Tokio, 4 Luglio 2026 – È partito oggi il Nations Championship, nuovo torneo di World Rugby, dal pomposo slogan “Where emisphere collide” (dove gli emisferi collidono), che evoca movimenti geodinamici da tettonica delle placche.
La nuova formula ingloba i tradizionali test match estivi nel Sud del mondo con quelli autunnali a Nord, in una competizione unica di maggiore attrattiva. Per l’emisfero boreale ci saranno le sei nazioni europee e il Giappone, per quello australe le quattro del The Rugby Championship (Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Sudafrica) e Fiji.
Le prime due fasi prevedono sei incontri per ciascuna squadra. Tre a luglio per le Southern Emisphere Series tra Asia, Oceania, Sudamerica e Africa. Altrettanti a novembre, per le Northern Emisphere Series in Europa. Le due serie determineranno classifiche separate, distinte rispettivamente per gli Emisferi Nord e Sud. La fase conclusiva si terrà a Londra, nel Finals Weekend del 27-28-29 Novembre.
Ci saranno sei confronti omologhi tra le selezioni posizionatesi dal 6° al 1° posto delle due rispettive graduatorie, da cui uscirà il piazzamento finale, dalla 12a alla 1a posizione. Tutte le partite si disputeranno nello stadio di Twickenham, con la finale assoluta domenica 29 novembre in cui le capolista si contenderanno il trofeo. In questo mese di Luglio, l’Italia di spostamenti ne dovrà fare molti e lunghi in aereo, tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia.
La prima tappa a Tokyo non è andata bene.
La partita di apertura ha visto oggi il Giappone (tra le 12 partecipanti, è quella più in basso di tutte nel ranking mondiale) prevalere nettamente per 27- 10.
Tre le mete nipponiche, contro una sola azzurra marcata da Nacho Brex dopo pochi minuti; nessun punto segnato dall’Italia nella ripresa. Quello che sembrava un inizio in discesa, si è invece rivelato un impegno complicato, in cui i giapponesi hanno prevalso nettamente per condizione fisica, reattività, iniziativa, possesso e gestione di palla e dominio territoriale.
Nel quadro negativo, solo un paio di note positive. Il debutto più che convincente di Malik Faissal all’ala destra, efficace nelle conquiste aeree della palla. E il ritorno ufficiale in azzurro di Sergio Parisse, ora come membro dello staff tecnico, quasi sette anni dopo la sua ultima partita proprio in Giappone nella Coppa del Mondo 2019.
Sabato prossimo 11 Luglio a Wellington ci sarà NUOVA ZELANDA- ITALIA (calcio d’inizio ore 17:10 locali, le 7:10 del mattino da noi).
Infine, sabato 18 Luglio a Perth AUSTRALIA- ITALIA (calcio d’inizio ore 18:10 locali, le 12:10 del mattino da noi).
Per completezza di informazione rammentiamo che le avversarie d’autunno saranno in sequenza Sudafrica (7/11), Argentina (14/11) e Fiji (21/11). Ne riparleremo a tempo debito.
Tabellino: GIAPPONE 27 – ITALIA 10 (parziale 17-10)
Marcatori: Primo tempo: 4’ m. Brex tr. Garbisi (I); 10’ m. Dearns tr. Matsunaga (G); 16’ m. e tr. Matsunaga (G); 24’ cp. Matsunaga (G); 43’ cp. Garbisi (I). Secondo tempo: 46’ m. Gunter tr. Matsunaga (G); 66’ cp. Matsunaga (G).
Italia: Pani; Faissal, Brex, Menoncello, Ioane; P. Garbisi, Varney; Cannone, Lamaro (capitano), Ortombin; Zambonin, N. Cannone; Riccioni, Di Bartolomeo, Fischetti. A disposizione: Lucchesi, Spagnolo, Hasa, Favretto, Vintcent, Fusco, Marin, Allan. CT: Gonzalo Quesada.
Giappone: Matsunaga; Ueda, Riley, Hirose, Ishida; Ito, Saito; Cornelsen, Shimokawa, Gunter; Dearns (capitano), Hockings; Takeuchi, Harada, Okabe. A disposizione: Era, Otsuka, Tamefusa, Stolberg, Leitch, Costley, Kamimura, Green. CT: Neal Hatley.
Arbitro: Nic Berry (Australia)
Player of the match: Ben Gunter (Giappone)
(immagine: federugby.it)
