Politica

Si sfilano dagli incarichi i personaggi più rappresentativi del Pd

Roma, 17 dicembre 2018 – Non siamo superstiziosi, né crediamo alle leggende metropolitane, ma quanto è già accaduto (e sta accadendo), nel Partito Democratico, fa proprio pensare che rappresenti una vera e propria iattura occupare incarichi importanti in quel che fu il partito più autorevole della sinistra italiana.
Se pensiamo semplicemente al dissenso formale ed al disimpegno più o meno voluto di personaggi come Veltroni, D’Alema, Minniti, Fassino, Bersani ed in qualche misura il “padre-padrone”, Matteo Renzi, si è portati a credere che esista qualche “male oscuro” e contagioso annidato nella sede del PD di Via del Nazzareno.
A differenza degli Americani, dove ci sono soltanto due partiti che contano (democratici e repubblicani), degli Inglesi con i laboristi e conservatori ed in altri Paesi dell’Europa, noi Italiani ne abbiamo una miriade di raggruppamenti e siamo costantemente impegnati a costituirne degli altri.
Infatti, alcuni autorevoli e molto bene informati osservatori ritengano che sia Renzi che Salvini aspettano il verdetto delle prossime elezioni europee per dar vita a nuove formazioni politiche candidandosi alla guida del Paese.
È fin troppo evidente che il capo della Lega, qualora i sondaggi venissero confermati, abbandonerà il M5S di Di Maio e si alleerà con quel che resta di Forza Italia, con i Fralelli D’Italia e con tutti i moderati del centro-destra con la “benedizione” dello stesso Berlusconi.
L’attuale dirigenza del partito democratico non pare sia in grado di contrastare questo tipo di progetto causa anche delle divisioni profonde esistenti al suo interno emerse nelle candidature per l’elezione del nuovo segretario del partito.
Una cosa è comunque certa, ossia la bocciatura presunta o reale della “fantomatica” manovra finanziaria da parte dell’Europa e le pesanti sanzioni economiche già preannunciate creeranno problemi gravi ed inquietanti all’intero Paese.

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