Politica

POLITICA. UNICA ALTERNATIVA: SORTEGGIO TRA I MERITEVOLI

Finché la democrazia sarà caratterizzata da velenosi scontri elettorali (che ovviamente saranno vinti da gente ultra-ricca o finanziata da potenti lobby) le Istituzioni repubblicane saranno perennemente in crisi.
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(Cosmo G. Sallustio Salvemini)

E’ nella “logica” elettoralistica che va cercata la prima causa dell’attuale caos istituzionale. Elezione è fonte di corruzione.
Nel sistema elettorale vige la legge della giungla: il più feroce (cioé il più ricco) sbrana il più mansueto. Chi dispone di ingenti capitali può organizzare campagne elettorali talmente martellanti da conquistare (anzi, acquistare) milioni di voti.
E’ noto, infatti,  che molta gente si lascia facilmente abbindolare dalla propaganda mass-mediatica.
Urge, pertanto, revisionare la Costituzione del ’48 che ha dato origine ad una serie infinita di indecorose risse tra politicanti (presuntuosi e arroganti) che si sbranano per la conquista di poltrone. Da cinquant’anni li sentiamo blaterare di “riforme” e del “nuovo che avanza”.
Non vogliono ammettere che le elezioni (ordinarie o anticipate) non sono in grado di risolvere il problema di fondo: l’avidità di occupare le poltrone del potere.
È un’avidità che viene soddisfatta ricorrendo al turpe sistema delle clientele, della corruzione, del favoritismo, degli appalti truccati, dei voti di scambio, delle connivenze con i boss della malavita organizzata,  della campagna-acquisti dei seggi parlamentari.  
Questi spregiudicati giochi di potere vengono ammantati di legalità mediante la farsa dei meccanismi elettorali, “in primis” il famigerato Porcellum.
Quale tipo di riforma elettorale proposta dai partiti sarebbe in grado di spazzar via tutto questo putridume? Credono davvero gli oligarchi che basti cambiare il meccanismo di conteggio dei voti per eliminare lo squallido mercato dei voti?
L’amara verità è che i voti puliti sono ormai una minoranza ininfluente.
Sono i voti “sporchi” (confezionati in cospicui pacchetti) a determinare la maggioranza in ogni assemblea elettiva. Chi nega questa verità é ingenuo o bugiardo.
C’é da stigmatizzare anche il fatto che gli abusi delle affissioni selvagge dei manifesti elettorali vengono puntualmente cancellati da sanatorie decretate dagli “eletti dal popolo”; in tal modo, una forma di comunicazione che dovrebbe veicolare le idee si trasforma in un insulto al decoro delle città.
La speranza di palingenesi istituzionale poggia su quattro pilastri: Magistratura, Forze dell’Ordine, informazione pluralista, opinione pubblica. Quest’ultima, però, non è stata ancora informata sulla proposta avanzata quattro anni orsono dal Movimento Salvemini per introdurre nell’ordinamento costituzionale la Demosorte- merito-crazia, dettagliatamente illustrata nel volume “Dalla corrotta oligarchia …”
È l’unico rimedio per eliminare l’attuale perverso meccanismo della rappresentanza popolare. Ogni popolo può essere l’artefice del proprio destino se le coscienze dormienti si risvegliano. Chi ha paura delle novità le definisce “utopie” perché non ha il coraggio di ammettere che tutto è possibile quando si vuole.
 
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