Politica

Monta ancora la rabbia per le perduranti sperequazioni sociali

renzi padoanRoma, 13 dicembre – Sappiamo tutti che il Premier Renzi è stato catapultato nell’agone politico nazionale, senza essersi mai sottoposto al giudizio ed al voto del popolo sovrano, ma non per questo si registrano querelle di illegittimità perché il tutto è previsto dalla carta costituzionale.

Fin dal suo insediamento a Palazzo Chigi, l’abbiamo sempre sostenuto quanto più possibile, convinti, com’eravamo, che rappresentava il “meno peggio” di quello che passava il convento.

Come abbiamo più volte detto e ripetuto, il nostro PIL somiglia sempre ad un prefisso telefonico e il decantato decollo dell’economia sembra una “bufola” raccontata ad arte.

L’Italia non è un Paese razzista e nessuno odia i poveri migrati, ma ci sono tantissimi nostri connazionali che hanno bisogno come loro, se non di più e nessuno sembra preoccuparsi più di tanto.

Qualche giorno fa, nel corso di un talk show, un’anziana signora raccontava, piangendo, la sua amarissima storia, costretta a vivere con 500 € al mese di pensione di reversibilità, con a carico due figli disoccupati.

Ebbene, perché i nostri poveri non vengono censiti e aiutati almeno con gli stessi criteri usati nei confronti di  quei disgraziati che arrivano sui barconi ?

L’amarezza cresce nei momenti in cui si viene a conoscenza delle scandalose pensioni d’oro e degli emolumenti faraonici dei politici che accumulano agli stipendi da nababbi, corpose indennità, oltre al vergognoso congruo “vitalizio” che arriva molto prima dei limiti d’età previsti per il pensionamento dei dipendenti pubblici e privati.

L’aspetto che più stupisce in questi giorni è l’atteggiamento del Premier e dei suoi ministri, i quali, anziché impegnarsi in modo serio e razionale in un progetto di egualitarismo e di giustizia sociale, si spendono soprattutto a stigmatizzare i risultati delle elezioni regionali francesi, definendo i sostenitori della destra della signora Le Pen, populisti, rozzi e plebei.

Siamo ancora lontani dalle elezioni politiche generali che la maggioranza di governo osteggia in tutti i modi e le maniere per interessi propri e di bottega, ingoiando rospi  di ogni tipo che causano forti mal di pancia.

Il motivo è piuttosto semplice e si spiega con la consapevolezza che molti dei componenti del Parlamento andrebbero a casa, e per sempre.

Sono, però, imminenti quelle amministrative che coinvolgono le più grandi città italiane, ed il timore che possa accadere quanto accaduto in Francia non fa dormire sonni tranquilli ai leader del PD e dei loro alleati.

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