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Politica: rape e sangue

Roma, 26 dicembre 2019 – È il giorno di Natale e, in qualche ora della giornata, appare la notizia delle dimissioni di Fioramonti, dal Ministero dell’Istruzione. Erano pochi giorni che Conte aveva la lettera, ed ecco che il 25, il Ministro, ormai “ex”, la conferma.
Il primo flash è senz’altro striminzito e ridotto all’osso; le motivazioni sono una mancata programmazione, alla Istruzione, di 3 miliardi da lui chiesti in sede di esame della manovra. Non sono stati concessi e il Ministro fa presente che quella cifra da lui chiesta è appena l’indispensabile per “restare a galla” e che per far funzionare degnamente il suo dicastero, ce ne vorrebbero almeno 24 o 25…(…tombola!…avrà esclamato senz’altro Conte, anche per far onore alle festività in corso). Morale della favole, “dimissioni” di Fioramonti confermate.
Oggi, 26 dicembre, la cronaca si riappropria dell’argomento e lo approfondisce. Il problema non è solo quello dei fondi per l’Istruzione ma, sembra che ci sia anche la mancata corresponsione, da parte dell’ex ministro, dei versamenti al M5S, cui appartiene, e alla Piattaforma Rousseau… beh, al pari di tutti gli altri problemi che stanno travagliando la vita di un governo che non esiste… se ne deduce che è tutta un’”insalata mischiata” e che di fronte al “dio denaro”?!…. ovviamente, posizioni dure con il Movimento che, prima di prendere in esame il problema “fondi”, chiede di regolare il problema “contributi” come da statuto.
In materia di approfondimento, si presenta ai TG Andrea Romano del PD e dichiara stentoreamente che il PD e Conte “hanno fatto i MIRACOLI” per quadrare la manovra che, ovviamente, non quadrava, scongiurando l’aumento dell’IVA; “… i MIRACOLI!!!…”.
Che cosa dire? Due cose.
Prima, è legittima la richiesta di Fioramonti ma questi sembra essere diventato un altro Conte; fa finta di non sapere come sta la situazione finanziaria per richiedere maggiori fondi per il suo Ministero; se i soldi non ci sono?!…
Secondo, ci troviamo in una situazione in cui questa manovra ha “scongiurato” l’aumento dell’IVA ma ha aggiunto, sotto più aspetti, una decina di altre tasse, (altrimenti come faceva?), che non sono “semi di zucca”, volgarmente detti “bruscolini”.
Adesso è chiaro che un governo che si regge con gli equilibrismi, mentre Andrea Romano parla di MIRACOLI, non può soddisfare tutte le necessità per fare funzionare lo Stato, perché, sia Conte, sia Zingaretti, sia Andrea Romano, che parla di MIRACOLI, non sono il Cristo che moltiplicò i pani e i pesci.
La sintesi qual’è? Solo che Fioramonti, alla pari degli altri, ha dato il suo contributo alla formazione e all’approvazione di questa manovra, che non risolve i problemi essenziali del paese perché non si può “cavar sangue da una rapa”, per cui, se i soldi non ci sono, non si possono inventare. Sarebbe stato diverso se Conte, dopo aver rassegnato le dimissioni e dato vita ad un “nuovo 2011”, come ordinatogli dalle “alte sfere” di Bruxelles e dalla Merkel, per togliersi di torno Salvini, invece di gettare la “Flat tax” nel cestino, l’avesse usata per riformare il Sistema Fiscale e, ricavare, senza aumentare l’IVA, ma facendo aumentare i consumi, e, quindi, il gettito dell’IVA, mediante l’abbassamento radicale dell’IRPEF, i capitali di cui Fieramonti, dichiarava la necessità.
L’ha fatto? No, per conservare la poltrona; di Maio, per giustificare il gesto di Conte, a cui ha preso parte anche lui, per salvare la poltrona, si è inventato la favola che per fare la “Flat tax”, erano necessari 30 miliardi, da cui è apparso evidente che, non avendo studiato Economia, non ci ha capito niente.

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