Politica

Un prezioso regalo alla lega di Salvini

Roma, 22 febbraio 2019 – Il risultato del referendum “Online” tra gli iscritti al Movimento 5 Stelle, si sta rivelando un vero e proprio regalo alla Lega di Salvini con ripercussioni pesanti anche sulla governabilità del Paese.
Il capo politico dei “Grillini”, Di Maio, ha mostrato, nella circostanza, i limiti della sua lungimiranza perché, oltre a perdere la propria credibilità riguardo l’autorizzazione a procedere contro un membro del Parlamento, richiesta dalla Magistratura, ha fatto esplodere l’opposizione interna, con grave pregiudizio per la tenuta del proprio elettorato
Non cerchiamo certo di colpevolizzare nessuno, perché sul sistema adottato non c’è nulla da eccepire dal momento che vengono salvaguardati i principi costituzionali e rappresenta un notevole passo in avanti nella modernizzazione delle idee, già in atto tra le democrazie moderne e progressiste e. quindi, volenti o nolenti dobbiamo far proprie per stare al passo coi tempi.
È chiaro a tutti che tra i due vice Premier non c’è quasi nulla in comune se non il desiderio di battersi per il mantenimento del potere ed aumentarne il consenso degli elettori specie di quelli che disertano sistematicamente le urne disgustati dai cosiddetti “mestieranti della politica” e dai cosiddetti “voltagabbana,“ che pullulano un po’ dappertutto pronti a cambiare casacca solo per conservare la propria poltrona.
Questa scelta ha creato un vero e proprio putiferio che ha coinvolto persino il fondatore del Movimento, Grillo, il quale ha pesantemente ironizzato persino sulla stesura del quesito sottoposto ai propri elettori, suscitando reazioni diverse e contrapposte.
Alla fine hanno prevalso i contrari al processo Salvini con un secco 59%, ma il malcontento continua ad imperversare e si ha la netta sensazione che nelle prossime tornate elettorali potrà succedere di tutto e di più.
Contestualmente cresce anche l’imbarazzo di Salvini perché non può sperare di conquistare la maggioranza assoluta e quindi, in caso di rottura con Di Maio (o chi per esso), dovrà cercarsi nuovi alleati ritornando all’ovile del Centro-Destra, dal quale non si è mai staccato formalmente, oppure a quanto resta dello stesso Movimento e del Partito Democratico, entrambi strade difficili e rischiose.
Infatti, non si tratta di una decisione per scegliere l’amministratore di un condominio, ma come e con chi governare l’Italia.

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