un Comandante di Divisione di intemerata coscienza, audace e presente in prima linea, dove l’osservare, decidere, pagare di persona erano il suo imperativo categorico. Per gli Alpini era un Dio, certamente non minore, che tutto otteneva perché ai suoi Soldati tutto dava, in primis l’esempio. Riuscì a creare, fra Capo e soldati, quella perfetta sintesi di spiriti e di intenti che è premessa di coraggio e quindi di eroismo che portano a sicura vittoria. Fu il primo Generale a morire di ardimento, anche se non l’unico. Citiamo ancora Fulcieri Paulucci Di Calboli, che nella grande guerra è stato l’Eroe italiano più completo e coerente in tutti gli atti di pensiero e azione; l’Eroe formatosi gradatamente con accurata preparazione morale, culturale, di saldo e incrollabile carattere. Fulcieri, il vero Poeta dell’azione, come Gabriele d’Annunzio. ….Si arruolò volontario nel Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo. Sui campi di battaglia visse due tra i maggiori momenti epici della guerra: la maggiore battaglia del Carso e la lotta nel Trentino invaso. Fu spesso esempio per i commilitoni in battaglia, offrendosi di volta in volta, volontario per le missioni pericolose. Durante una di queste riportò ferite che gli causarono un’invalidità permanente. Ancora convalescente tornò al fronte in qualità di ufficiale osservatore e ricevette una terza ferita, maggiore e tremenda, causata da una insidiosa pallottola di shrapnel che gli causerà la paralisi degli arti inferiori. Per quest’azione fu insignito della Medaglia d’Oro al Valore Militare con “motu proprio” del Re. A seguito della disfatta di Caporetto, aderì al Comitato di Azione fra mutilati, invalidi e feriti di guerra, partecipando, sulla carrozzella, all’intensa opera di propaganda svolta per esortare gli italiani alla resistenza. Divenuto Presidente della Sezione di Difesa Patriottica, si dedicò, pur nelle sue gravissime condizioni di salute, a un diuturno impegno propagandistico per tutto il nord Italia. Il 28 febbraio 1919, a soli 26 anni, morì nel sanatorio di Berna, in Svizzera.
Ora, nel rapporto d’amore tra Padri e Figli, sempre esistente, ma vivificato sul campo del valore dell’onore e dell’amor di Patria, vogliamo ricordare … un’ avvincente storia familiare della “Grande Guerra”…. Percorrendo i viali e i gradoni del Cimitero degli Invitti, sul Colle di Sant’Elia a Redipuglia, si incontrano due tombe vicine, che osservandole fanno trasalire. Ci sono le spoglie mortali del Maggiore Giovanni Riva di Villasanta, eroicamente caduto nel 1916 nel Trentino e di suo figlio Alberto, Sottotenente dei Bersaglieri appena diciottenne, Medaglia d’Oro al VM, che cadde al bivio di Paradiso pochi minuti prima della cessazioni delle ostilità, mentre alla testa dei suoi valorosi Bersaglieri con intemerato coraggio inseguiva il nemico in ritirata. La sua gloriosa morte fu esaltata e rievocata anche da Gabriele d’Annunzio il 5 Maggio 1919 all’Augusteo di Roma. Davanti a quelle due tombe avvolte nel silenzio il visitatore sosta e legge una scritta che celebra quell’eroico ragazzo di nome Alberto, Sottotenente diciottenne dei Bersaglieri, e nel leggerla non può non trattenere la commozione. “Guardami il petto, Babbo e dimmi: sei contento? Alberto più che mai tuo Padre ora mi sento! Ma la povera Mamma rimasta così sola? Un’altra Madre, Italia, di noi la riconsola!”
Ma oggi della prima guerra mondiale dobbiamo doverosamente ricordare la fiorente gioventù che vi partecipò. La cronaca militare dell’epoca così la descriveva nell’ordine del giorno firmato dal generale Armando Diaz il 18 novembre 1917: “I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico”. E aggiungeva, immortalandoli per sempre: “Li ho visti i ragazzi del ’99. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora”.
La letteratura ha raccontato, con la penna del Vate della Nuova Italia, il passaggio tremendo di un’intera generazione di adolescenti dalla famiglia alla trincea: “La madre vi ravvivava i capelli, accendeva la lampada dei vostri studi, rimboccava il lenzuolo dei vostri riposi. Eravate ieri fanciulli e ci apparite oggi così grandi!”. Quei grandi fanciulli erano nati l’ultimo anno dell’Ottocento: da qui il loro nome e cognome, “I ragazzi del ‘99”. Fu l’ultima leva di 265 mila italiani chiamati a “resistere, resistere, resistere!” ….decine di migliaia di loro non sono più tornati dal fronte del Nord-est. Un dato certo non esiste, in un conflitto che per l’Italia ha significato seicentomila morti e quasi un milione di feriti, di cui la metà mutilati.
ORA TUTTI IN PIEDI!: ONORE A LORO, ONORE AI NOSTRI MERAVIGLIOSI RAGAZZI DEL ’99, AUTENTICA ARISTOCRAZIA DI VALORE, CORAGGIO, ARDIMENTO E AMOR DI PATRIA DELLA MIGLIORE ITALIA!
Utilizziamo cookie tecnici e di profilazione (anche di partner selezionati) per l'ottimizzazione del sito e la personalizzazione degli annunci. Chiudendo questa informativa prosegui senza accettare. Puoi autorizzare, rifiutare o personalizzare i dati raccolti dal tuo dispositivo attraverso il pannello delle preferenze pubblicitarie e puoi sempre revocare il tuo consenso dal link "Gestisci consenso" in fondo alla pagina.
Utilizziamo cookie tecnici e di profilazione (anche di partner terzi) per annunci e contenuti personalizzati, misurazione delle prestazioni e sviluppo di servizi:
Google Analytics è un servizio di analisi web fornito da Google Ireland Limited (“Google”). Google utilizza i dati personali raccolti per tracciare ed esaminare l’uso di questo sito web, compilare report sulle sue attività e condividerli con gli altri servizi sviluppati da Google. Google può utilizzare i tuoi dati personali per contestualizzare e personalizzare gli annunci del proprio network pubblicitario. Questa integrazione di Google Analytics rende anonimo il tuo indirizzo IP. I dati inviati vengono collezionati per gli scopi di personalizzazione dell'esperienza e il tracciamento statistico. Trovi maggiori informazioni alla pagina "Ulteriori informazioni sulla modalità di trattamento delle informazioni personali da parte di Google".
Google Ad Manager Audience Extension è un servizio di remarketing e behavioral targeting fornito da Google LLC che traccia i visitatori di questo Sito Web e consente a partner pubblicitari selezionati di mostrare ad essi annunci personalizzati all'interno del web.
Google AdSense è un servizio di advertising fornito da Google Ireland Limited. Questo servizio usa il Cookie “Doubleclick” per tracciare l’utilizzo di questo sito ed il comportamento dell’utente in relazione agli annunci pubblicitari, ai prodotti e ai servizi offerti.