Politica

Stravince il “SI” nel referendum per l’autonomia in Veneto e Lombardia

Referendum LombardiaRoma, 27 ottobre 2017 – Siamo sempre stati (e lo siamo tuttora), favorevoli alle consultazioni popolari di qualsiasi genere perché rappresentano i veri valori della democrazia, ma non è detto che in qualche occasione l’entusiasmo passionale possa prevalere sulla ragione.
Nell’ultima tornata referendaria svoltasi nei giorni scorsi in Veneto e nella Lombardia hanno nettamente vinto i “SI” alla richiesta di una maggiore autonomia fiscale ed amministrativa nell’ambito delle normevigenti e condivise.
Purtroppo quanto sta tuttora accadendo nella vicina Spagna getta un’ombra sinistra sull’intero scenario europeo sebbene la Catalogna ha ben poco a che fare con le nostre due Regioni interessate.
Infatti i dubbi e le incertezze di quella parte della gente comune che non condivide o dissente su questo tipo di riforma, traggono origini da un’antica affermazione del dittatore rivoluzionario cinese, Mao Tse-tung, il quale affermava solennemente già nel secolo scorso, che: “ogni lunga marcia comincia sempre con un piccolo passo”.
Va messo nel conto anche un possibile “effetto domino” nelle altre Regioni d’Italia obiettivamente insostenibile specialmente da quelle più povere del Centro-Sud e chi afferma il contrario o non conosce la nuda e cruda realtà, oppure mente sapendo di mentire.
Paradossalmente, nel tentativo di migliorare le sperequazioni globali del Paese,si finirebbe per accentuarne le già notevoli differenziazioni economiche e dei servizi tra nordisti e sudisti oltre che dare una “picconata” a quell’unità del Paese che i nostri Padri hanno realizzato anche col sacrificio dei loro figli migliori.
È  fin troppo chiaro che nessuno possa onestamente pensare che il reddito individuale e collettivo degli abitanti della Lombardia sia paragonabile con quello dei cosiddetti “terun” della Calabria e zone limitrofe, colpevoli soprattutto di essere nati e cresciuti in una terra povera e solo “assistita” dalle pessime  scelte politiche ed economiche dei governi che si sono succeduti in questi ultimi 50 anni..
Le ultime notizie riferiscono di iniziative analoghe in Emilia-Romagna, Puglia, Campania, Lazio ed altre e chissà se otterranno lo stesso risultato
Tutto ciò premesso, ci auguriamo  che la vagheggiata spinta“secessionista” non degeneri e soprattutto non tracimi mai dall’alveo  giuridico e costituzionale.
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