Politica

La Fornero a “Ballarò”

Fornero ballaroRoma, 28 aprile – Ha rifatto la sua comparsa la “Prof” Elsa Fornero. In un momento turbolento per le pensioni, “Ballarò” l’ha riproposta. Oggetto della riapparizione, ovviamente, la validità della sua legge. Come nella Napoli dell’800, l’acquaiuolo, alla domanda del cliente, dichiarava che “la sua acqua era fresca” anche se stava in ebollizione, così la “Prof” ha difeso e sostenuto la validità della sua legge anche di fronte ai macroscopici casi di danneggiamento di diritti acquisiti.

Ovviamente non ha toccato la “patata bollente” del problema, l’evasione fiscale che è l’unica causa dello sfacelo che lei ha “tentato” di colmare con la vita e con il sangue dei lavoratori, ma questo è un altro discorso. Su questa situazione bisogna tener presente innanzi tutto che a tessere le lodi della sua legge è soltanto lei perché la grande maggioranza della popolazione la contesta.

A questo punto, sul malcontento dei lavoratori, dei pensionati che credevano di poter andare in pensione e invece devono aspettare ancora almeno tra i cinque e i dieci anni, prima di andarci, o di “morire”, è doveroso riferire una cosa importante.

Indubbiamente la “Prof” ha le sue colpe, eufemisticamente chiamate “responsabilità”, che non accetterà mai, ma è realmente tutta colpa sua questo successivo sfacelo?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Molti italiani non lo ricorderanno perché forse non avranno visto uno spettacolo come quello, “Domenica In…”, o forse perché il flusso mediatico distrugge i ricordi come il mondo della moda distrugge le emozioni, per cui, ecco i fatti.

Molti anni or sono, il sabato pomeriggio, la Rai mandò in onda quello spettacolo, “Domenica In…”. Era, come ripeto, uno spettacolo, come tutti quelli del suo genere, però aveva in se l’”angolo” su cui “fare attenzione”, l’intervista ad un personaggio del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, dello sport ecc., ecc. Quel  sabato la scelta di tale personaggio cadde su Piero Fassino, al tempo, esponente di spicco dell’allora PCI. Fu una scelta casuale, fu programmata? Non lo sappiamo ma accontentiamoci di sapere che in quel mondo, come in tanti altri, di “casuale”, non esiste niente; è tutto calcolato e programmato. Era in discussione alle camere e nella compagine governativa, un problema scottante, bollente. Pensionamenti, anche se anticipati, per creare occupazione, e un disastroso “deficit” dell’Inps a causa del quale non si sapeva come mandare in pensione nemmeno coloro che avevano maturato i requisiti perché c’era lo spettro di non poterli pagare. Mara Venier, conduttrice dello spettacolo, rivolse all’on. Fassino poche domande di orientamento e, poi, “scagliò” quella fatale. Come sarebbe stato possibile, secondo lui, colmare il pauroso “buco” dell’Inps, al fine di mandare in pensione i lavoratori che lo stavano aspettando? L’on. Fassino, onore al merito, indipendentemente dalla sua ideologia, era ed è una persona di alta e fine formazione culturale maturata negli istituti più esclusivi di Torino e, dall’alto di questa sua virtù, rispose, con la più raffinata e sottile retorica che la sua cultura seppe sfoderare: “Signora Venier, l’Italia è piena di energie lavorative ultrasessantacinquenni!”

Bene; la risposta, perfetta nelle sue linee estetiche e stilistiche, aveva solo il significato di “facciamo lavorare i lavoratori fino a che muoiono, così le pensioni non si pagano e le casse dell’Inps si risanano da sole”. Nessuno, nel Teatro delle Vittorie riuscì a “decifrarlo” questo significato, per cui la risposta dell’”on.” Fassino dal pubblico del Teatro delle Vittorie, che era formato in gran parte da persone anziane, fu accolta con un grande applauso, perché la grande cultura dell’uomo politico riuscì a trasformare una alternativa altamente mortificante, morire sul lavoro, in quella gratificante, di avere anche da anziani, le energie per lavorare.

Questo avveniva intorno ai venti anni or sono. Oggi, Il problema non è stato risolto, anzi, è peggiorato. Con il governo Monti, è subentrata la “Prof” Fornero che, allo scopo di risolverlo, ha intasato ancora di più il settore e viene contestata dai lavoratori per averli costretti ad obbligare la natura a turni ben superiori alla loro “speranza di vita”.

Bene; gli italiani vogliono contestarla? Facciano pure, ma facciano, comunque e doverosamente, un momento di “mente locale” e di autocritica.

In sostanza, gli italiani interessati al problema, non hanno di che lamentarsi, perché la Fornero, “in sostanza” e con “buona pace”, ha semplicemente messo in pratica quello che l’”on.” Fassino aveva suggerito a Mara Venier a “Domenica In…” qualche anno prima e che tutti gli italiani presenti al Teatro delle Vittorie, hanno applaudito e, quindi, APPROVATO!!!

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