Spettacolo

Roma – La 72ª stagione della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti)

Frost martin clarinettoDal Medioevo alla musica elettronica
Roma, 19 settembre – Dopo 72 anni di presenza nei cartelloni romani, la IUC ha cavalcato tutti i generi musicali, abbattendo muri fra epoche storiche e loro specifici linguaggi, illuminando le nicchie più elitarie, rivelando tutti i tipi di musica, i generi, introducendo all’attenzione brani prima assenti dalle sale da concerto come il jazz, anche se l’interesse primario resta la musica classica, base di partenza della conoscenza musicale. La vocazione di questa preziosa e storica Istituzione è sempre la promozione dei giovani interpreti e la formazione del giovane pubblico, cui sono riservati speciali serie di concerti. Per loro si aprono a ventaglio le possibilità di ascolto sollecitato dalla qualità degli spettacoli proposti e un palcoscenico meno ingessato dove esibirsi in mezzo all’entusiasmo di giovani che richiama artisti di grande livello.
Come dimostra l’apertura della stagione, affidata al clarinettista svedese Martin Fröst, un virtuoso dalla musicalità travolgente che suscita ammirazione nel mondo e che a Roma giunge ad inaugurare l’11 ottobre la serie dei concerti del martedì, insieme a una delle migliori orchestre da camera europee, la Amsterdam Sinfonietta. Fröst non conosce confini tra i vari generi musicali, suona con le più prestigiose orchestre così come con gruppi folk e spesso collabora con compositori, coreografi e registi, dando vita a performance che vanno oltre il tradizionale formato del concerto classico. All’Aula Magna si presenta con un programma dal classico al klezmer, che ricalca in parte il suo più recente cd, Roots.
Anche l’inaugurazione degli incontri del sabato, il 15 ottobre, è all’insegna dell’eccellenza, a dare il via sarà infatti  Pinchas Zukerman, uno dei più insigni violinisti dei nostri giorni, che da quattro decenni meraviglia il pubblico con il livello altissimo delle sue esecuzioni, caratterizzate da tecnica infallibile e stile nobile ed elegante, premiate da due vittorie ai Grammy Awards. Torna a Roma dopo molti anni, insieme alla Camerata Salzburg, un’altra orchestra da camera famosa a livello mondiale. Naturalmente al centro del loro concerto è la musica del più celebre figlio di Salisburgo, protagonista anche del terzo appuntamento della stagione, intitolato “Mittente: Wolfgang Amadé Mozart”. In questo spettacolo di musica e parole, Tullio Solenghi guiderà il pubblico nel mondo di uno dei più inafferrabili geni della storia della musica, leggendo con la sua sapiente ironia e la sua prorompente personalità alcune delle più significative lettere di Mozart, che offrono una vera istantanea della vita privata del compositore, colto nella sua intimità. Alle espressioni colorite e anche triviali, che abbondano in tali lettere, si alternerà con uno spiazzante contrasto l’esecuzione da parte del Trio d’Archi di Firenze di uno degli ultimi sublimi capolavori di Mozart, il Trio K 563.
Questi gli spettacoli preludio dei concerti-evento che si aprono a ventaglio su una panoramica varia e articolata sulla scena musicale contemporanea. Il pubblico, nelle due giornate delle esibizioni, martedì e sabato, potrà trasvolare le melodie medievali bizantine, fermandosi ad ascoltare i più grandi virtuosi attuali, come oltre a Pinchas Zukerman, il flautista Emmanuel Pahud, la tromba di Sergej Nakariakov, la viola di Yuri Bashmet, la chitarra di Pepe Romero, il violoncello di Mario Brunello e la fisarmonica di Richard Galliano. Si ascolteranno anche tre grandi virtuosi del pianoforte di tre continenti diversi e alcuni dei migliori esponenti delle varie generazioni di pianisti italiani. Inoltre una selezione di eccellenti orchestre da camera d’Europa e d’America.
Non mancano interessanti e preziose proposte come il ciclo di concerti dedicato agli ultimi anni di Schubert e una Maratona Bartók con i sei Quartetti eseguiti in un unico pomeriggio, ma verranno proposti anche nuovi tipi di performance. Anche la musica contemporanea avrà il suo importante ruolo. Quest’anno sono nove i compositori viventi in programma all’Aula Magna: Steve Reich, György Kurtág, Alexander Campkin, Nico Muhly, Andrew Lloyd Webber, Enrico Pieranunzi, Silvia Colasanti, Salvatore Sciarrino e Richard Galliano. A novembre l’omaggio a Steve Reich per i suoi ottant’anni, con un concerto interamente dedicato all’esecuzione da parte dell’Ensemble Ars Ludi di Drumming, una delle sue composizioni più note e importanti, che non viene eseguita a Roma nella sua versione integrale dal 1993. È considerata l’opera che diede inizio al minimalismo e per afferrarne tutta la portata è illuminante un approccio che abbracci l’arte minimalista nella sua interezza e che di conseguenza non prescinda dall’elemento visuale. Quindi l’esecuzione di Drumming sarà immersa in un ambiente creato con le tecniche del videomapping sulle pareti dell’Aula Magna:   una prima assoluta, mentre è una prima romana “Mahler Remixed”, un concerto-spettacolo con Christian Fennesz, live electronics e chitarra, che dà un contributo alla riconsiderazione dell’opera di Mahler, dissezionando le sue composizioni, per ricomporle con i mezzi e il sound dell’elaborazione elettronica, creando qualcosa di completamente nuovo e irriconoscibile, che apparentemente non ha più nulla in comune con l’originale. Non una dissacrazione ma il riconoscimento della modernità di Mahler. Alla performance sono abbinate le immagini di Lillevan, ben noto artista visuale, cofondatore del gruppo berlinese Rechenzentrum. 

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