Politica

Eolicomafia

EolicoTutti i media nei giorni scorsi hanno trattato diffusamente lo spropositato patrimonio  accumulato  da Vito Nicastri.

Vito Nicastri, l’imprenditore di Alcamo leader del settore eolico, per il quale il Tribunale di Trapani ha emesso il provvedimento di confisca; senz’altro il sequestro di beni mafiosi più consistente, di ben 1,3 miliardi di euro. Facciamo un passo indietro per un riferimento storico sull’argomento. “Occorre spezzare il legame tra il bene posseduto ed i gruppi mafiosi, intaccandone il potere economico e marcando il confine tra l’economia legale e quella illegale”, sosteneva l’ Onorevole Pio La Torre, fautore della più importante Legge antimafia,  ucciso da Cosa Nostra per averne squadernato gli interessi. Colpire i beni, come l’eminente uomo politico siciliano aveva intuito e come Giovanni Falcone autorevolmente sostenuto, è il punto di partenza per neutralizzare il potere criminalmafioso. Però, c’è da dire che la citata Legge (denominata “Rognoni- La Torre”), che prevedeva il sequestro dei beni, fu approvata, “more italico”, solo dopo le uccisioni per mano della Cupola di La Torre (aprile 1982) e del Generale dalla Chiesa (settembre di quello stesso anno) che l’avrebbe applicata con rigore quale Alto Commissario Antimafia. Ma la Mafia non corre rischi, la Mafia è funestamente intelligente, occhiuta e previdente  e per questo, certa politica, più che combatterla ci si allea per insani profitti, tanto da arrivare ad una satanica saldatura. Tornando all’oggi, sappiamo che dal sequestro dei beni alla loro assegnazione la strada non è facile, ancora per difetto di Leggi specifiche, soprattutto per quel che riguarda le aziende che, giunte alla fase di confisca, più del 70 per cento presentano delle criticità che ne impediscono il riutilizzo. La più rilevante è sicuramente quella del peso ipotecario che non consente l’immediata destinazione del bene; questa fase, infatti, comporta una lunga e farraginosa attività istruttoria per rendere il bene svincolato da pesi ed oneri. “Dal sequestro alla confisca, fino all’assegnazione possono passare anche 12 anni”, racconta all’Huffingtonpost Alfio Curcio, responsabile della Cooperativa “Beppe Montana- Libera Terra” di Catania che gestisce due beni confiscati a Cosa Nostra. “I terreni che noi abbiamo fatto rivivere- spiega- sono stati sequestrati intorno al 2000, ma assegnati solo nel 2011. È chiaro che nella fase intermedia si erano usurati, sopratutto perchè si tratta di imprese agricole; per questa ragione, all’inizio è stato complicato riuscire ad avviare la produzione”. Per l’ argomento con cui abbiamo iniziato, quello del sequestro di beni ad un importante esponente dell’ Ecomafia, e in particolare dell’ Eolico, facciamo mente locale a quel che è accaduto, a marzo scorso, in Sicilia, dove L’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, di recente costituzione, ha inaspettatamente affidato il patrimonio confiscato ad un uomo legato a importante partito politico, anticipando così una pericolosa linea di tendenza che potrebbe proseguire nel tempo…. Detto questo, per informazione, segnaliamo che il prezzo all’ingrosso dell’elettricità tradizionale sulla borsa elettrica si attesta a 75-80 euro per megawattora; dunque, il divario con il fronte “verde”,  l’ eolico appunto, resta alto: 25-30 euro per megawattora. Da ciò si evince il perché dell’attenzione dell’ Ecomafia nello specifico settore. Sul fronte calabrese, Terra come la Sicilia gravata da pregnante condizionamento mafioso, le cose ovviamente non vanno meglio, tanto che apprendiamo situazioni sconcertanti dall’intervista di Lorenzo Castellani sul giornale on line “DILLINGER.it GIORNALISMO PARTECIPATIVO” a Salvatore Tolone Azzariti, il quale, poco più che quarantenne Professore di Diritto Privato presso l’Università Federico II di Napoli, a seguito delle intimidazioni subite, è stato costretto a lasciare Girifalco, in provincia di Catanzaro, per trasferirsi in una località del Nord Italia. Alla domanda su quali erano i problemi relativi alle pale eoliche nel comune di Girifalco, Tolone Azzariti ha risposto che il parco Brulli–International Power, dovendo servire a fini “altri”, non ha seguìto il criterio del minor danno  in base ai parametri normativi. Così, sono stati violate aree archeologiche e violati terreni coltivati ad uliveti o a seminativi; sono state interessate aree in prossimità ed addirittura adiacenza a strade ad alto transito, con il pericolo che una località con un paesaggio a dir poco stupendo, potrebbe essere  “circondata” da gigantesche torri eoliche di acciaio, per addentrarsi fino alle case abitate. Quindi, laddove le distanze obbligatorie, a tutela della salute dei cittadini erano state fissate in 500 mt. fra abitazioni e torri, grazie a un “terremoto” grafico sulle mappe catastali è stata prevista la rimozione di una novantina di immobili. Quindi, per intervento di “Fata Morgana” una scala di grandezza effettiva di 1:2000 si è trasformata a 1.2500, proprio per ampliare fittiziamente sulla carta la distanza per assicurare la distanza-requisito dei 500 mt. Doloroso, e soprattutto allarmante, quel che accade oggi in Calabria, afferma Tolone Azzariti,  Regione in cui praticamente tutte le forze politiche, anche se ovviamente non tutti gli esponenti politici, hanno fatto “affari” con l’eolico e con la criminalità interessata all’energia alternativa. Non sono mancate minacce e ritorsioni al coraggioso Docente universitario che ha affrontato il problema con numerose denunce formali alla Magistratura, tanto da rivelare eventi realmente accaduti: “”… una bomba  ha devastato la mia autovettura; ..un incendio ad un trattore di un vicino, ma sotto casa mia; “lavori di manutenzione” degli scoli dell’acqua, della Provincia di Catanzaro, atti alla devastazione del mio terreno con enormi quantità di melma…; …telefonate sul mio cellulare, da parte di persone a me note, con velato tono di accomodamento: “mettiamoci d’accordo, ti paghiamo bene”; poi una decina di invasioni dei terreni, con ruspe e camion…; recisione del filo spinato di confine…; immissione di mezzi pesanti…; occupazioni temporanee dei miei terreni dove vengono lasciati indicatori dei lavori in corso…; apposizione di pesantissimi cavi elettrici su alberelli a margine di strada con loro danneggiamento….. il tutto senza che la Brulli–International Power avesse alcun titolo per farlo””. Ma Tolone Azzariti non si piega, formatosi alla Scuola Militare della Nunziatella di Napoli, ha l’onore di essere forgiato nel più nobile aureo Metallo della Famiglia in cui figurano due Patrioti risorgimentali, Volontari delle Camicie Rosse che si unirono al Generale Garibaldi per un’Italia unita e migliore, tra i quali figura il Capitano Francesco Saverio Tolone, suo Bisnonno. Quindi, un esempio di coraggio da seguire per uscire dalla sacca del nulla in cui ci ha precipitato la politica di leader sconcertanti per modestia di idee e privi di senso dello Stato, ma soprattutto insensibili a quel che concerne il bene dei cittadini. E questo gli Italiani, sebbene in ritardo, sembra di averlo compreso, a proprie spese! Un’ultima riflessione. La Politica con la “P” maiuscola, nata dal nuovo Parlamento, deve comprendere che non può  più tagliare i costi dello stato sociale per fare cassa, ma da subito reprimere criminalità, corruzione ( pensare che recentemente è stata varata una nuova Legge che diminuisce la pena per la concussione lasciando irrisolto il problema della prescrizione, garantendo così l’impunità ai “colletti bianchi”) ed infine la grande evasione ( sappiamo che 500/700 mld di euro sono all’estero nei paradisi fiscali); deve, la Politica, considerare l’illegalità dominante quale causa primaria della crisi economica, non restringendola alla categoria astratta di questione morale, che è tema teorico dei Maestri dell’ etica. Comunque, diciamo come sempre: ITALIA  AVANTI!

 

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