Politica

La destituzione di Berlusconi …. o la “vittoria” della sinistra

Letta - AlfanoSiamo all’epilogo. Letta ha fremuto fino all’ultimo; poi, quando Berlusconi, dal suo scranno, ha dichiarato la fiducia al governo, si è proprio afflosciato e una esultante stretta di mano tra lui e Alfano ha voluto significare: “il Cav è caduto; ce l’abbiamo fatta!”, mettendo l’ultima pennellata grottesca ad un “quadro” dalle tinte fosche, ordito ai danni del Cavaliere che sancisce la vittoria politica e non numerica del PD. Cosa significa? Appare fin troppo chiaro.

Il meccanismo, che ha origini molto alte e fuori del Paese, è stato lo strumento per mettere fuori combattimento una persona che ha sempre dato fastidio prima ai comunisti e oggi al PD, partito che non ha saputo trovare altro sistema per poter avere una vittoria sulla base di una politica di un governo che è  inesistente.

Significa anche, né più, né meno, che è la più eclatante sconfitta ideologica della sinistra che non ha saputo sconfiggere Berlusconi sul consenso e ha invece tentato di farlo con una condanna giudiziaria.

Ha tentato di farlo, ovviamente, perché tutto lascia presumere che la cosa non sia finita qui perché, di qui a un numero ics di mesi, ci saranno altre elezioni e altre votazioni e nella situazione in cui si trova oggi il PD e con quello che ha fatto con il governo Monti, al popolo di Dio non gliene frega niente e quindi tutto è ancora da vedere.

Adesso, Letta stesso si sente liberato da un ostacolo insormontabile che gli impediva di aumentare le tasse, pena la crisi del governo mentre Alfano può ancora “dare a bere” agli elettori di stare lavorando “per il bene del paese”, leit motive anche di Napolitano, e conservare così entrambi la poltrona perché, anche contro gli impegni con l’elettorato “…..la poltrona….è poltrona!”.

Un governo, l’attuale, che innanzi tutto ha stravolto, pezzo per pezzo, tutto quello che Letta aveva garantito a Berlusconi, per averne l’appoggio. E così l’IMU è stata trasformata nella Tares e l’Iva è stata aumentata, due misure anti-economiche per eccellenza; cui si aggiugono la richiesta alla CE di alcuni miliardi di euro per dare lavoro, nel 2014, a 200.000 giovani disoccupati e la vendita delle proprietà demaniali per risanare i conti pubblici che dovevano essere risanati dall’IMU del non rimpianto Monti.

Concludiamo, affermando che questo governo, con o senza Berlusconi, non sarà in grado di fare niente e spargerà “fumo negli occhi” per dare ad intendere al popolo di essere all’altezza del suo ruolo, ancor più tirato per la giacchetta dai famosi poteri forti, mafia, lobbyes, ecc., ai quali oggi si aggiunge anche la Merkel, che non lo risparmierà certamente nell’imporgli questo o quel comportamento.

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