
Il prossimo 22 e 23 marzo, l’Italia è chiamata a esprimersi su una delle riforme più incisive degli ultimi decenni: la riorganizzazione dell’ordinamento giurisdizionale. Non si tratta di una consultazione abrogativa, ma di un referendum costituzionale confermativo ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione.
Questo dettaglio tecnico ha una ricaduta pratica enorme: non è necessario il raggiungimento di un quorum. A differenza dei referendum sui temi sociali (come caccia o trivelle), dove deve votare il 50% più uno degli aventi diritto, qui vince chi ottiene un voto in più. Se resti a casa, lasci che siano gli altri a decidere il futuro della magistratura italiana.
- Referendum Giustizia: separazione delle carriere
- L'istituzione della Corte Disciplinare
- L'impatto sul cittadino
- Come si vota, SI o NO
- Le ragioni del Sì: verso una giustizia "terza" e responsabile
- Le ragioni del No: la difesa dell'indipendenza e dell'unità
- Votare No, conseguenze
- Votare SI, cosa cambia
- La scheda elettorale, il fac-simile della scheda di voto
- Orari apertura seggi
- Agevolazioni di viaggio per le elezioni 2026
- Dati Affluenza e risultati votazioni
E’ IMPORTANTE LEGGERE LA MODIFICA COSTITUZIONALE PRIMA DI ANDARE A VOTARE, PER CONOSCERE REALMENTE LA MATERIA E NON PER QUELLO CHE E’ DIVENTATO UNO SCONTRO POLITICO
Referendum Giustizia: separazione delle carriere
Il testo approvato dal Parlamento e ora sottoposto al giudizio popolare si muove su due direttrici principali che mirano a modificare profondamente l’architettura del potere giudiziario. Storicamente, in Italia, un magistrato può passare nel corso della vita professionale dal ruolo di Pubblico Ministero (chi accusa) a quello di Giudice (chi decide in modo imparziale). La riforma propone di rendere queste due carriere nettamente distinte sin dall’ingresso in magistratura.
- Perché Sì: i sostenitori affermano che questo garantisca la “terzietà” del giudice. Un giudice non dovrebbe avere la stessa “cultura professionale” o appartenere alla stessa associazione di categoria di chi sostiene l’accusa, per evitare una percezione di squilibrio a danno della difesa.
- Perché No: i critici sostengono che separare le carriere isoli il Pubblico Ministero, rischiando di spingerlo verso una mentalità puramente “poliziesca” o, nel lungo periodo, di portarlo sotto il controllo dell’Esecutivo, rompendo l’unità della magistratura prevista dai padri costituenti.
L’istituzione della Corte Disciplinare
Oggi, le sanzioni per i magistrati che commettono errori o illeciti professionali sono decise dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La riforma introduce la Corte Disciplinare, un organo esterno e specifico per giudicare l’operato dei magistrati. L’obiettivo dichiarato è sottrarre il giudizio disciplinare alle dinamiche delle “correnti” interne alla magistratura, garantendo che chi sbaglia venga giudicato da un organo terzo e non solo dai propri colleghi.
L’impatto sul cittadino
Perché questa riforma dovrebbe interessarti? Anche se non hai processi in corso, la qualità della giustizia determina la tenuta democratica e l’attrattività economica del Paese. Una giustizia percepita come più imparziale potrebbe rassicurare investitori e cittadini; di contro, una magistratura meno autonoma potrebbe essere meno efficace nel contrastare i reati della pubblica amministrazione.
Come si vota, SI o NO
Il cittadino riceverà una scheda verde. Il quesito chiede se si approva il testo della legge costituzionale.
- Votando SÌ, si confermano le modifiche: le carriere verranno separate e nascerà la Corte Disciplinare.
- Votando NO, si boccia la riforma: il sistema attuale (carriera unica e sanzioni affidate solo al CSM) resterà invariato.
La scheda sarà di colore verde e il voto si svolgerà domenica 22 marzo (7-23) e lunedì 23 marzo (7-15).
Le ragioni del Sì: verso una giustizia “terza” e responsabile
Chi sostiene la riforma punta a scardinare quello che definisce un sistema troppo autoreferenziale. Il pilastro del “Sì” è la separazione delle carriere tra magistratura inquirente (i Pubblici Ministeri) e magistratura giudicante (i Giudici). Secondo i fautori del cambiamento, non è ammissibile che chi accusa e chi giudica appartenga allo stesso corpo professionale, partecipi alle stesse correnti associative e possa scambiarsi i ruoli durante la carriera.
L’obiettivo è l’attuazione piena dell’articolo 111 della Costituzione sulla “terzietà” del giudice: il magistrato che decide deve essere un arbitro assolutamente equidistante tra l’accusa (il PM) e la difesa. Inoltre, l’istituzione di una Corte Disciplinare esterna al CSM servirebbe a garantire che i magistrati che commettono errori professionali o illeciti vengano giudicati da un organo tecnico e non dai propri colleghi, superando così il rischio di “corporativismo” o protezione reciproca tra toghe.
Le ragioni del No: la difesa dell’indipendenza e dell’unità
Sul fronte opposto, chi si oppone alla riforma vede nel progetto un serio pericolo per l’equilibrio dei poteri. Il timore principale è che separare le carriere isoli il Pubblico Ministero, recidendo il suo legame con la “cultura della giurisdizione”. Secondo il fronte del “No”, se il PM smette di avere la stessa formazione e sensibilità del giudice, finirà inevitabilmente per trasformarsi in un “super-poliziotto” ossessionato dal risultato dell’accusa piuttosto che dalla ricerca della verità.
C’è poi il rischio politico: molti giuristi temono che un corpo di Pubblici Ministeri separato dal resto della magistratura finisca, nel tempo, sotto il controllo del Ministero della Giustizia e quindi del Governo, perdendo l’indipendenza necessaria per indagare sui reati della politica o dei poteri forti. Riguardo alla Corte Disciplinare, i critici sostengono che sia un organo punitivo volto a intimidire i magistrati più indipendenti, alterando la serenità necessaria per esercitare la funzione giudiziaria.
Votare No, conseguenze
Con il NO, si avanzano ipotesi (quindi non certezze o per usare il termine giuridico ‘Prove’) sulla futura eventuale dipendenza del PM dalla politica, cosa che certo non avviene in nessuno dei tanti Stati dove tale riforma è realtà, lasciando che siano le correnti a continuare a decidere le responsabilità di coloro che sbagliano e gli avanzamenti di carriere, lasciando il dubbio che le valutazioni siano fatte di accordi fra le correnti, cioè iscrizione.
Votare SI, cosa cambia
Con il SI, come spiegano altri valenti Magistrati in servizio e non più, responsabilità disciplinari e di carriera, avverranno sempre con la valutazione di Magistrati che riuniscono i requisiti e quindi persone qualificate, ma con metodo di sorteggio, escludendo così l’ipotesi che siano unicamente le correnti a decidere. Il che, dovrebbe essere molto più democratico.
La scheda elettorale, il fac-simile della scheda di voto
La scheda elettorale di colore verde sarà consegnata agli elettori in occasione del referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare“.
Il testo inserito nella scheda elettorale:
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Orari apertura seggi
I seggi saranno aperti nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì 23 marzo 2026, dalle ore 7 alle ore 15.
Agevolazioni di viaggio per le elezioni 2026
Per favorire l’esercizio del voto, sono previsti sconti e rimborsi significativi per gli elettori che devono rientrare nel proprio comune di residenza. Ecco il dettaglio delle riduzioni disponibili:
🚆 Trasporto Ferroviario
Le principali compagnie (Trenitalia, Italo e Trenord) offrono sconti fino al 70% sul prezzo base del biglietto. Le agevolazioni sono valide per i viaggi effettuati in un arco temporale ampio, tra il 13 marzo e il 2 aprile.
🚢 Trasporto Marittimo e ✈️ Aereo
- Via mare: previste riduzioni del 60% sulle tariffe ordinarie con diverse compagnie di navigazione.
- Via aria: ITA Airways propone un bonus di 40 euro sui voli nazionali di andata e ritorno.
🚗 Autostrade e residenti all’estero
- Pedaggi: i residenti all’estero godono dell’esenzione totale dal pedaggio autostradale su tutta la rete nazionale.
- Rimborsi extra: gli elettori residenti in Stati privi di convenzioni per il voto per corrispondenza hanno diritto a un rimborso del 75% del costo del biglietto.
Dati Affluenza e risultati votazioni
I dati su affluenza e risultati del referendum saranno disponibili online su Eligendo, il portale delle elezioni del Ministero dell’Interno, e sull’app Eligendo Mobile.
