Politica

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e così … ritorna a galla Fini con la casa di Montecarlo

Gianfranco FiniDa “L’Espresso”, apprendiamo dell’esistenza di documenti che, ancora una volta, confermano quelle che  erano state chiamate da Fini “bugie” in relazione alla casa avuta in lascito al Movimento Sociale Italiano da Anna Maria Colleoni  per “la buona battaglia”.

Certo, la casa di Montecarlo, pagata quanto un garage a Roma, per una serie di combinazioni e null’altro se non cattivi pensieri dei soliti malpensanti e giornali dei suoi avversari politici, è stata venduta da A.N.  (sembrerebbe che presidente di Alleanza Nazionale fosse proprio Gianfranco Fini!) ad una società estera con sede in un isolotto sperduto e che poi l’ha affittata a Giancarlo Tulliani, cognato di Fini, ma è stata tutta una serie di fortuite coincidenze.

Certo, i documenti saltati fuori occasionalmente nel corso di una perquisizione in uno studio professionale, farebbero pensare ad un disegno ben preciso, apparendo  nella società dei nomi noti in Italia per parentela con il Presidente della Camera, ma sono solo illazioni.

Fini, intervistato dice  che non intende farsi «condizionare dalla ciclica comparsa di documenti, più o meno autentici, sulla casa di Montecarlo perché non ho mai mentito o nascosto qualcosa agli italiani». «Basta leggere gli ultimi documenti per capire che non contengono nulla di nuovo e definitivo rispetto all’effettiva proprietà. Esattamente come nell’estate di due anni fa. Da allora l’unica certezza è l’archiviazione in sede giudiziaria della denuncia a mio carico», circostanza questa confermata dalla Procura di Roma.

Dice ancora Fini: «Nell’ambito della mia vita privata quanto scritto dall’Espresso suscita in me profonda amarezza per comportamenti che non condivido. Ma questo è un aspetto tutto e solo personale. Non ho mai mentito o nascosto qualcosa agli italiani e per questo continuerò il mio impegno politico a testa alta».

I documenti? Più o meno autentici… non chiarisce però quali sono “meno autentici”.

E ci si augura che nessuno faccia il paragone di Fini con Fiorito, stessa provenienza politica ed iniziale di cognome, tratto in arresto dalla Procura di Roma, per aver distratto i soldi del partito! Si tratta di altre cose che nulla hanno a che vedere.  Certo! Poi la Procura della Repubblica di Roma, nel caso di Fini,  ha archiviato e su questo non si discute.

Speriamo che Fini mantenga la poltrona di Presidente della Camera (e questa volta lo farà, non come le promesse sulle sue dimissioni da Presidente)  perchè lui li c’è per volontà di Dio (alias Berlusconi, anche se decaduto) ed il bene della Nazione!

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