Notizie

Social network: i minorenni sfondano il muro di protezione digitale

Più della metà delle funzioni di sicurezza per minori su Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube è inefficace o assente

Social network: il muro di protezione digitale costruito attorno ai minori sta crollando. Le barriere di sicurezza pubblicizzate dalle principali piattaforme social per tutelare i più giovani presentano falle strutturali drammatiche.

A lanciare l’allarme è un recente e dettagliato studio condotto dai ricercatori della New York University e della Northeastern University, pubblicato da Heat Initiative e dal Cybersafety Research Center. I dati emersi sono impietosi: oltre il 50% delle funzionalità di salvaguardia implementate su Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube risulta del tutto inefficace.

Test sul campo far social e minori

Per giungere a queste conclusioni, gli studiosi hanno simulato scenari reali attraverso la creazione di account fittizi riconducibili a bambini, adolescenti e adulti malintenzionati. I risultati dei test hanno evidenziato criticità sistemiche. Molte delle opzioni di tutela pubblicizzate dalle aziende tecnologiche si sono rivelate introvabili all’interno dei complessi menu delle impostazioni sulla privacy, non conformi alle promesse o, in diversi casi, completamente assenti.

La ricerca documenta violazioni dirette dei protocolli di sicurezza. Su Snapchat, i profili adulti sono riusciti a cercare e contattare gli account dei bambini senza alcuna restrizione. Su Instagram, un utente adolescente ha potuto inviare messaggi diretti a un adulto non seguito senza ricevere alcun avviso di rischio. Non meno preoccupante la situazione su TikTok, dove l’algoritmo ha suggerito chiavi di ricerca correlate ai disturbi alimentari e all’anoressia proprio a profili di utenti minorenni.

I social non ci stanno e protestano

Nonostante le multinazionali del comparto Tech abbiano parzialmente contestato le metodologie della ricerca, esperimenti indipendenti condotti dal New York Times hanno replicato e confermato le medesime vulnerabilità. Lo studio dimostra che l’attuale impianto di protezione è insufficiente. Senza interventi strutturali sugli algoritmi e verifiche rigorose, le tutele sbandierate dai giganti del web rischiano di rimanere una fragile facciata ideata per aggirare le pressioni normative, lasciando milioni di adolescenti esposti ai pericoli della rete.

Le idee dell’Unione Europea per gli under 18 “attaccati” allo smartphone

Di fronte alla vulnerabilità dei minori online, l’Unione Europea si sta muovendo con il Digital Services Act (DSA), la normativa sui servizi digitali entrata in vigore per contrastare i rischi sistemici delle grandi piattaforme.

Il DSA impone ai giganti del web (come TikTok, Instagram e YouTube) obblighi strettissimi: il divieto assoluto di profilazione dei minori a scopi pubblicitari, la trasparenza degli algoritmi e l’adozione di misure rigorose contro la diffusione di contenuti tossici o legati al cyberbullismo. La Commissione Europea ha già avviato indagini formali contro diverse piattaforme proprio per verificare l’efficacia dei loro sistemi di verifica dell’età e il potenziale effetto di dipendenza comportamentale generato dagli algoritmi sui più giovani.

In parallelo, l’UE promuove la strategia “Internet migliore per i ragazzi” (BIK+), volta a standardizzare sistemi di identificazione dell’età che siano efficaci ma rispettosi della privacy. L’obiettivo di Bruxelles è costringere le multinazionali tecnologiche a modificare il design stesso delle loro app (il cosiddetto safety by design). Se le aziende non si adegueranno o falliranno nel proteggere i minorenni, il DSA prevede sanzioni pesantissime, con multe che possono raggiungere il 6% del fatturato globale annuo della società inadempiente.

Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. Divulgatore. La mia carriera giornalistica è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto sul portale newsauto.it e successivamente nella sfera più ampia dell'attualità.