Politica

Torrisi resta nella carica cui è stato eletto, Alfano lo caccia. Non rappresenta più Alternativa popolare

alfano a sxC’è da ridere o da piangere?

Roma, 6 aprile 2017 – Se non fosse un danno per la Repubblica, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate!

In relazione all’elezione avvenuta ieri con scrutinio segreto per la nomina di Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato del senatore Salvatore Torrisi, rimasta vuota dopo la nomina a Ministro di Anna Finocchiaro magistrato in quota Pd,  al Senato della Repubblica è in scena la farsa più completa.

Per la carica, il Pd proponeva tre nominativi ma, a sorpresa, con 16 voti, veniva eletto il Vicepresidente Salvatore Torrisi, di estrazione alfaniana.

Il Pd gridava al tradimento. Alfano, ribadendo la sua lealtà e sudditanza, si sbrigava a intimare a Torrisi  di rifiutare la presidenza che spetta al Pd arrivando a dire che qualora non si dimetteva, “è chiaro che una sua permanenza alla presidenza è incompatibile con Alternativa Popolare”.

Torrisi prendeva 24 ore per riflettere se cedere ad altri l’importante poltrona a cui era stato chiamato dai senatori votanti.

Oggi Alfano ribatte “Noi abbiamo votato a favore del candidato del Pd perché quella presidenza toccava (quindi spartizione e non merito – ndr) al Pd: noi rispettiamo i patti, siamo leali” aggiungendo “Il massimo che potevamo fare era quello che abbiamo fatto, chiedere a Torrisi di rinunciare alla Presidenza. Ogni volta che facciamo battaglia politica, andiamo avanti a viso aperto, in chiaro”.

Torrisi decideva che la poltrona era legittimamente sua, anzi, ieri aveva ricevuto le felicitazioni dei componenti di Ap.

A questa sua decisione, Angelino Alfano si è sentito libero di fare una scelta “democratica” ed in tarda serata, l’Ansa batte la notizia. Alfano:  “Prendo atto della scelta del senatore Torrisi. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta Ap al vertice della commissione Affari costituzionali”. 

A sua volta, Torrisi all’Ansa risponde: “Non ci penso proprio a lasciare il gruppo. Forse Alfano parlava del partito. E il gruppo è una cosa e il partito un’altra. Ma nella riunione di ieri tutti i colleghi del gruppo mi hanno espresso solidarietà. Quindi io per il momento resto qui, non me ne vado”.

A questo punto, interviene la presidente dei senatori di Ap, Laura Bianconi che replica: “Le riunioni di gruppo sono state prima delle parole di Alfano. Con il massimo rispetto di Torrisi io sto con Alfano ed ero accanto a lui quando ha parlato”. 

È il caso di ricordare al lettore, che Angelino Alfano, diventato delfino di Berlusconi dopo la sceneggiata di Fini, come pure Salvatore Torrisi e Laura Bianconi, sono stati eletti tutti su scelta di Berlusconi, in funzione dell’assurda legge, quindi con il Centro Destra.

Dopo l’abbattimento di Berlusconi, la fuga dal Pdl e la creazione del Nuovo Centro Destra che però appoggia e fa parte del Governo di   Sinistra. Per tale sostegno Alfano ottiene  la carica di Vicepremier e Ministro dell’Interno (non quello che i malpensanti pensavano di 30 denari!), portando l’acronimo Ncd, ad essere interpretato come “Non Ci Dimettiamo”. Con lui, in tantissimi cambiano casacca e, nonostante si trovino in Parlamento per rappresentare il popolo di Centro Destra,  fanno parte, votano e sostengono il governo di Sinistra. Disarcionato Letta,  dopo un’amara esperienza con Casini, anch’egli vecchio cattolico democristiano passato a sinistra, muore l’Ncd per creare Alternativa Popolare (o Ancora Poltrone?) rimanendo sul carro del vincitore, il nuovo Premier  Matteo Renzi.

Renzi però, a dicembre 2016 si gioca il posto con il referendum e nasce il Renzi-Bis, scusate, Governo Gentiloni. Qualcosa  però cambia. Ap ha perso dei pezzi e precipita nei sondaggi così Gentiloni ricompensa l’alleato Alfano, che ha perso il posto di Vicepremier, transitandolo dal Ministero dell’Interno a quello più qualificante degli Esteri.

Il tutto, sempre con la Sinistra, con buona pace per gli elettori di destra che li avevano eletti.

Ora, verso Torrisi, Angelino Alfano parla  di lealtà, il combattere a viso aperto e disponendo  “democraticamente” alla Erdogan, il suo allontanamento dal partito. Ma si tratta di valori dedicati alla Sinistra per gli incarichi ottenuti per supportare il Governo.

E la lealtà e rispetto  dovuti innanzitutto al corpo elettorale? Di quella e per quella … nemmeno una  parola!

Verrebbe quasi da pensare che si otterrebbe più onestà dai traditori!

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