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News – Ignazio Marino assolto dalle accuse di peculato, falso e truffa

Cosa non funziona nella Giustizia?marino esulta

Roma, 07 ottobre ore 18:15NEWSRoberto Felici e Pantaleo Polifemo, quali rappresentanti della pubblica accusa, avevano richiesto la condanna alla pena di tre anni un mese e 10 giorni di reclusione nei confronti dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, imputato di “peculato, falso e truffa” in relazione a 56 cene, per circa 13mila euro, pagate dall’ex primo cittadino con la carta di credito e la predisposizione di certificati che attestavano compensi destinati a collaboratori fittizi o inesistenti che avrebbe procurato alla Onlus un ingiusto profitto di seimila euro mentre il comune di Roma si era costituito parte civile chiedendo un risarcimento di euro 600mila di cui  500mila per il danno d’immagine riportato dalla vicenda e 100mila euro per danno funzionale.
 
Il Gup Pierluigi Balestrieri,  ha invece rigettato le richieste della Procura pronunciando sentenza assolutoria su tutta la linea, annullando quindi tutto il lavoro svolto dalla Procura.
Assolto “perchè il fatto non costituisce reato” in ordine alla vicenda della Onlus Imagine; assolto “perché il fatto non sussiste” per quanto riguardo la contestazione di peculato.
 
Marino subito dopo l’assoluzione, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato:
“Il conto di certe azioni le paga il Paese, soprattutto quando riguardano la Capitale d’Italia. Qualcuno ora si dovrebbe guardare allo specchio e capire se ha la statura di statista e farsi un esame di coscienza” e, alla richiesta della stampa sul suo futuro politico, ha risposto ” Ho il dovere morale di continuare ad impegnarmi per il mio paese e la mia città”. Poi, andando via commosso, “Me lo aspettavo, sapevo di essere innocente, di fronte ad accuse così infamanti da media e politica è stata finalmente ristabilita la verità”.
 
Ma cosa sta succedendo in Italia? La Procura indaga, svolge accertamenti ed i giudici ribaltano, con le loro sentenze, il lavoro degli inquirenti, stabilendo quindi che le indagini svolte e le relative accuse erano infondate e prive di basamenti legittimi.  
La domanda, allora, nasce spontanea: dove è la vera verità, perchè la giuridica è quella emessa in sentenza che va, comunque e solo, rispettata se pure con facoltà di appello da parte della Procura.
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