Spettacolo

Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Si conclude “Luglio suona bene” con un bilancio di 77.000 spettatori

luglio suona beneSognare il suono e l’immagine

…e per finire spettacolo per il nuovo pubblico dell’Accademia, quello accuratamente allevato dal sovrintendente Michele Dall’Ongaro, musicista e manager con il talento di scoprire nuove linfe per la sua ricca stagione. Perché questo pubblico entusiasta, che si approccia spesso per la prima volta ad un’orchestra sinfonica, e la compagine ceciliana è considerata tra le dieci migliori del mondo, che non teme di sottolineare con applausi e urletti da stadio momenti musicali di valenza fondamentale che imporrebbero assoluto silenzio e interrompere rumorosamente persino la cadenza per il violino dell’ormai celebre David Garrett. Questo pubblico che, malgrado gli avvisi diffusi a inizio spettacolo, continua a registrare con cellulari che sono come lucciole nel buio intorno, sotto la fascinazione delle imprescindibili offerte dell’Accademia, vuole esserci. Molto semplicemente. Vuole sedere qui, in questo luglio rovente, e stringere tra le mani i suoi titoli, parte di quei 77.000 biglietti venduti per la programmazione della Cavea del Parco della Musica per questa stagione/mese “luglio suona bene”. Successo senza aloni. E allora, anche un pensiero per i più giovani o anche per coloro che hanno conservato una gioventù di emozioni e la voglia di giocare con il fantastico meraviglioso che offre il cinema. Un maxi schermo si prepara a inondare di sogni tutto intorno, mentre l’orchestra al gran completo si appresta alla kermesse. Ed ecco la serata dedicata a John Williams, newyorkese classe 1932, l’eccelso che ha creato un sodalizio artistico straordinariamente fertile con Steven Spielberg dando vita musicale ai personaggi che l’immaginario del grande regista ha fatto diventare creature amiche del mondo intero. Un sodalizio perfetto, fatto di fusione tra suono e immagine, tanto che riesce difficile comprendere quale dei due linguaggi è più presente nella memoria. E’ il fascino del cinema. Così, sotto il comune denominatore di suoni perfettamente scelti ad illustrare i fotogrammi, scorrono le atmosfere arcaiche e quasi pre-umane, i verdi grumosi e totali del “Jurassic Park” con i suoi dinosauri giganteschi che si sollevano sulle gambe sottili e brucano i cespugli più alti e teneri di una flora ancora pre-storica. Ma c’è anche il terrore che corre sull’acqua nell’occhio gelido di uno squalo assassino. C’è la spiaggia affollata e le gambe saettanti che interrompono il movimento per diventare cibo. Quando uscì sugli schermi, nel lontano 1975, “The Shark” sconsigliò molte caute persone di introdursi in mare oltre i primi trenta centimetri d’acqua, ponendo curiosi problemi ai pesciolini nati a ridosso della spiaggia, che invece delle mollichine di pane e briciole di biscottini trovavano un mare senza alimenti insoliti. E che dire delle magnifiche immagini, delle foto significative di “War Horse”, film del 2011, che ricorda le prodezze di un magnifico stallone inebriato dal suo gioco di guerra.

Ma, ancor più scatenante è la suite messa a punto dallo stesso Williams con brani dei successi di Indiana Jones. Ed ecco i temi più famosi, da Swashbuckler (The Adventure of Mutt) a The Cristal Spell, a A whirl through Academie, a The Raiders March”.

Il cinema è gioco, ironia, ma anche commozione, la stessa che sa suscitare la pagina musicale di “Schindler’s List”, film del 1993, con Spielberg che vuole pagare un tributo alle sofferenze e alla speranza degli ebrei nel campo di concentramento. Allora la musica del ghetto di Cracovia, nell’inverno 1941, si coniuga con il tema del film.

Due grandissimi attori offrono il loro straordinario talento nel film “Hook- Capitan Uncino” del 1991, Robin Williams che con tutto il gioco, l’allegria e la spensierata ironia possibili, ridà vita a Peter Pan, il fanciullo senza ombra, quello che vive tra Kensington Park e la sua magnifica Neverland, l’isola che non c’è, re di quel magico nel luogo ”che sta fra il sogno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando” e dove, confessa Trilli, la farfallina/lucciola inondata di luce propria, lei lo amerà per sempre. Nemico di Peter è il temibile Capitan Uncino, rimasto ossessionato da quel mastodonte di un coccodrillo che fece spuntino con il suo braccio sviluppando in lui una sterminata ferocia. Chi meglio di Dustin Hoffmann per renderne tutta la grottesca, esagerata, rabbiosa figura?

Un grande spazio è lasciato nella scelta dei brani a momenti delle colonne sonore dei film di fantascienza, particolarmente cari a Spielberg. Ed allora, ecco il catastrofico “La guerra dei mondi” del 2005 con un dinamico, valoroso Tom Cruise, ed ecco la poesia pura di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”(1977), dove compaiono i grigi e le sottili e ieratiche creature incolori provenienti da un futuro fissato nella nebulosa della nostra immaginazione, ed ecco ancora, il travolgente “E.T. L’extra-terrestre” (1982) con l’esserino dolcissimo e patetico creato da Carlo Rambaldi che continua a frequentare gli schermi televisivi con inesausto successo dopo avere colonizzato il mondo intero dal grande schermo: E’ il momento finale dello spettacolo, che ha incluso anche le musiche per “The Terminal” (2004), il kafkiano personaggio costretto per motivi burocratici a vivere nel limbo di un aeroporto, interpretato da uno spettacolare Tom Hanks, Anche due bis per il pubblico in standing ovation, “Munich – A prayer for peace” e la più celebre colonna sonora di Star Trek.

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