Politica

Necessità di forte sindacalizzazione per tutto il Comparto Difesa Sicurezza dello Stato!!

Franco Maccari, ha detto: “Renzi non ha ben capito…. I ricattati siamo noi….

Roma 6 settembre – Nella recentissima accesa vicenda delle giuste e motivate proteste della Forze dell’Ordine, il Segretario del Sindacato COISP della Polizia di Stato, Franco Maccari, ha detto: “Renzi non ha ben capito…. I ricattati siamo noi….

Innanzitutto ci sono i problemi del settore, che più volte abbiamo cercato di spiegare e abbiamo capito dalle dichiarazioni di Renzi che non ha ben chiaro di cosa stiamo parlando: c’è un’intera struttura della sicurezza pubblica in affanno. In più, vogliamo riprenderci ciò che ci è stato sottratto da quattro anni. Noi siamo l’unico settore della pubblica amministrazione a cui sono stati sottratti soldi dalle tasche. Il nostro Ministro dell’Interno non ha saputo spiegare assolutamente nulla di tutto questo. Non voglio mettermi a fare il censore, ma siamo otto sigle sindacali e siamo tutti convinti che abbia fallito, quantomeno nella rappresentazione”.

Lo sosteniamo da sempre su questa testata, che quello che la politica da più di vent’anni avrebbe dovuto fare invece di rincorrere avida voti immeritati per poi nulla fare, come nulla ha fatto, sarebbe stato quello di comprendere lo stato d’animo di tutti i componenti del Comparto Sicurezza dello Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza compresi, e nel far ciò avrebbe dovuto meditare sulle condizioni di enorme disagio morale ed economico in cui le stesse hanno versato e versano, e se proprio avesse voluto far ciò sarebbe stato opportuno che avesse considerato, metabolizzandoli, i contenuti di una studio di alcuni anni addietro intitolato “I Funzionari della Polizia di Stato”, realizzato dal criminologo Francesco Carrer, incentrato su di un questionario promosso per iniziativa dell’ Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, cui accettò di rispondere un terzo dei Funzionari italiani, che fornì un identikit dei nostri Commissari e Poliziotti.

Il quadro che emergeva, come si evince nel recente, interessante libro “Il partito della Polizia” di Marco Preve (Chiarelettere Editore, marzo 2014, che invito a leggere) era sconsolante: “”Uomini e donne consapevoli dell’importanza del loro lavoro ma completamente sfiduciati da un sistema incapace di valorizzare i migliori, cocciutamente impegnato a conservare il clientelismo come antidoto alla meritocrazia, arrogante nell’utilizzare la forza e l’ingiustizia del potere nei confronti dei ribelli, strettamente intrecciato alle alte gerarchie con la politica. Impressionante l’altissima percentuale di intervistati che si auguravano un mestiere diverso per i propri figli.

Questa grande disillusione è stata confermata nelle risposte raccolte in un’altra ricerca terminata nel 2013, relativa ai possibili miglioramenti della Legge 121 del 1981, “Bibbia” della sicurezza interna italiana. I principali problemi  della Polizia sono stati individuati nella direzione tecnico organizzativa (e questo dice tutto!); nello scadimento delle funzioni; nella solitudine sofferta, patita e vissuta e nell’abbandono da parte di tutti i livelli di responsabilità per quanti operano in siti pericolosi e difficili.

Un vertice, che si dimostra più attento alle proprie carriere e ai desiderata dei referenti politici che alle esigenze di chi è in prima linea (da quel che si è letto recentemente sul settimanale “PANORAMA”, anche l’Arma dei Carabinieri del bicentenario sarebbe gravata da lotte di vertice! n.d.a.); e dove si trovano uffici snaturati perché privati dei collaboratori migliori, che sono stati allontanati per evitare che oscurassero il dirigente””.

Queste le Forze dell’ Ordine di oggi, deluse e umiliate per la mancata possibilità di dar corso alle procedure di rinnovo contrattuale, con l’ esclusione di qualsiasi forma di recupero della parte economica.

La politica, quindi, cambi subito pagina, ripristini il merito, dia le provvidenze giuste meritate e necessarie, renda onore a  chi difende lo Stato, ormai preda dell’illegalità, con dignità e consapevolezza.

Ora, fermiamoci un momento, e pensiamo, quasi sognando, come invitato il nostro lettore in tempi passati, a considerare se questa tragedia nazionale dello stato pietoso delle FF.OO. fosse stata davvero a questi livelli se i Partiti, alle elezioni politiche, avessero deciso di candidare al Parlamento Nazionale, invece di gente qualsiasi e impreparata, massivamente un gran numero di appartenenti al polo Sicurezza-Difesa dello Stato, con l’accortezza di escludere burosauri e minutanti di segreterie e Stati Maggiori, perché per DNA notoriamente sensibili alle blandizie e alle carezze dei potenti, invece privilegiando Combattenti veri della Legalità  le cui orecchie non di rado hanno sentito ravvicinato il fischiare delle pallottole  ed hanno proceduto  spesso all’arresto di mafiosi e terroristi  di vario genere, magari avendo risieduto con le proprie Famiglie in siti pericolosi di Campania, Calabria, Sicilia e Puglia (provare per credere!). Sarebbe stata una vera e propria rivoluzione democratico-copernicana, proprio perché solo tali Persone, per formazione, hanno il coraggio di urlare nelle Aule del Parlamento e delle Commissioni Parlamentari le loro richieste nell’interesse della gente e dell’elettore rappresentato; solo questa gran tempra di Persone hanno “gli attributi”giusti per sapere dire di NO, invece del comodo SI, alle direttive dei Capipartito e di altri settori….d’interesse.

Concludendo: quale l’unica vera possibilità di tutela per tutto il Comparto in questione? Ad avviso di molti liberi pensatori solo una forte sindacalizzazione!!

Il 19 Agosto 2014 nostro articolo dal titolo :”Ulteriore riflessione sul dimenticato Comparto Difesa-Sicurezza”

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