Spettacolo

Teatro Argentina- Ritratto di una Capitale, un affresco di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri

ritratto capitale locandinaRoma dall’alba alla notte

Roma, 19 dicembre – Valerio Magrelli, Fausto Paravidino, Roberto Scarpetti, Elena Stancanelli, Daniele Timpano/Elvira Frosini e Mariolina Venezia insieme  per raccontare “Sei scene di una giornata a Roma” nel progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri “Ritratto di una Capitale” che per la regia dello stesso Arcuri sarà possibile vedere al Teatro Argentina dal 22 dicembre fino al 3 gennaio.

Si tratta di un grande affresco creativo che scosse ed entusiasmò la città lo scorso autunno e che riappare in formato tascabile. Le sei scene sono un polittico teatrale che è stato quasi un “manifesto” politico e d’arte della Roma di oggi e che ha segnato la stagione 2014/2015. Una creazione collettiva a più mani affidata a una geografia di talenti, sensibilità, intelligenze, per un “ritratto” che conserva anche i modi dell’epica, della poesia e della trasfigurazione, fra invettive di rabbia e dichiarazioni d’amore.

Ad alternarsi sul palcoscenico una piccola folla di interpreti: da Milena Vukotic e Lorenzo Lavia a Pieraldo Girotto, Lucia Mascino e Filippo Nigro; da Fabrizio Parenti e Josafat Vagni a Sandro Lombardi e Roberto Latini; dalla coppia Timpano/Frosini ad Anna Bonaiuto e Roberto De Francesco. Oltre alla regia, un set virtuale di Luca Brinchi, Roberta Zanardo/Santasangre e Daniele Spanò, e la colonna sonora dei Mokadelic completano lo staff tecnico e artistico.

Per una volta sul palcoscenico è ritratta un’intera città, la Capitale, osservata nella sua complessità e nella sua deriva: un progetto plurale e multidisciplinare – spiega il direttore Antonio Calbi–, la condivisione di un processo di lavoro e di composizione comune. Per un mese il Teatro Argentina era occupato in ogni suo angolo dagli artisti in prova. Quell’entusiasmo, quella dedizione, quella generosità, si sono riversate nello spettacolo finale e il pubblico lo ha avvertito e lo ha applaudito. Immagino altri polittici teatrali – continua il direttore – penso per esempio ad un “Ritratto d’Italia” con 20 tasselli da altrettante regioni; ad una “Sinfonia d’Europa” con “Cartoline teatrali” inviate a Roma dalle Capitali dell’Unione Europea; e infine ad una “Sinfonia del Mondo” che componga in una creazione davvero unica e mai sperimentata 24 “scene” di altrettanti punti del Pianeta. Perché il teatro diventi esperienza sociale,  bene comune, come atto politico”.

Il polittico si apre sulla pièce di Valerio Magrelli: “L’Arcispedale, quando si fa l’alba, un incontro fra due generazioni, due modi di vita che si incontrano per caso. Lorenzo Lavia, un tossico trentenne, agitato, dalla parlata fortemente romanesca, incrocia la propria esperienza di vita con quella di Milena Vukotic, un’anziana signora, settantenne, molto curata,  in  un’ora piuttosto insolita le 4 del mattino, in  un luogo particolare come l’astenteria dell’Ospedale di Santo Spirito in Roma. Sotto le fredde luci al neon, negli ambienti di fronte al Pronto Soccorso, il mondo asettico dell’ambulatorio accoglie un traffico ininterrotto, un travaso di storie, basato sul contrasto, insindacabile e spaventoso, fra sani e malati.

La piaga endemica che tormenta Roma e fa esplodere romanità a confronto in un vero pasticciaccio è quella narrata in “Flaminia Bloccata di Fausto Paravidino,con Pieraldo Girotto, Lucia Mascino e Filippo Nigro. In un incrocio deserto di notte, delle auto sono coinvolte e bloccate in un incidente, durante il quale vengono fuori le più bizzarre proposte di soluzioni per risolvere il problema (o per complicarlo ancora di più) , tra alticce sensualità sciorinate, gratuite violenze e cinismo spietato. Ma poi arriva l’alba e tutto ricomincia, come se niente fosse stato.

Roma Est”di Roberto Scarpetti, con Lucia Mascino, Fabrizio Parenti e Josafat Vagni, porta in scena un litigio per futili motivi, lo scontro tra una donna romena e un ragazzo romano. Un confronto teso, tra insulti e reazioni istintive, uno scoppio d’ira per un nonnulla, come avviene spesso per il traffico, per una spinta su un autobus affollato, per un semplice sguardo di troppo. In questo caso, però, il ragazzo non si ferma agli insulti e supera il limite del rispetto, della convivenza sociale, della civiltà.

È un incontro impossibile quello che si realizza con “Angeli caca cazzi” di Elena Stancanelli: un omaggio a Victor Cavallo, poeta attore voce di una Roma sgangherata e geniale, e Leroy Johnson, il ballerino di  “Saranno Famosi, che venne qui a finire di perdersi, ubriaco e tossico per le strade del centro. Sandro Lombardi e Roberto Latini parlano delle uniche cose di cui si può parlare: l’amore, la morte.Sono davvero Victor e Leroy? ”Se sai danzare come un angelo e scrivere da commuovere i sassi, la tua ultima preoccupazione, sono sicura, è l’identità”.

“Alla Città Morta. Prima Epistola ai Romani” di e con Daniele Timpano e Elvira Frosini mostra un uomo e una donna, due cittadini della città eterna, forse vivi, forse morti, forse spettri, che parlano da sotto le macerie di Roma. Hanno letto sul giornale che l’Italia riparte, e dunque che Roma, la città aperta, riparte, riapre. Decidono svogliatamente di uscire dalle macerie, dal torpore dei loro buchi squallidi, dimenticati, e forse comodi, per fare un discorso alla città morta. Un’invettiva finale sullo stato della città.

Odioroma di Mariolina Venezia è il racconto di una donna, Anna Bonaiuto, al primo colloquio con uno psicanalista, Roberto De Francesco, per parlare del crescente disagio che prova nei confronti della città dove vive da tempo: Roma. La vista delle sue rovine, ultimamente, la destabilizza e la turba. Un’immaginazione guidata nelle viscere stratificate dell’Urbe farà emergere sogni infranti e insospettate macerie esistenziali, fino a capovolgere le prospettive, svelandole il messaggio che la città le sta mandando.

 

 

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