Politica

FORSE ORA È CHIARO L’INTERESSE DIOCESANO PER L’AQUILA

L’Aquila. Città distrutta dal terremoto. Un fiume di carta e parole per la sua ricostruzione.
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(S.E. Giovanni D’Ercole fra il popolo delle carriole)

Politicamente, anziché essere orgogliosi tutti, perché anche con il contributo dell’opposizione si fanno le cose, sono state seguite solo le polemiche sulla mancata ricostruzione di immobili del centro storico ignorando che tuttora continuano le scosse telluriche. Nelle polemiche, nessuno ha mai firmato un documento nel quale scarica la responsabilità agli organi tecnici qualora si verificassero nuovi crolli.

 

Dai comitati spontanei (forse non tanto spontanei), nasceva il “popolo delle carriole”, con il compito di ripulire le macerie pericolanti che lo Stato, non potendo certamente rischiare la vita di addetti ai lavori, non aveva fatto.

 

Certo, un episodio negativo, politicamente, sarebbe anche servito …

E così, a marzo 2010, mentre tanti cittadini Aquilani, armati di tanta fede, buona volontà e muniti di pale e carriole, benché feriti ma non abbattuti dal grave terremoto, erano  impegnati a ripulire le macerie,  a loro si aggiungeva un altro lavoratore, indossante la tonaca e lo zuccotto paonazzo: il vescovo ausiliare della Diocesi, S.E. Monsignor Giovanni D’Ercole, il quale, indifferente alle prime contestazioni di essere li per farsi riprendere dalle telecamere e fotografi, dichiarava “sono venuto per dare sostegno a questa gente, non per le telecamere. Comprendo la rabbia di queste persone e la loro voglia di portare avanti questa giusta causa”.
 

Occorreva, urgentemente ripulire e ricostruire, e Lui stava dando il buon esempio!

 

Certo, questo era un legittimo smacco all’inerte Governo, come faceva osservare tutta la stampa, ed il Suo impegno era ampiamente documentato da riprese televisive e fotografiche.

 
 

Settembre 2011. La Procura della Repubblica dell’Aquila, dispone l’arresto di due persone per una presunta truffa da 12 milioni di euro dai fondi per la ricostruzione dell’Aquila, accantonati dal sottosegretario Giovanardi nel decreto Abruzzo per la ricostruzione, e tre persone denunciate in stato di libertà.

L’indagine nasce dalle contestazioni del Sindaco Cialenti, che solo dopo una lunga battaglia era riuscito a far assegnare 3 milioni per ristrutturare un centro anziani e gli altri 9 milioni assegnarli per la ristrutturazione di un complesso nel centro storico.
L’allettante somma però, destava l’interesse anche di una onlus (“Solidarietà e Sviluppo”) fondata dalla stessa diocesi dell’Aquila, che  aveva prodotto progetti non rispondenti ai requisiti richiesti.
In compenso, però, se i documenti non erano in regola, secondo le prime risultanze, funzionavano bene le pressioni del Vescovo spaalatore sul Sottosegretario, il quale lamentava il mancato impiego di quella somma per ricostruire.
 

E proprio quello che appariva ormai un prossimo aggiudicamento dei lavori alla cattolica  “Solidarietà e Sviluppo”, aveva scatenato l’ira di Cialenti con le conseguenti indagini che hanno portato all’arresto di Fabrizio Traversi , segretario generale della “onlus”, nominato tale proprio dalla  Diocesi.

Nelle intercettazioni, si sente il vescovo D’Ercole dire a Giovanardi  ” Volevo soltanto dirti questo: siccome è ovvio che con questo nostro progetto probabilmente daremo fastidio a qualcuno, faranno un po’ di questioni. Mi raccomando: tieni la barra ferma…” e Giovanardi :”Ma ti immagini! Ma io ho solo bisogno che voi… cioè, che chi mi può dare il disco verde che è il commissario di governo mi dica “spendi” e io vengo lì con i soldi cash…” Il Vescovo D’Ercole:  ”Noi.. noi in settimana ti diamo tutti i progetti nostri, pronti”.
Giovanardi, quindi, per conto del Dipartimento della Famiglia, apponeva la sua firma al visto di congruità al progetto dell’associazione “religiosa”, pressando anche il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi per ottenere i fondi, che questi però non stanziava, pressioni per le quali è finito in carcere anche Gianfranco Cavaliere, politico vicino a Giovanardi.
Gravi le osservazioni del Giudice: seppure Giovanardi sia interessato alla vicenda, è evidente che le notizie che gli vengono fornite sono filtrate sapientemente ad arte. Le “onlus”, facenti capo alla Diocesi ed ai Vescovi Molinari e D’Ercole, di tutto si occupavano tranne dei reali progetti e bisogni della popolazione mentre per  sul conto degli Alti Prelati sono necessari ulteriori accertamenti per meglio delineare i loro ruoli.
Ora forse è chiaro il motivo per cui il Vescovo spalava la strada: sbrigarsi a far passare i camion che avrebbero dovuto portare i soldi!
 
 
 
 
 
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