Spettacolo

Accademia Nazionale di S. Cecilia –  Ciaikovskij e Mahler per Long Yu e Khatia Buniatishvili

Sogno e passione

Due debutti al Parco della Musica. Nel salutare il suo pubblico estivo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha proposto uno spettacolo con due autori e due brani famosissimi, affidandoli al direttore cinese Long Yu e alla pianista georgiana Khatia Buniatishvili, due eccellenze della musica mondiale.

Ciaikovskij e Mahler per Long Yu e Khatia Buniatishvili al Parco della Musica – Yu, direttore artistico del Beijing Music Festival e della China Philharmonic Orchestra, è noto per una sfolgorante carriera internazionale che lo ha portato a dirigere le più importanti compagini musicali del mondo, a cominciare dalle grandi orchestre statunitensi, ma anche molte orchestre europee. È un artista di temperamento, di grande foga che travasa poi in una lettura intensa  dell’autore proposto, ricercandone minuziosamente ogni caratteristica e palesandola al pubblico. Perciò la sua lettura del “Titano” di Mahler si riappropria dei moti tormentati dell’anima del direttore compositore boemo che proprio in quel 1888 viveva una stagione di amore senza speranze per la moglie del nipote di Carl Maria von Weber. L’opera era stata ideata come ‘Poema sinfonico in due parti’, su ispirazione di una novella di Jean Paul Richter dal titolo ‘Titan’. Nel primo tempo campeggiava un tono agreste che esaltava le voci della Natura, i richiami dei corni di caccia, il verso del cuculo, con quell’incipit che conduce all’esposizione del tema principale, derivato da una canzone popolaresca: ‘Me ne andavo stamane per i prati’, già inserito cinque anni prima nella composizione liederistica ‘Lieder eines fahrenden Gesellen’ (Canti di un giovinetto errante). Assimilati nella Sinfonia, i due movimenti si innestano nella seconda parte  che Mahler volle chiamare ‘La commedia umana’  dove, assieme alla rielaborazione della celebre canzone per bambini ‘Frère Jacques’ (San Martino Campanaro), si impone un tema di marcia che si dilata fino ad una costruzione vasta e complessa con una timbrica originalissima. È una marcia funebre ispirata a ‘Il funerale del cacciatore’, una illustrazione di un libro per l’infanzia celebre nel mondo tedesco che mostra gli animali del bosco che seguono cantando e danzando la bara del cacciatore. Nel Finale ‘tempestosamente mosso’, dopo un ritorno dei suoni della Natura, si esalta un linguaggio ricco di cromatismi con una sintesi trionfale di tutti i temi che si erano ascoltati durante i 50 minuti dell’opera, che rispecchiano l’interesse del compositore che amava ‘contaminare’ la musica colta con apporto della musica popolare: marce, canzoni di strada, brani popolari e popolareggianti, danze.

Ciaikovskij e Mahler per Long Yu e Khatia Buniatishvili al Parco della Musica  – L’ingresso di Khatia Buniatishvili sul palcoscenico della Sala ‘Santa Cecilia’ del Parco della musica (approntato con rara efficienza quando  un temporale imprevisto con secchiate d’acqua impietose ha costretto l’ampia platea della cavea a trovarvi riparo), è stato di quelli che atteggiano ad “Oh” di meraviglia le bocche di molti spettatori. Una bellissima ragazza bruna, dalle curve mozzafiato evidenziate da una toilette tutta d’oro con tagli opportuni a rimarcare un corpo tonico ed elegante, oscillante su stiletti da quindici centimetri, si è  lanciata con poderosi accordi sulla tastiera, impadronendosi da protagonista del celebre tema e delle sue elaborazioni del ‘Concerto n.1 in si bemolle minore per pianoforte orchestra’ di Ciaikovskij dando vita alle sue grandiose figurazioni virtuosistiche, mentre l’orchestra diventa un semplice accompagnamento con pizzicato. Quest’incipit grandioso, si sa, è il timbro privilegiato nel passaporto delle esecuzioni, quello che ti apre le porte del mondo. Così la bella e brava Khatia subito emoziona e conquista il pubblico romano e le numerose rappresentanze diplomatiche presenti. La fascinazione perdura nel secondo movimento ‘Andantino semplice’ dove il gioco orchestrale si snoda lungo le sinuosità soavi di un sognante lirismo per avviarsi poi nel Prestissimo ad un gioco di rimandi fra strumento solista e orchestra nel quale si avvertono echi di una canzone popolare francese che lo portano poi alla esplosione dell’ ‘Allegro con fuoco’ del rondò del terzo movimento finale. Al pubblico inesausto di applausi, deliziato dal suo pianismo spettacolare, dalla intensità e velocità virtuosistica di esecuzione, la Buniatishvili ha regalato due bis attesissimi.

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